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MiSE Credito di imposta R&S: come ottenere sgravi fiscali per le imprese 2015-2020

credito-imposta-ricerca-sviluppoCredito d’imposta per tutte le imprese che investono in attività di ricerca e sviluppo, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano e dal regime contabile adottato. È una misura introdotta dalla Legge di Stabilità 2015, attuata attraverso il D.M. 27 maggio 2015.

ATTIVAZIONE

Dal periodo d’imposta 2015.

BENEFICIARI

Possono beneficiare dell’agevolazione tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano nonché dal regime contabile adottato, che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo.

PERIODO DI APPLICAZIONE

Il credito d’imposta sarà applicato sugli investimenti realizzati a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 fino a quello in corso al 31 dicembre 2020.

DOTAZIONE FINANZIARIA

Sono previsti 255,5 milioni di euro per il 2015, 428,7 milioni di euro per il 2016, 519,7 milioni di euro per il 2017, 547 milioni di euro per gli anni 2018 e 2019 e 164 milioni di euro per l’anno 2020.

ATTIVITÀ AMMISSIBILI

Sono ammissibili al credito d’imposta le seguenti attività di ricerca e sviluppo:

  • lavori sperimentali o teorici svolti, per l’acquisizione di nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni e di fatti osservabili, senza che siano previste applicazioni o usi commerciali diretti;
  • ricerca pianificata o indagini critiche per acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi o permettere un miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti ovvero la creazione di componenti di sistemi complessi, necessaria per la ricerca industriale, ad esclusione dei prototipi di cui alla lettera c);
  • acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica e commerciale allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati; definizione concettuale, pianificazione e documentazione concernenti nuovi prodotti, processi e servizi; elaborazione di progetti, disegni, piani e altra documentazione, inclusi gli studi di fattibilità, purché non siano destinati a uso commerciale; realizzazione di prototipi utilizzabili per scopi commerciali e di progetti pilota destinati a esperimenti tecnologici o commerciali, quando il prototipo è necessariamente il prodotto commerciale finale e il suo costo di fabbricazione è troppo elevato per poterlo usare soltanto a fini di dimostrazione e di convalida;
  • produzione e collaudo di prodotti, processi e servizi, a condizione che non siano impiegati o trasformati in vista di applicazioni industriali o per finalità commerciali.

SPESE AMMISSIBILI

Sono ammissibili i costi di competenza del periodo d’imposta di riferimento direttamente connessi allo svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo ammissibili, quali:

a) Spese per il personale altamente qualificato impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo, in possesso di un titolo di dottore di ricerca, iscritto ad un ciclo di dottorato presso un’università italiana o estera, o in possesso di laurea magistrale in discipline di ambito tecnico o scientifico secondo la classificazione UNESCO Isced o di cui all’Allegato 1 al DL 145/2013:
– dipendente dell’impresa
– in rapporto di collaborazione con l’impresa (in attività presso le strutture dell’impresa)
Misura del credito: 50%

b) Spese relative a contratti di ricerca stipulati con università, enti di ricerca ed organismi equiparati e con altre imprese, comprese le start-up innovative, non collegate al beneficiario del credito.
Misura del credito: 50%

c) Quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzo di strumenti e attrezzature di laboratorio, in relazione alla misura e al periodo di utilizzo per l’attività di ricerca e sviluppo e comunque con un costo unitario non inferiore a 2.000 euro (al netto dell’IVA);
Misura del credito: 25%

d) Competenze tecniche e privative industriali relative a un’invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale anche acquisite da fonti esterne.
Misura del credito: 25%

N.B. A decorrere dal 2017 la misura dell’agevolazione è elevata dal 25 al 50 per cento per tutte le voci di spesa e sono ammissibili le spese relative a personale impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo, non essendo più richiesta la qualifica di “personale altamente qualificato”.

RISOLUZIONI DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

L’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 19/E chiarisce che:

  • i brevetti per invenzione ed i brevetti per modelli di utilità possono essere ammissibili
  • i marchi d’impresa e i disegni non possono essere ammissibili
  • sono ammissibili i costi sostenuti per l’acquisto all’asta di “privative industriali

FORMA E PORTATA DELL’AGEVOLAZIONE

L’importo massimo annuale concedibile è di 5 milioni di euro per ciascun beneficiario, purché le spese annuali per attività di R&S non siano inferiori a 30.000 euro e rappresentino “spesa incrementale”, cioè spesa sostenuta per ogni singola voce da a) a d) in eccedenza rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei tre periodi d’imposta 2012-2013-2014.
Il credito d’imposta sarà pari al 25% o al 50% calcolato sulla spesa incrementale riferita ai costi a-b-c-d, nei limiti della spesa incrementale complessiva.
Per le imprese attive da meno di tre periodi di imposta, la media degli investimenti in R&S sarà calcolata sul periodo a decorrere dalla costituzione.

N. B. A decorrere dal 2017 la misura dell’agevolazione è elevata dal 25 al 50 per cento per tutte le voci di spesa e l’importo massimo annuale del credito d’imposta riconosciuto a ciascun beneficiario è elevato da 5 a 20 milioni di euro.

FRUIZIONE DEL CREDITO

Il credito d’imposta può essere utilizzato tramite modello F24 inserendo il codice tributo 6857, denominato ‘Credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo – art. 3, D.L. 23 dicembre 2013, n. 145’ (come da risoluzione n. 97/E del 25 novembre 2015 dell’Agenzia delle Entrate)non concorre alla formazione del reddito, né della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive.

Il codice deve essere inserito nella sezione ‘Erario’ del modello di versamento, in corrispondenza delle somme riportate nella colonna ‘importi a credito compensati’ o, laddove il contribuente debba procedere alla restituzione dell’agevolazione, nella colonna ‘importi a debito versati’. Nel campo di riferimento, invece, va inserito l’anno in cui è stata sostenuta la spesa.

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in cui i costi sono stati sostenuti.

DOCUMENTAZIONE

I costi devono essere schedati tramite documentazione contabile – da allegare al bilancio – certificata dal soggetto incaricato della revisione legale o dal collegio sindacale o da un professionista iscritto nel Registro dei revisori legali.
Per le imprese non soggette a revisione legale dei conti e prive di un collegio sindacale sono ammissibili, entro il limite massimo di euro 5.000, le spese sostenute per l’attività di certificazione contabile.

RIFERIMENTI NORMATIVI

Art. 1 co. 35-36 della Legge 23.12.2014 n. 190 (modifiche all’art. 3 del DL n. 145/2013)
D.M. MEF-MiSE 27 maggio 2015

Art. 1 co. 15 e 16 della Legge di bilancio 11 dicembre 2016, n. 232

Scade il 31-12-2020 alle 17:00

RER: FESR 2014-20 – Bando attrattività turistico-culturale

turismo-cultura-emilia-romagnaLa Regione Emilia-Romagna stanzia quasi 15 milioni di euro per progetti innovativi di riqualificazione turistica, commerciale e culturale di imprese emiliano-romagnole, premiando chi crea nuova occupazione. L’iniziativa prevede tre misure di sostegno: una per il settore turistico ricettivo (7,5 milioni), per progetti sulla ricettività, in particolare alberghiera e all’aria aperta; la seconda per gli esercizi commerciali (4 milioni), per progetti sulle attività al dettaglio, soprattutto nei centri storici; la terza per il settore cultura (2,891 milioni), rivolta a progetti relativi a luoghi adibiti a rappresentazioni cinematografiche, teatrali e musicali. Nell’ambito di quest’ultima misura, per la prima volta si finanzia anche la nascita dei musei d’impresa.

SCADENZE

La trasmissione delle domande di contributo dovrà essere effettuata, per tutte le Misure a bando, dalle ore 10.00 del giorno 10/01/2017 alle ore 17.00 del giorno 28/02/2017.
La procedura di selezione dei progetti proposti sarà di tipo valutativo a graduatoria.

DOTAZIONE FINANZIARIA

Le risorse destinate al bando sono pari a complessivi € 14.891.371,63, così ripartite:
Misura A – € 7.500.000
Misura B – € 4.500.000
Misura C – € 2.891.371,63

OBIETTIVI

Contribuire a creare nuove opportunità di sviluppo e di occupazione qualificata in attività turistico/culturali per la valorizzazione intelligente del territorio tramite la realizzazione d’interventi:
in linea con la Strategia Regionale di Specializzazione Intelligente, nelle sue priorità tematiche: wellness (turismo balneare, sportivo, emozionale, relax, salute e corretti stili di vita); valorizzazione del patrimonio culturale, ambientale e delle città; promozione del turismo sostenibile e inclusivo; valorizzazione e promozione dell’enogastronomia e delle tradizioni produttive artigianali e locali; valorizzazione e promozione della cultura e delle tradizioni culturali, produttive e artigianali locali).
– caratterizzati, da almeno uno dei seguenti aspetti:

  • un elevato contenuto creativo e/o di design;
  • l’utilizzo delle tecnologie e delle applicazioni digitali;
  • l’utilizzo di soluzioni tecnologiche avanzate;
  • il collegamento e rapporto con processi di filiera nella logica di integrazione;
  • l’applicazione di modelli innovativi rispetto alla comunicazione, alla promozione, alla innovazione sociale, alla inclusione e all’integrazione;
  • attivazione o incentivazione di nuovi segmenti di domanda.

TIPOLOGIA DI PROGETTI FINANZIABILI

Il bando finanzia tre diverse tipologie di progetti:

Misura A – Progetti innovativi per la valorizzazione del settore ricettivo

Misura B – Progetti innovativi per la valorizzazione del settore del commercio e dei pubblici esercizi.

Misura C – Progetti innovativi per la valorizzazione degli attrattori culturali del settore cinematografico, teatrale, musicale e artistico del territorio dell’Emilia-Romagna e per la creazione di nuovi musei d’impresa.

BENEFICIARI

Misura A
Le imprese individuali, le società (di persone, di capitale, cooperative), con caratteristiche di piccole e medie imprese, che:
– gestiscono a titolo di proprietà o in virtù di un contratto di affitto o di un’altra tipologia di contratto, le strutture ricettive alberghiere e all’aria aperta di cui alla L.R. 16/2004, articolo 4, commi 6 e 7;
– sono proprietarie delle strutture ricettive alberghiere e all’aria aperta oggetto dell’intervento, che, al momento della richiesta del saldo del contributo, dovranno risultare in esercizio e aperte al pubblico.

Misura B
1. Le imprese individuali, le società (di persone, di capitale, cooperative) con caratteristiche di piccole e medie imprese, che:
– gestiscono, a titolo di proprietà o in virtù di un contratto di affitto o di un’altra tipologia di contratto, attività di commercio al dettaglio in sede fissa, e/o attività di pubblico esercizio;
– sono proprietarie delle strutture in cui si esercitano attività di commercio al dettaglio in sede fissa e/o attività di pubblico esercizio, che, al momento della richiesta del saldo del contributo, dovranno risultare in esercizio e aperte al pubblico.
2. Gli assegnatari, in regime di concessione, di posteggi per la vendita al pubblico in aree mercatali stabili, per interventi da realizzare a beneficio della collettività degli operatori.

Misura C
1. Le imprese individuali, le società (di persone, di capitale, cooperative), le fondazioni e le associazioni, entrambe non partecipate da soggetti pubblici, con caratteristiche di piccole e medie
imprese, che:
– gestiscono, a titolo di proprietà o in virtù di un contratto di affitto o di un’altra tipologia di contratto , sale adibite a rappresentazioni cinematografiche, teatrali, musicali e artistiche;
– sono proprietarie di sale adibite a rappresentazioni cinematografiche, teatrali, musicali e artistiche, che, al momento della richiesta del saldo del contributo, dovranno risultare in esercizio e aperte al pubblico;

2. Le imprese individuali e/o le società (di persone, di capitale, cooperative), con caratteristiche di piccole e medie imprese, che intendono creare, all’interno dei locali aziendali, un nuovo museo d’impresa e/o percorsi di visita e/o partecipazione al processo produttivo.

FORMA DEI PROGETTI

I progetti possono essere presentati:
– in forma singola;
– in forma aggregata, tramite la costituzione, prima della domanda, di  A.T.I. e/o di RETI DI IMPRESE c.d. CONTRATTO tra almeno 3 imprese fra loro indipendenti, con partecipazione alle spese del progetto pari ad almeno € 30.000.
Ciascuna impresa o ciascuna ATI o RETE di IMPRESA SOGGETTO può presentare una domanda per una sola Misura e realizzare uno o tutti gli interventi previsti all’interno della Misura scelta.
Ciascuna impresa può partecipare ad un solo raggruppamento e non può presentare, se appartenente ad un raggruppamento, domanda di contributo in forma singola.

DIMENSIONE MINIMA DEI PROGETTI

Ciascun progetto dovrà prevedere  i seguenti costi minimi di investimento:
Misura A: € 250.000 (forma singola); € 400.000 (forma aggregata)
Misura B: € 50.000 (forma singola); € 150.000 (forma aggregata)
Misura C: € 50.000 (forma singola e aggregata)

INTERVENTI FINANZIABILI E SPESE AMMISSIBILI

MISURA

INTERVENTI

SPESE AMMISSIBILI

A

Interventi innovativi in strutture ricettive alberghiere e all’aria aperta di cui alla L.R. 16/2004, articolo 4, commi 6:

  • per la loro riqualificazione, ristrutturazione e/o ampliamento;
  • finalizzati all’offerta di nuovi prodotti/servizi o al loro consolidamento.

1. spese per opere edili, murarie e impiantistiche;

2. spese per progettazione, direzione lavori e collaudo connessi agli interventi. Tali spese sono riconosciute nella misura massima del 10% del totale delle spese per opere edili, murarie ed impiantistiche

3. acquisto di macchinari, attrezzature, impianti opzionali, finiture, arredi e dotazioni informatiche;

4. acquisto di software e relative licenze d’uso, funzionali all’attività, compresi la realizzazione dei siti internet ed e-commerce, di marchi e/o brevetti;

5. acquisto di servizi di consulenza finalizzati alla realizzazione del progetto. Tali spese sono riconosciute nella misura massima del 10% del totale delle spese di cui ai punti precedenti.

B

Interventi innovativi in strutture dedicate all’attività del commercio al dettaglio in sede fissa, di pubblico esercizio e/o in aree mercati stabili:

  • per la loro riqualificazione, ristrutturazione e/o ampliamento;
  • finalizzati all’offerta di nuovi prodotti/servizi o al loro consolidamento.

C

C1. Interventi innovativi in strutture dedicate a rappresentazioni cinematografiche, teatrali, musicali e artistiche:

  • per la loro riqualificazione, ristrutturazione, e/o ampliamento;
  • finalizzati all’offerta di nuovi prodotti/servizi o al loro consolidamento;

C2. Interventi finalizzati alla creazione, all’interno dei Locali aziendali, di nuovi musei di impresa e/o di specifici percorsi di visita al processo produttivo.

REGIME DI AIUTO

I contributi possono essere concessi, a scelta del proponente del progetto, nell’ambito dei seguenti regimi di aiuto:
regime de minimis, così come disciplinato dal Regolamento (UE) N. 1407/2013 della Commissione del 18 dicembre 2013;
regime di esenzione (art. 17), così come disciplinato dal Regolamento (UE) N. 651/2014 della – Commissione del 17 giugno 2014 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea n. L187/1 del 26/06/2014).

TIPOLOGIA E MISURA DEL CONTRIBUTO REGIONALE

I contributi sono concessi a fondo perduto come segue:
a) nel caso regime di esenzione
– max 20% dei costi ritenuti ammissibili, nel caso di micro e piccole imprese;
– max 10% dei costi ritenuti ammissibili, nel caso di medie imprese;

b) nel caso del regime de minimis
– misura minima del 35% e massima del 40% dei costi ritenuti ammissibili.

L’importo massimo del contributo concedibile, qualunque sia il regime di aiuto prescelto non potrà comunque eccedere € 200.000.

PREMIALITÀ

In caso di ricadute positive in termini di incremento occupazionale a tempo indeterminato, potranno essere attribuite le seguenti premialità:
a) in regime de minimis: + 5% sulla percentuale di contributo
b) in regime di esenzione, fatte salve le intensità di aiuto previste: contributo massimo concedibile elevato a € 210.000.

AVVIO E DURATA PROGETTI

I progetti ammessi dovranno essere avviati dalla data di presentazione della domanda di contributo e realizzati secondo il seguente cronoprogramma:
1. il 60% degli interventi previsti nei progetti dovrà essere realizzato entro il 31/12/2017 e pagato entro la data del 28/02/2018;
2. il restante 40% degli interventi previsti nei progetti dovrà essere realizzato entro il 31/12/2018 e pagato entro la data del 28/02/2019.

RIFERIMENTO NORMATIVO

DELIBERA DI GIUNTA DELLA REGIONE EMILIA ROMAGNA N. 1675/2016 – POR FESR 2014/2020 – ASSE 3 “COMPETITIVITA ED ATTRATTIVITA’ DEL SISTEMA PRODUTTIVO. AZIONI 3.3.2 E 3.3.4- APPROVAZIONE “BANDO PER IL SOSTEGNO DI PROGETTI RIVOLTI A MIGLIORARE L’ATTRATTIVITÀ TURISTICO-CULTURALE DEL TERRITORIO ATTRAVERSO LA QUALIFICAZIONE INNOVATIVA DELLE IMPRESE OPERANTI NELL’AMBITO TURISTICO, COMMERCIALE E CULTURALE/CREATIVO”.

Scade il 28-02-2017 alle 17:00

Invitalia: Bando Cultura Crea

CULTURA_CREA_“Cultura Crea” è un programma di incentivi per il settore dell’industria culturale-turistica, per creare e sviluppare iniziative imprenditoriali e per sostenere le imprese no profit che puntano a valorizzare le risorse culturali del territorio nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

È promosso dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (Mibact) per sostenere la filiera culturale e creativa delle regioni interessate e consolidare i settori produttivi collegati, rafforzando la competitività delle micro, piccole e medie imprese (Asse Prioritario II – PON FESR 2014-2020 “Cultura e Sviluppo”).

SCADENZE

Le domande possono essere presentate solo online dalle ore 12.00 del 15 settembre 2016.

DOTAZIONE FINANZIARIA

Le risorse disponibili ammontano complessivamente a circa 107 milioni di euro, così suddivisi:

  • 42 mlilioni per la nascita di nuove imprese
  • 38 milioni per il sostegno alle imprese già attive
  • 27 milioni per il terzo settore

E’ prevista una dotazione finanziaria aggiuntiva di 7 milioni di euro da ridistribuire proporzionalmente sui tre filoni.

OBIETTIVI

Il programma prevede tre linee di intervento per:

  • supportare la nascita di nuove imprese nei settori “core” delle cosiddette industrie culturali, promuovendo processi di innovazione produttiva, di sviluppo tecnologico e di creatività
  • consolidare e sostenere l’attività dei soggetti economici esistenti nella filiera culturale, turistica, creativa, dello spettacolo e dei prodotti tradizionali e tipici, promuovendo la realizzazione di prodotti e servizi finalizzati all’arricchimento, diversificazione e qualificazione dell’offerta turistico-culturale degli ambiti territoriali di riferimento degli attrattori
  • favorire la nascita e la qualificazione di servizi e attività connesse alla gestione degli attrattori e alla fruizione e valorizzazione culturale, realizzate da soggetti del terzo settore

BENEFICIARI

 “Cultura Crea” si rivolge alle micro, piccole e medie imprese dell’industria culturale e creativa, inclusi i team di persone che vogliono costituire una società, e ai soggetti del terzo settore che vogliono realizzare i loro progetti di investimento in Basilicata, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia (destinatarie dell’intervento PON 2014-2020 Cultura e sviluppo).

In particolare:

– l’incentivo per laCreazione di nuove imprese nell’industria culturale finanzia:

  • team di persone fisiche che vogliono costituire una impresa, purché la costituzione avvenga entro 30 giorni dalla comunicazione di ammissione alle agevolazioni.
  • le imprese costituite in forma societaria da non oltre 36 mesi, comprese le cooperative

– l’incentivo per loSviluppo delle imprese dell’industria culturale finanzia:

  • le imprese costituite in forma societaria  da non meno di 36 mesi, comprese le cooperative

– l’incentivo per ilSostegno ai soggetti del terzo settore dell’industria culturalefinanzia imprese e soggetti del terzo settore. In particolare:

  • ONLUS
  • imprese sociali

FORMA DELL’AGEVOLAZIONE

Finanziamento agevolato a tasso zero e contributo a fondo perduto sulle spese ammesse, con una premialità aggiuntiva per giovani, donne e imprese con rating di legalità.
Gli incentivi, concessi nell’ambito del regolamento de minimis, possono coprire fino all’80% delle spese totali, elevabili al 90% in caso di premialità.

RIFERIMENTI NORMATIVI

Emilia-Romagna: cinque bandi per il settore audiovisivo

contributi-audiovisivoLa Regione Emilia- Romagna mette a disposizione complessivamente 2 milioni e 765 mila euro per 5 bandi che riguardano il settore audiovisivo. A questi fondi si sommano quelli europei, per una cifra di circa i 5 milioni e mezzo di euro.

Tre bandi, a sostegno della produzione di opere cinematografiche e audiovisive, sono stati pubblicati sul Bollettino Ufficiale n.47 del 25 febbraio 2016 , a seguito dell’approvazione da parte della Giunta regionale e su proposta dell’Assessore alla Cultura Massimo Mezzetti, in attuazione del Programma regionale 2015-2017.

Il primo bando, di 1 milione 200 mila euro annunciato recentemente alla Berlinale, è rivolto a produzioni nazionali ed internazionali realizzate (anche parzialmente) sul territorio regionale. Novità di quest’anno è che il bando è valutativo a sportello, attivo fino ad esaurimento fondi, dal 2 marzo al 31 luglio.
Ogni impresa potrà presentare fino a due progetti scegliendo tra: lungometraggi, film e serie per la tv, documentari/docu/fiction e serie web. Tutti i generi possono essere realizzati anche con tecniche di animazione. Il tetto massimo di contributo è fissato in 150.000,00 euro per lungometraggi, film e serie per la tv; 50.000,00 euro per documentari/docu/fiction; 25.000,00 euro per serie web.

Il secondo bando, di 400 mila euro, è riservato per lo stesso tema alle imprese con sede legale o unità operativa in Emilia-Romagna e prevede due finestre temporali per la presentazione delle domande: la prima dalla data di pubblicazione del bando al 6 aprile e la seconda dal 26 luglio al 26 agosto.

Novità di quest’anno è il terzo bando, anche questo riservato alle imprese regionali, di 75.000 euro, a sostegno dello sviluppo di opere cinematografiche e audiovisive. L’invio delle domande dovrà essere effettuato entro il 30 marzo 2016.
La gestione dei bandi è affidata all’Emilia-Romagna Film Commission. Le domande saranno valutate da un nucleo di esperti, in base alla fattibilità, alle strategie di marketing e distribuzione, alle ricadute economiche sul territorio e alla qualità culturale ed artistica del progetto.

Sul Bollettino Ufficiale n.39 del 19 febbraio 2016 erano stati inoltre pubblicati due bandi per la concessione di contributi per l’organizzazione e la realizzazione di festival e rassegne in ambito cinematografico e audiovisivo, con una dotazione complessiva di 1.090.000 euro.
Il primo è a sostegno di progetti biennali (2016-2017) di rilievo almeno nazionale, con costi annui pari o superiori a 300.000,00 euro. Le iniziative, con almeno due edizioni alle spalle, dovranno avere un programma articolato in non meno di 5 giornate.

Il secondo per progetti annuali (2016) con costi compresi fra 20.000,00 e 300.000,00 euro, con almeno due edizioni e dovranno prevedere un programma articolato in non meno di 3 giornate. La scadenza per la presentazione delle domande, per entrambi gli avvisi, è fissata al 25 marzo 2016.Le risorse finanziarie disponibili sono di 620.000,00 euro per il primo i bando e 470.000,00 per il secondo. I bandi si trovano pubblicati anche sul sito cultura della Regione Emilia-Romagna .

Scade il 31-07-2016 alle 17:00

RER: nuovi fondi per aree naturalistiche e patrimonio culturale

parchi-emilia-romagna21.12.2015 – Ammontano a 37,6 milioni di euro le risorse messe a disposizione dalla Regione per la tutela e la valorizzazione delle aree naturali turistiche e del patrimonio culturale dell’Emilia-Romagna.
La Giunta regionale ha approvato il bando per i progetti di qualificazione di beni ambientali e culturali presentati da Enti locali, singoli o associati, o da loro società in house o altri soggetti pubblici. Il bando dà attuazione alle azioni in materia previste dal Por-Fesr 2014-2020.

Il bando finanzierà progetti di qualificazione e valorizzazione del patrimonio naturale e culturale. I primi dovranno essere collocati nell’Appennino, nei Comuni che compongono il Parco del Delta del Po o fanno parte del Distretto turistico balneare della Costa dell’Emilia-Romagna.

I progetti di qualificazione dei beni d’interesse artistico, storico, culturale, architettonico (come musei, biblioteche, aree e parchi archeologici e culturali, complessi monumentali, teatri, castelli, residenze storiche) devono riguardare le città d’arte, le aree del sisma del 2012 o del Distretto turistico balneare della costa. Questi progetti dovranno prevedere un costo complessivo dell’investimento infrastrutturale non superiore a 5 milioni di euro o 10 milioni di euro nel caso di infrastrutture considerate riconosciute patrimonio mondiale Unesco. In tutti i casi i progetti dovranno riguardare beni pubblici e dovranno essere realizzati e rendicontati entro la fine del 2019.

Il contributo a fondo perduto sarà concesso fino ad un massimo dell’80% del costo totale ammissibile per ogni intervento e non potrà superare i 3,5 milioni di euro per il finanziamento di un totale di almeno 20 progetti, così come previsto dal Por Fesr Emilia Romagna 2014-2020. Ciascun progetto dovrà prevedere un costo totale ammissibile non inferiore a 1 milione di euro.

Le domande di contributo dovranno essere compilate per via telematica, tramite una specifica applicazione web, le cui modalità di accesso e di utilizzo saranno pubblicate nei prossimi giorni sul sito del Por Fesr 2014-2020. L’invio deve avvenire dal 31 gennaio al 15 aprile 2016.

Scade il 15-04-2016 alle 17:00

Reti  artigianato digitale: al 15/10 il termine domande

stampa 3dIl termine finale per la presentazione delle domande di agevolazione per sostenere la diffusione, la condivisione e lo sviluppo produttivo delle tecnologie di fabbricazione digitale di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 17 febbraio 2015 , previsto per il 25 settembre 2015, è posticipato alle ore 12:00 del giorno 15 ottobre 2015.

ITALIA: Fondi strutturali 2014-2020

Unfinished European Union Flag puzzleCon l’approvazione del bilancio dell’Unione europea per il periodo 2014-2020 da parte del Parlamento europeo e degli Stati membri, la Politica di coesione economica, sociale e territoriale vede destinati 325 miliardi di Euro a favore delle regioni e delle città, al fine di raggiungere in tutto il territorio dell’Unione gli obiettivi di crescita e occupazione e per affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici e dalla dipendenza energetica.

La politica di coesione, nota anche come “Politica regionale” dell’Unione europea, anche nel periodo 2014-2010 sarà finanziata da tre principali Fondi strutturali che possono intervenire nell’ambito di uno o più obiettivi:

  • il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR);
  • il Fondo sociale europeo (FES);
  • il Fondo di coesione (FS, l’Italia non rientra tra i beneficiari di questo fondo).

Insieme al Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e al Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP) questi strumenti finanziari indiretti rappresenteranno la gran parte dei finanziamenti  comunitari, e la maggior parte del totale del budget di spesa dell’UE.

Gli investimenti agevolati dai Fondi strutturali, a loro volta, faranno leva su risorse nazionali e regionali per un valore pari ad almeno 100 miliardi di Euro, con un investimento complessivo previsto superiore a 400 miliardi di Euro.

I PON (Programmi Operativi Nazionali) e i POR (Programmi Operativi Regionali) su cui poggia la programmazione italiana 2014-2020 dei fondi strutturali europei sono descritti all’interno dell’Accordo di partenariato 2014-2020, in cui è stabilita anche la ripartizione delle risorse.

La riforma della Politica di coesione garantirà un impatto massimo degli investimenti, che saranno proporzionati alle necessità delle singole regioni e città. I punti chiave della riforma, previa approvazione del Parlamento e del Consiglio, sono:

1. Investire in tutte le regioni UE, proporzionando gli aiuti e i contributi nazionali (tasso di cofinanziamento) ai livelli di sviluppo:

  • regioni in ritardo di sviluppo (PIL < 75 % della media UE a 27)
  • regioni in transizione (PIL compreso tra il 75 % e il 90 % della media UE a 27)
  • regioni più sviluppate (PIL > 90 % rispetto alla media UE a 27)

2. Destinare le risorse ai settori chiave per la crescita. Gli investimenti effettuati nel quadro del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) saranno stanziati a favore della ricerca e dell’innovazione, dell’agenda digitale, del sostegno alle piccole e medie imprese (PMI) e dell’economia a basso tenore di carbonio, a seconda della categoria di appartenenza di ciascuna regione (in ritardo di sviluppo – 50 %, in transizione – 60 % e più sviluppate – 80 %).
Per l’economia a basso tenore di carbonio (efficienza energetica e fonti di energia rinnovabili) sono previsti obblighi distinti per l’allocazione delle risorse del FESR (regioni in ritardo di sviluppo – 12 %, regioni in transizione e più sviluppate – 20 %).

Almeno il 23,1% del bilancio della Politica di coesione (pari a circa 70 miliardi di EUR) sarà destinato a investimenti nell’ambito del Fondo sociale europeo (FSE), volti a finanziare le attività di formazione e istruzione permanente, combattere la povertà, promuovere l’inclusione sociale e aiutare i cittadini nella ricerca di un impiego.

Circa 66 miliardi di EUR saranno indirizzati attraverso il Fondo di coesione alle reti di trasporto transeuropee e ai progetti chiave per le infrastrutture ambientali.

3. Stabilire obiettivi chiari, trasparenti e quantificabili in materia di responsabilità e risultati. Il raggiungimento di questi obiettivi implica la disponibilità di risorse finanziarie aggiuntive («riserve di efficacia») da destinare ai programmi verso il termine del periodo previsto. Gli obiettivi dovrebbero essere resi pubblici a dimostrazione di una maggiore assunzione di responsabilità.

4. Introdurre requisiti da soddisfare per ottenere lo stanziamento dei fondi, al fine di garantire investimenti più efficaci. I prerequisiti necessari riguardano, ad esempio, strategie di «specializzazione intelligente» volte a identificare risorse specifiche, riforme favorevoli alle imprese, strategie di trasporto, misure atte a migliorare i sistemi di appalti pubblici o l’osservanza delle leggi in materia di ambiente.

5. Definire una strategia comune per un migliore coordinamento e una minore sovrapposizione. Il quadro strategico comune fornisce uno strumento per migliorare il coordinamento tra i Fondi strutturali e i Fondi di investimento europei (FESR, Fondo di coesione e FSE nel quadro della Politica di coesione, nonché il Fondo per lo sviluppo rurale e il Fondo per la pesca). Inoltre, esso permette di collegare più efficacemente gli altri strumenti comunitari, quali Horizon 2020 e il Meccanismo per collegare l’Europa.

6. Ridurre la burocrazia e semplificare l’utilizzo degli investimenti comunitari, attraverso un insieme di norme comuni per tutti i Fondi strutturali e di investimento, nonché una serie di regole contabili più semplici, richieste di rendicontazione più mirate e un impiego maggiore della tecnologia digitale («e-cohesion»).

7. Potenziare la dimensione urbana della politica, destinando un quantitativo minimo di risorse attraverso il FESR a favore di progetti integrati nelle città, in via prioritaria rispetto ad altre spese nelle zone urbane.

8. Rafforzare la cooperazione internazionale e agevolare l’avvio di un maggior numero di progetti transfrontalieri. Garantire, inoltre, che le strategie macroregionali, come quelle per il bacino del Danubio e della zona del Mar Baltico, ricevano il sostegno di programmi regionali e nazionali.

9. Garantire che il contesto economico generale non intacchi l’impatto degli investimenti UE. Qualora fosse necessario, la Commissione può richiedere a ciascuno Stato membro di modificare i programmi di sostegno alle riforme strutturali, ai sensi della clausola di «condizionalità macroeconomica». In caso di violazioni gravi e ripetute delle raccomandazioni economiche, la Commissione può, in ultima istanza, sospendere l’erogazione dei fondi.

10. Promuovere un impiego maggiore degli strumenti finanziari per fornire più sostengo alle PMI e agevolare il loro accesso al credito. I fondi UE sosterranno i prestiti, le garanzie, i capitali azionari e di rischio attraverso un insieme di norme comuni per tutti i fondi, l’estensione della loro portata e una serie di incentivi (tassi di cofinanziamento più elevati). Ponendo maggiormente l’accento sui prestiti rispetto alle sovvenzioni, si dovrebbe riuscire a migliorare la qualità dei progetti e a scoraggiare la dipendenza dai sussidi.

Fonte: InfoRegio

FACTSHEET: La politica di coesione e l’Italia

Scade il 31-12-2020 alle 17:00

UE: Horizon 2020 – Programma per la Ricerca, Innovazione e Competitività

h2020Horizon 2020 è il programma europeo 2014-2020 dedicato agli investimenti in Ricerca, Innovazione e Competitività, che per la prima volta raduna gli strumenti di finanziamento, in precedenza articolati sui programmi CIP (competitività e innovazione) 7PQ (Settimo Programma Quadro per la ricerca) ed EIT (tecnologia e innovazione europea).

OBIETTIVO

Horizon si presenta come cardine della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva, nonché come pilastro chiave dell'”iniziativa faro “Unione dell’Innovazione”, volta a potenziare la competitività globale europea. L’articolazione del programma quadro, dopo essere stata illustrata attraverso una proposta della Commissione europea, è stata discussa nel 2012, adottata dal Parlamento a metà novembre 2013 e confermata formalmente dal Consiglio dell’UE il 2 dicembre 2013.

DOTAZIONE FINANZIARIA COMPLESSIVA

Per l’intero periodo 2014-2020 verranno messi a disposizione 70,2 miliardi di euro.

BENEFICIARI POTENZIALI

Enti pubblici, Organismi di ricerca, Università, PMI e Grandi imprese degli Stati Membri UE
Horizon 2020 sarà aperto alla partecipazione anche dei Paesi in pre-adesione, dei paesi candidati e potenziali candidati.

LE NOVITÀ

I finanziamenti offerti da Horizon 2020 punteranno a:
– integrare ricerca e innovazione, fornendo sostegno all’insieme delle attività che vanno dalla ricerca al mercato;
– dare maggiore supporto all’innovazione e alle attività vicine al mercato;
– porre un forte accento sulla creazione di opportunità di business specie in risposta alle più importanti sfide sociali;
– dare maggiore spazio ai giovani scienziati garantendo loro la possibilità di presentare le loro idee e ottenere finanziamenti.

 Horizon 2020 garantirà anche un più facile accesso grazie a:
– radicale semplificazione dei rimborsi (tasso forfettario unico per i costi indiretti e due soli tassi di finanziamento, rispettivamente per la ricerca e per le attività vicine al mercato);
– un unico punto d’accesso per i partecipanti (Participant Portal);
– meno oneri burocratici nella preparazione delle proposte;
– niente controlli o revisioni inutili
– riduzione dei tempi di ricevimento dei finanziamenti

La Commissione inoltre si impegnerà al massimo per aprire il programma a più partecipanti di tutta Europa, valutando l’opportunità di sinergie con i finanziamenti a titolo della Politica di Coesione dell’UE.
Horizon 2020 individuerà potenziali centri di eccellenza nelle regioni meno sviluppate e offrirà loro consulenza e sostegno mentre i Fondi Strutturali dell’UE potranno essere sfruttati per ammodernare infrastrutture e attrezzature.

PILASTRI DEL PROGRAMMA

1) Eccellenza nella scienza di base (Excellent Science): mira a rafforzare e ad ampliare l’eccellenza della base di conoscenze scientifiche dell’Unione e a consolidare lo Spazio europeo della ricerca al fine di rendere il sistema europeo di ricerca e innovazione più competitivo su scala mondiale. Essa si articola in quattro obiettivi specifici:
  • Il Consiglio europeo della ricerca (ERC) fornisce finanziamenti a singoli ricercatori creativi e talentuosi e alle loro équipe per esplorare le vie più promettenti alle frontiere della scienza sulla base di una concorrenza di livello Ue.
  • Le Tecnologie emergenti e future (FET): sostiene la ricerca collaborativa al fine di ampliare la capacità dell’Europa di produrre innovazioni d’avanguardia e in grado di rivoluzionare il pensiero tradizionale.
  • Le Azioni Marie Sklodowska-CurieCurie: forniscono formazione nella ricerca e opportunità di scambio di conoscenze grazie alla mobilità transfrontaliera e intersettoriale dei ricercatori, al fine di prepararli al meglio ad affrontare le sfide sociali attuali e future.
  • Le Infrastrutture di ricerca: favoriscono lo sviluppo di infrastrutture europee di ricerca per il 2020 e oltre, e la promozione del potenziale innovativo e del capitale umano, integrando in tal modo la corrispondente politica Ue e la cooperazione internazionale.

2) Leadership industriale e ambienti competitivi (Industrial Leadership): mira ad accelerare lo sviluppo delle tecnologie e delle innovazioni a sostegno delle imprese del futuro e ad aiutare le PMI europee innovative a crescere per divenire imprese di importanza mondiale. Essa si articola in tre obiettivi specifici.

  • La leadership nelle tecnologie abilitanti e industriali fondamentali (KETs – Key Enabling Technologies): fornisce un sostegno mirato alla ricerca, allo sviluppo e alla dimostrazione di tecnologie ad alta intensità di conoscenza associate ad elevata intensità di R&S, a  cicli di innovazione rapidi, a consistenti spese di investimento e a posti di lavoro altamente qualificati. Tali tecnologie presentano una rilevanza sistemica, in quanto rendono possibile l’innovazione nei processi, nei beni e nei servizi in tutti i settori economici e sono riferite alle seguenti categorie:
    1. Tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC)
    2. Nanotecnologie
    3. Materiali avanzati
    4. Biotecnologie
    5. Sistemi avanzati di fabbricazione e trattamento
    6. Ricerca spaziale
  • Un più facile accesso al capitale di rischio (Access to risk finance): mira a superare i disavanzi nella disponibilità di crediti e fondi propri per il settore R&S e per le imprese e i progetti innovativi in tutte le fasi di sviluppo.
  • L’innovazione nelle PMI (Innovation in SMEs): promuove tutte le forme di innovazione nelle PMI, con un interesse specifico per quelle dotate del potenziale di crescita suscettibile di internazionalizzazione sul mercato unico e oltre.

3) Sfide per la società (Societal challenges): affronta le priorità politiche e le sfide sociali identificate nella strategia Europa 2020 che mirano a stimolare la massa critica degli sforzi di ricerca e innovazione necessari a conseguire gli obiettivi politici dell’Unione. Il finanziamento è incentrato sui seguenti sei obiettivi specifici:
1. salute, cambiamento demografico e benessere;
2. sicurezza alimentare, agricoltura sostenibile, ricerca marina e marittima nonché bioeconomia;
3. energia sicura, pulita ed efficiente;
4. trasporti intelligenti, verdi e integrati;
5. azione per il clima, efficienza delle risorse e materie prime;
6. società inclusive, innovative e sicure.

LE RISORSE IN DETTAGLIO

Saranno 2,8 i miliardi di euro dedicati a sfruttare in modo graduale e ampio gli strumenti finanziari atti a potenziare i finanziamenti da enti del settore privato, che si sono rivelati estremamente efficaci nello stimolare gli investimenti privati in innovazioni che conducono direttamente alla crescita e a nuovi posti di lavoro. In questo ambito le piccole e medie imprese (SME) fruiranno di circa 6,1 miliardi di euro in forza del ruolo cruciale che svolgono nel promuovere l’innovazione.

Horizon 2020 investirà poi 13,5 miliardi di euro nello sviluppo di capacità industriali europee nelle tecnologie abilitanti fondamentali, che richiedono un approccio multidisciplinare, a intenso tasso di conoscenza e capitale. Con la priorità di intervento Sfide per la società affronterà alcune delle grandi preoccupazioni condivise dai cittadini europei e di altri paesi con un approccio che riunirà risorse e conoscenze provenienti da una molteplicità di settori, tecnologie e discipline, fra cui le scienze sociali e umanistiche. Si copriranno attività che spaziano dalla ricerca alla commercializzazione, incentrandosi su quelle connesse all’innovazione quali i progetti pilota, la dimostrazione, i banchi di prova e il sostegno agli appalti pubblici e all’adozione commerciale. Si istituiranno collegamenti con le attività dei partenariati europei per l’innovazione.
 
Altri 6,1 miliardi di euro saranno assegnati alle “Azioni Marie Curie” che hanno sostenuto formazione, mobilità e sviluppo di capacità di oltre 50.000 ricercatori da quando sono state istituite nel 1996.
In quanto parte integrante di Horizon 2020, l’EIT (European Institute of Innovation & Technology) avrà un ruolo di rilievo nell’avvicinare tra loro istituti di eccellenza nell’istruzione superiore, centri di ricerca e imprese per creare gli imprenditori di domani e assicurare che il “triangolo della conoscenza” europeo sia all’altezza della concorrenza dei migliori nel mondo. Pere questo il sostegno all’IET sarà pari a 2,7 miliardi di euro nel periodo 2014-2020 (rispetto ai 309 milioni di euro erogati dalla fondazione nel 2008 a oggi).
L’IET si basa sul concetto pionieristico dei centri di partenariato transfrontalieri privati-pubblici, noti come “Comunità della conoscenza e dell’innovazione”. Le tre Comunità della conoscenza attualmente in essere, che vertono su energia sostenibile (CCI InnoEnergy), cambiamenti climatici (CCI Clima) e società dell’informazione e della comunicazione (EIT/ICT Labs), si amplieranno con la creazione di sei nuove Comunità nel periodo 2014-2020.
I finanziamenti per il Consiglio europeo della ricerca (CER) aumenteranno del 77%, pari a circa 13 miliardi di euro. Il Consiglio europeo della ricerca sostiene gli scienziati dotati di maggior talento e creatività nella ricerca di frontiera di altissimo livello in Europa, nell’ambito di un programma riconosciuto e apprezzato a livello internazionale.
Horizon 2020 consentirà altresì di promuovere la cooperazione internazionale al fine di rafforzare l’eccellenza e l’attrattività dell’UE nella ricerca, di dare risposte congiunte alle sfide globali e sostenere le politiche esterne dell’UE.
Il Centro comune di ricerca, servizio scientifico interno della Commissione europea, continuerà inoltre a offrire sostegno scientifico e tecnico all’elaborazione delle politiche dell’UE, dall’ambiente all’agricoltura e alla pesca passando per le nanotecnologie e la sicurezza nucleare.

Pagina web ufficiale di HORIZON 2020

Scade il 31-12-2020 alle 17:00

UE: Life 2014-2020

life_official_logoLIFE 2014-2020 sostituisce il programma Life+ 2007-2013, divenendo il principale strumento finanziario europeo per la tutela ambientale e lo sviluppo sostenibile ed il clima.

DOTAZIONE FINANZIARIA
La dotazione per il periodo 2014-2020 è pari a 3,4 miliardi, dei quali il 75% è destinato al sottoprogramma Ambiente e il 25% al sottoprogramma Azione per il clima.
Il regolamento LIFE fissa anche la percentuale minima delle risorse di bilancio da assegnare ai progetti (81%) e la percentuale massima delle risorse di bilancio assegnata a progetti integrati (30%).

BENEFICIARI
1) 
Enti pubblici
2) Organizzazioni private (comprese PMI e Grandi imprese)
3) Organizzazioni private senza fini di lucro (comprese le ONG)

1) Sottoprogramma – Ambiente
Verranno finanziati interventi nei seguenti settori prioritari:
– Ambiente ed uso efficiente delle risorse: obiettivo è sviluppare, sperimentare e dimostrare approcci politici o di gestione, buone pratiche e soluzioni, compresi lo sviluppo e la dimostrazione di tecnologie innovative, alle sfide ambientali, adatti ad essere replicati, trasferiti o integrati, anche in relazione al legame tra ambiente e salute, e a sostegno delle politiche e della legislazione in materia di efficienza delle risorse, compresa la tabella di marcia per un’Europa efficiente sotto il profilo delle risorse.
Tutti i progetti in questo settore prioritario sono quindi progetti pilota o dimostrativi ma non possono incentrarsi sulla ricerca. Per quanto riguarda i progetti dimostrativi sarà data priorità ai progetti che mettono in pratica, sperimentano, valutano e diffondono azioni, metodologie o approcci che sono nuovi o sconosciuti a livello di Unione.
Prorità tematiche: Acqua, Rifiuti, Efficienza nell’uso delle risorse, Ambiente e salute (sostanze chimiche, rumore), Aria,

Natura e biodiversità: obiettivo è sviluppare le migliori pratiche per arrestare la perdita di biodiversità e ripristinare i servizi ecosistemici, mantenendo al contempo come proprio fulcro il sostegno ai siti di Natura 2000, soprattutto mediante progetti integrati coerenti con i quadri di azioni prioritarie degli Stati membri (quali descritti nel nuovo documento della Commissione sul finanziamento di Natura 2000);
Priorità tematiche: Attuazione Direttive Uccelli e Habitat, Biodiversità

Governance e informazione in materia ambientale: obiettivo è promuovere la sensibilizzazione in materia ambientale, anche per ottenere il sostegno del pubblico e delle parti interessate all’elaborazione delle politiche ambientali dell’Unione, e promuovere la conoscenza in materia di sviluppo sostenibile e nuovi modelli di consumo sostenibile.
Priorità tematiche: Settimo programma d’azione per l’ambiente; controllo efficace e misure di promozione della conformità in relazione alla legislazione ambientale dell’Unione.

2) Sottoprogramma  – Azioni per il clima
Il sottoprogramma contribuirà a favorire la transizione verso un’economia con minori emissioni di carbonio e resiliente ai cambiamenti climatici, fornendo una base strategica per l’attuazione del pacchetto sul clima e l’energia per il 2020 e della strategia dell’Unione per l’adattamento ai cambiamenti climatici, e preparerà l’Unione ad affrontare le sfide relative all’azione per il clima fino al 2030. Dovrebbe inoltre promuovere il miglioramento della governance ambientale a tutti i livelli, compresa una maggiore partecipazione della società civile, delle ONG e degli attori locali.

Verranno finanziati interventi nei tre settori prioritari:

  • mitigazione dei cambiamenti climatici: incentrato sulla riduzione delle emissioni dei gas ad effetto serra;
  • adattamento ai cambiamenti climatici: finalizzato ad aumentare la resistenza ai cambiamenti climatici;
  • governance e informazione in materia di clima: cercherà di migliorare la consapevolezza, la comunicazione, la cooperazione e la diffusione di informazioni sugli interventi di attenuazione e adattamento ai cambiamenti climatici.

PAESI AMMESSI
Al programma LIFE possono partecipare i paesi membri UE, EFTA, SEE, i paesi candidati, i potenziali candidati e i paesi in via di adesione all’Unione; i paesi ai quali si applica la politica europea di vicinato; i paesi che sono divenuti membri dell’Agenzia europea dell’ambiente.

SOVVENZIONI e FINANZIAMENTI
I progetti saranno finanziati per mezzo di sovvenzioni per azioni, con contributo Ue compreso tra il 55% e il 60% dei costi ammissibili, oppure attraverso nuovi strumenti finanziari:
a) lo strumento per il finanziamento privato dell’efficienza energetica;
b) lo strumento di finanziamento del capitale naturale.

TIPOLOGIA DI PROGETTI
Le sovvenzioni per azioni potranno finanziare i seguenti progetti:
– progetti pilota *
– progetti dimostrativi *
– progetti di buone pratiche *
– progetti integrati, principalmente nei settori natura, acqua, rifiuti, aria e mitigazione dei cambiamenti climatici e adattamento ad essi
– progetti di assistenza tecnica
– progetti preparatori
– progetti d’informazione, sensibilizzazione e divulgazione *
– tutti gli altri progetti necessari al fine di conseguire gli obiettivi del programma.

* PROGETTI TRADIZIONALI: simili ai vecchi progetti LIFE+ Nature, Biodiversity, Environment and Information projects

ATTIVITÀ E SPESE AMMISSIBILI
Saranno ammesse attività che comportano spese in:

  • preparazione, attuazione, monitoraggio, controllo e valutazione dei progetti, delle politiche, dei programmi e della legislazione
  • informazione e comunicazione, comprese le campagne di sensibilizzazione
  • studi, indagini, modellizzazioni e scenari
  • workshop, conferenze e incontri
  • piattaforme di networking e di buone pratiche
  • tutte le altre attività necessarie al fine di conseguire gli obiettivi del programma

Ulteriori informazioni
LIFE multiannual work programme for 2014-2017

Scade il 31-12-2020 alle 17:00