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Agricoltura: finanziamenti per l’imprenditoria giovanile

giovani-agricoltori-finanziamentiLa riforma del decreto legislativo n. 185-2000 sulle misure in favore della nuova imprenditorialità in agricoltura diventa operativa. Dopo il decreto-legge n. 91-2014 che ha rinnovato la materia, in Gazzetta ufficiale è stato pubblicato il decreto attuativo del 18 gennaio 2016 con i nuovi criteri di accesso alle agevolazioni.

Progetti ammissibili

L’obiettivo dello strumento è sostenere i progetti di sviluppo e consolidamento aziendale nei settori della produzione, trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli nella fase di passaggio delle aziende tra vecchie a nuove generazioni.

I progetti devono essere avviati dopo la data di ammissione alle agevolazioni e devono riguardare:
a. il miglioramento del rendimento e della sostenibilità globale dell’azienda agricola, in particolare mediante una riduzione dei costi di produzione o miglioramento e riconversione della produzioneI progetti devono essere avviati dopo la data di ammissione alle agevolazioni e devono riguardare

b. il miglioramento dell’ambiente naturale, delle condizioni di igiene o del benessere degli animali, purchè non si tratti di investimento realizzato per conformarsi alle norme dell’Unione europea,

c. la realizzazione e il miglioramento delle infrastrutture connesse allo sviluppo, all’adeguamento ed alla modernizzazione dell’agricoltura.

Beneficiari

I finanziamenti possono essere concessi a:

a) microimprese e piccole e medie imprese in qualsiasi forma costituite che subentrino nella conduzione di un’intera azienda agricola, esercitante esclusivamente l’attività agricola da almeno due anni alla data di presentazione della domanda di agevolazione e che presentino progetti per lo sviluppo o il consolidamento dell’azienda oggetto del subentro, attraverso iniziative nei settori della produzione e della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli;

b) microimprese e piccole e medie imprese che presentino progetti per lo sviluppo o il consolidamento di iniziative nei settori della produzione e della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli,attive da almeno due anni alla data di presentazione della domanda di agevolazione.

Nel caso delle PMI di cui alla lettera a), quindi di quelle che subentrano alla conduzione di un’azienda agricola, sono richiesti cinque requisiti:

  1. essere costituite da non più di sei mesi dalla data di presentazione della domanda di ammissione alle agevolazioni;
  2. esercitare esclusivamente l’attività agricola ai sensi dell’articolo 2135 del codice civile;
  3. essere amministrate e condotte da un giovane di età compresa tra i 18 ed i 40 anni non compiuti alla data di spedizione della domanda, in possesso della qualifica di imprenditore agricolo professionale o di coltivatore diretto come risultante dall’iscrizione nella gestione previdenziale agricola alla data di delibera di ammissione alle agevolazioni, ovvero, nel caso di società, essere composte, per oltre la metà numerica dei soci e delle quote di partecipazione, ed amministrate, da giovani imprenditori agricoli di età compresa tra i 18 e i 40 anni non compiuti alla data di spedizione della domanda in possesso della qualifica di imprenditore agricolo professionale o di coltivatore diretto come risultante dall’iscrizione nella gestione previdenziale agricola alla data di delibera di ammissione alle agevolazioni;
  4. essere già subentrate, anche a titolo successorio, da non più di sei mesi alla data di presentazione della domanda, nella conduzione dell’intera azienda agricola, ovvero subentrare entro 3 mesi dalla data della delibera di ammissione alle agevolazioni mediante un atto di cessione d’azienda;
  5. avere sede operativa nel territorio nazionale.

Relativamente alle PMI di cui alla lettera b), invece, è richiesto il possesso dei requisiti di cui ai punti 2, 3 e 5 da almeno due anni.

Agevolazioni

Gli incentivi previsti dal decreto consistono in mutui agevolati a tasso zero, della durata compresa tra cinque e dieci anni, incluso il periodo di preammortamento. L’importo dei finanziamenti non può essere superiore al 75% delle spese ammissibili, che a loro volta non possono superare la soglia massima di 1,5 milioni di euro, IVA esclusa.

Per le iniziative nel settore della produzione agricola primaria il mutuo agevolato ha una durata, comprensiva del periodo di preammortamento, non superiore a quindici anni.

Il finanziamento agevolato deve essere assistito da garanzie per l’intero importo concesso, maggiorato del 20% per accessori e per il rimborso delle spese. Tali garanzie sono acquisibili mediante iscrizione di ipoteca di primo grado sui beni oggetto di finanziamento, o su altri beni del soggetto beneficiario o di terzi, oppure mediantefideiussione bancaria.

Come richiedere i finanziamenti

La nuova modulistica per richiedere le agevolazioni, alla luce del decreto attuativo appena pubblicato in GURI, verrà resa disponibile da ISMEA, l’Istituto di servizi per il mercato agricolo e alimentare, soggetto gestore dell’intervento.

Sulla base delle informazioni contenute nella domanda, ISMEA accerterà la sussistenza dei requisiti e la sostenibilità finanziaria ed economica dell’iniziativa ed entro sei mesi delibererà l’ammissione al finanziamento o il rigetto dell’istanza, dandone comunicazione agli interessati.

Entro sei mesi dalla comunicazione della delibera di ammissione alle agevolazioni, i beneficiari sono tenuti a trasmettere a ISMEA la documentazione necessaria alla stipula del contratto di mutuo agevolato.

Enjoy, it’s from Europe: contributi Ue per promozione prodotti agricoli

ENJOY-ITS-FROM-EUROPEAperti fino al 28 aprile due bandi Ue per la promozione dei prodotti agricoli europei. A disposizione oltre 100 milioni di euro. Si tratta dei primi bandi dopo l’entrata in vigore a fine 2015 del nuovo programma di informazione e promozione dei prodotti agricoli da realizzare negli Stati membri ed extra-Ue.

SCADENZE

Le domande devono essere presentate entro il 28 aprile 2016, ore 17.00 (ora locale di Bruxelles).

OBIETTIVO

Con lo slogan “Enjoy, it’s from Europe”, la nuova politica di promozione, in vigore dal 1° dicembre 2015, intende rafforzare la competitività del settore agricolo europeo, la consapevolezza dei consumatori e il riconoscimento dei regimi di qualità dell’Unione.
I fondi sono a disposizione per cofinanziare progetti pluriennali che promuovano i prodotti agricoli europei non solo all’interno dell’Ue ma anche sui mercati dei Paesi terzi, con percentuali di co-finanziameto differenziate.

DOTAZIONE FINANZIARIA

Le risorse stanziate per i due inviti ammontano a circa 108 milioni di euro, di cui:

  • oltre 93,6 milioni di euro per Programmi semplici
  • 14,3 milioni di euro per Programmi multipli

BENEFICIARI

Possono presentare progetti:

  • Organizzazioni commerciali rappresentative del settore agricolo a livello di Stato membro o a livello europeo e gruppi di produttori e trasformatori che operano nelle indicazioni geografiche protette. Un’organizzazione è considerata rappresentativa: (i) se rappresenta almeno il 50% dei produttori, o il 50% del volume o del valore della produzione nel settore considerato, a livello di Stato membro o di Unione (percentuali più basse possono essere accettate se giustificate); (ii) se si tratta di un’organizzazione intersettoriale riconosciuta dallo Stato membro
  • Organizzazioni di produttori agricoli riconosciute dallo Stato Membro
  • Organismi con funzioni di servizio pubblico incaricati di promuovere i prodotti agricoli

TIPOLOGIA DI PRODOTTI

I programmi di promozione possono riferirsi ai seguenti prodotti:

  • tutti i prodotti elencati nell’Allegato I TFUE, ad eccezione dle tabacco;
  • birra, cioccolato e derivati, pane, pasticceria e altri prodotti da forno, bevande vegetali, pasta, sale, gomme e resine naturali, senape, granturco, cotone
  • bevande alcoliche IGP
  • vino IGP o DOP
  • prodotti ittici se associati a uno più altri prodotti

I programmi possono anche promuovere:

  • i marchi di origine europei: DOP (Denominazione d’Origine Protetta), IGP (Indicazione geografica protetta), STG (Specialità tradizionale garantita)
  • il logo europeo sul metodo di produzione biologico
  • il logo europeo sulle produzione delle regioni ultra-periferiche
  • marchi di origine rilevanti a livello nazionale

Un programma relativo a un marchio di origine può essere illustrato attraverso più prodotti. Nel mercato interno questi prodotti devono rimanere in secondo piano rispetto al messaggio europeo principale.

TIPOLOGIA DI PROGRAMMI

I bandi presentano due opzioni:

1) Programmi semplici

Devono essere realizzati da una o più organizzazioni dello stesso Stato Membro ed essere conformi ad una delle 10 priorità tematiche elencate nel programma di lavoro 2016:
Tema 1 – Rafforzare la consapevolezza e il riconoscimento dei regimi di qualità dell’Unione;
Tema 2 –  Mettere in evidenza le specificità dei metodi di produzione agricola nell’Unione e le caratteristiche dei prodotti agroalimentari europei
Tema 3 –  Latte e prodotti lattiero-caseari, prodotti a base di carne suina o  una combinazione dei due;
Tema 4 – Programmi destinati a uno o più dei seguenti paesi: Cina, Giappone, Corea del Sud o Taiwan;
Tema 5 – Programmi destinati a uno o più dei seguenti paesi: Stati Uniti o Canada;
Tema 6 – Programmi destinati a uno o più paesi dell’America centrale e meridionale o ai Caraibi;
Tema 7 – Programmi destinati a uno o più paesi del Sud-Est asiatico, ossia Brunei, Cambogia, Indonesia, Laos, Malaysia, Myanmar/Birmania, Filippine, Singapore, Thailandia, Timor Leste e Vietnam;
Tema 8 – Programmi destinati a uno o più dei paesi dell’Africa e del Medio Oriente;
Tema 9 – Programmi di informazione e di promozione destinati ad altre zone geografiche;
Tema 10 – Latte e prodotti lattiero-caseari, prodotti a base di carne suina o una combinazione dei due destinati ad un paese terzo.

2) Programmi multipli

Devono essere realizzati da almeno due organizzazioni localizzate in almeno due diversi Stati Membri o da una o più organizzazioni europee e possono essere destinati sia al mercato interno che ai Paesi terzi.

L’obiettivo dei programmi nel mercato interno è rafforzare la consapevolezza e il riconoscimento dei regimi di qualità specifici dell’Unione, evidenziando le specificità dei metodi di produzione agricola dell’Ue (sicurezza alimentare, tracciabilità, autenticità, etichettatura, aspetti nutrizionali e sanitari, benessere degli animali, ecc).

I programmi nei Paesi terzi, invece, intendono potenziare la competitività e il consumo dei prodotti agroalimentari dell’Unione, valorizzandone l’immagine e aumentando la quota di mercato negli Stati extra-Ue.

I fondi per questo tipo di progetti aumenteranno negli anni a venire: da circa 50 milioni nel 2017 a circa 100 milioni fino al 2019.

ATTIVITÀ AMMISSIBILI

Sono finanziabili dal programma attività quali: gestione del progetto, realizzazione di un piano strategico di comunicazione, pubbliche relazioni, comunicazione web e su social media, pubblicità, eventi, promozione dei punti vendita.

Le attività del programma devono essere svolte in prevalenza da un soggetto incaricato dell’implementazione.

ENTITÀ DELL’AGEVOLAZIONE

Le percentuali di co-finanziamento variano da un mimo del 70% a un massimo dell’85% a seconda del programma (semplice o multiplo), del mercato (interno o esterno) e delle difficoltà nella commercializzazione incontrate dal settore agricolo.

DURATA

I programmi finanziati possono avere una durata compresa tra 1 e 3 anni.

MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE

Le domande devono essere inviate tramite portale on-line direttamente alla Commissione europea, che le valuterà entro l’autunno 2016.

RIFERIMENTI NORMATIVI

Regolamento UE 1144/2014
Programma di lavoro 2016

Scade il 28-04-2016 alle 17:00

Agroalimentare: una convenzione Mipaaf-ICE per promuovere il Made in Italy

agrifood-made-in-italyRegistrata alla Corte dei Conti la convenzione tra il Ministero delle Politiche agricole e l’ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane per la gestione del Fondo da 6 milioni di euro dedicato all’agroalimentare Made in Italy. Usa e Canada saranno i mercati target dei primi interventi.

Promozione dell’agrifood Made in Italy

Il decreto-legge n. 133-2014, più noto come Sblocca Italia, aveva previsto un Piano per la promozione del Made in Italy e l’attrazione degli investimenti esteri, poi adottato nel marzo 2015 con decreto dei Ministeri degli Esteri, dello Sviluppo economico e delle Politiche agricole.
Per l’attuazione del Piano in ambito agroalimentare, la legge di Stabilità 2015 ha istituito un Fondo con una dotazione iniziale di 6 milioni di euro, così distribuiti:

  • 3 milioni di euro per la valorizzazione delle produzioni di eccellenza e la tutela all’estero dei marchi e delle certificazioni di qualità e di origine delle imprese e dei prodotti
  • un milione di euro per il sostegno alla penetrazione dei prodotti italiani nei diversi mercati
  • un milione di euro per la realizzazione di un segno distintivo unico per le iniziative di promozione all’estero delle produzioni agroalimentari italiane
  • un milione di euro per la realizzazione di campagne di promozione strategica nei mercati più rilevanti e per il contrasto al fenomeno dell’Italian Sounding.

La realizzazione degli interventi per migliorare l’export dei prodotti agroalimentari italiani e proteggerli dalla contraffazione è stata affidata all’ICE, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane attraverso una convenzione con il Mipaaf valida fino al 30 giugno 2017

Il programma degli interventi

Il primo intervento mira a diffondere l’agrifood italiano negli Stati Uniti e prevede azioni nei punti vendita, maggiore presenza sulle piattaforme di e-commerce, degustazioni e altre attività di valorizzazione delle Dop e Igp.
I dettagli per quanto riguarda gli eventi di degustazione non sono ancora stati definiti, ma la realizzazione è prevista tra ottobre 2016 e giugno 2017, mentre tra maggio e novembre di quest’anno l’ICE organizzerà workshop, incontri B2B e missioni di incoming di giornalisti e buyer, che potranno anche coincidere con manifestazioni fieristiche.

A questo progetto si aggiunge un piano dedicato al mercato del Canada, che coinvolgerà le principali città, da Montreal a Vancouver.
Gli obiettivi riguardano soprattutto la valorizzazione delle produzioni italiane di eccellenza e il consolidamento della presenza dell’agrifood Made in Italy nella grande distribuzione organizzata e nella ristorazione.
Anche in questo caso sono previsti incontri B2B e attività di networking, in particolare in occasione della fiera CIBUS di Parma e del Sana di Bologna 2016.

RER: L.R. 14/2014 – Promozione Accordi regionali di insediamento e sviluppo

industriaIn Emilia-Romagna 25 milioni di euro per gli Accordi regionali di insediamento e sviluppo: programmi di investimento delle imprese, già localizzate in regione o che intendono insediarvisi, di interesse regionale e ad elevato valore strategico, tali da accrescere la capacità competitiva delle filiere e del sistema produttivo regionale e la loro capacità innovativa, di produrre significativi effetti occupazionali e positive ricadute sul territorio in termini di impatto economico, di sostenibilità ambientale e sociale.

SCADENZE

Fase 1: domande dal 15 marzo al 15 maggio 2016

DOTAZIONE FINANZIARIA

Le risorse disponibili sono pari a 25.000.000 di euro.

OBIETTIVO

Il bando, dando attuazione alla legge regionale n. 14 del 18 luglio 2014, “Promozione degli investimenti in Emilia-Romagna”, è finalizzato a promuovere gli Accordi regionali di insediamento e sviluppo in regione, ovvero a sostenere programmi di investimento che rispondano agli obiettivi di interesse regionale, di elevato valore strategico, tali da accrescere la capacità competitiva delle filiere e del sistema produttivo regionale e la loro capacità innovativa, di produrre significativi effetti occupazionali diretti e indiretti, a livello quantitativo e qualitativo, nonché positive ricadute sul territorio in termini di impatto economico, di sostenibilità ambientale e sociale.

TIPOLOGIE DI PROGRAMMA DI INVESTIMENTO

L’Accordo regionale di insediamento e sviluppo ha per oggetto la realizzazione, su iniziativa di una o più imprese, di una tra le seguenti tipologie di programma (non ancora avviate alla data di proposta di domanda):

a. Programma di investimento e sviluppo industriale o di servizi di interesse regionale con un impatto occupazionale aggiuntivo, rispetto agli occupati dell’impresa e dell’eventuale gruppo industriale di appartenenza, in Emilia Romagna di almeno 150 addetti;

b. Programma di investimento ad alto valore strategico per gli impatti sulle filiere esistenti o per lo sviluppo delle filiere innovative di specializzazione. Per alto valore strategico si intende un Programma di investimento con un impatto occupazionale aggiuntivo, rispetto agli occupati dell’impresa e dell’eventuale gruppo industriale di appartenenza, in Emilia Romagna di almeno 50 addetti, di cui almeno il 40% laureati, da una significativa innovatività con riferimento a tecnologie abilitanti e digitali, da provata capacità di interconnessione con il sistema produttivo e di servizi regionale;

c. Programma di investimento per la creazione di Centri di ricerca e sviluppo e innovazione con impatto occupazionale aggiuntivo, rispetto agli occupati dell’impresa e dell’eventuale gruppo industriale di appartenenza, in Emilia Romagna di almeno 20 addetti laureati.

d. Programma di riconversione produttiva, da parte di imprese con un numero di addetti pari a un minimo di 100 unità, che preveda un impatto occupazionale aggiuntivo uguale o superiore al 10% rispetto a quello iniziale dell’impresa interessata, da raggiungere entro il termine di conclusione del programma. Inoltre, deve includere interventi in ricerca e innovazione a sostegno del programma di riconversione con un minimo di 5 addetti dedicati (inclusi nel calcolo dell’incremento occupazionale). Il Programma deve essere corredato da un accordo sindacale che riporta, tra l’altro, il piano occupazionale sia prima che dopo l’intervento.

BENEFICIARI

Possono presentare domanda di accesso all’Accordo regionale
1) imprese che esercitano attività diretta alla produzione di beni e di servizi con almeno già tre bilanci approvati:
– non ancora attive in Emilia-Romagna ma che intendono investire sul territorio regionale
– già presenti con almeno una unità locale in Emilia-Romagna
2) aggregazioni di imprese costituite in forma consortile prima della presentazione della domanda.

CONTENUTI DEL PROGRAMMA DI INVESTIMENTO

La descrizione del Programma dovrà fornire tutte le informazioni riferite alle opere infrastrutturali funzionali e ritenute necessarie e allo stato dell’iter delle autorizzazioni e degli atti amministrativi connessi alla sua realizzazione. Dovrà inoltre contenere schede sintetiche dei singoli progetti per i quali viene chiesto il contributo, che potranno essere:
A. Progetti di ricerca e sviluppo
Interventi ammissibili: interventi di ricerca e sviluppo per introdurre sul mercato nuovi prodotti o servizi, o adottare nuove tecnologie produttive che prevedano nuovi investimenti e ampliamenti produttivi sul territorio regionale.
Costi ammissibili minimi: 750.000 euro

B. Progetti di innovazione (solo per le PMI)
Interventi ammissibili:innovazioni di prodotto e di processo previsti dal programma di investimento

C. Investimenti produttivi (solo nelle aree assistite e per le PMI)
Interventi ammissibili: a) costi per investimenti in attivi materiali e/o immateriali per installare un nuovo stabilimento, ampliamento di uno stabilimento esistente, diversificazione della produzione di uno stabilimento mediante prodotti nuovi aggiuntivi o trasformazione radicale del processo produttivo complessivo. b) acquisizione di attivi di un’unità produttiva per dar luogo ad una nuova attività non in continuità con l’impresa precedente, capace di ampliare e/o diversificare la produzione mediante prodotti e/o processi nuovi.

D. Acquisto di servizi di consulenza (solo per le PMI)
Interventi ammissibili: costi di consulenza che non rientrano fra le altre spese ammissibili del Bando e che sono necessari all’avvio e/o alla realizzazione del programma di investimento.

E. Investimenti per la tutela dell’ambiente e il risparmio energetico
Interventi ammissibili: misure di efficienza energetica;cogenerazione ad alto rendimento; produzione di energia da fonti rinnovabili; teleriscaldamento e teleraffreddamento efficienti sotto il profilo energetico; riciclaggio e il riutilizzo dei rifiuti.

F. Realizzazione di laboratori di ricerca
Interventi ammissibili: investimenti materiali ed immateriali connessi alla realizzazione di un’infrastruttura di ricerca che svolge esclusivamente attività economiche a condizione che l’accesso all’infrastruttura sia aperto a più utenti e concesso in modo trasparente e non discriminatorio. Le imprese che hanno finanziato almeno il 10% dei costi di investimento dell’infrastruttura possono godere di un accesso preferenziale.

G. Progetti di formazione e assunzione di lavoratori appartenenti a categorie svantaggiate
Interventi ammissibili: prima formazione, riqualificazione dei lavoratori, aggiornamento dei lavoratori realizzati direttamente dall’impresa o attraverso un ente di formazione professionale accreditato. Assunzioni a T.I. riguardanti i lavoratori svantaggiati e i lavoratori disabili.

SPESE AMMISSIBILI E INTENSITÀ DI AIUTO

Per ogni tipologia di aiuto sono previste spese ammissibili differenti e variano anche l’intensità e l’entità massima del contributo, come riportato nelle schede allegate:

REGIME DI AIUTO

Gli aiuti di stato previsti dal presente bando sono concessi ai sensi e nei limiti di quanto stabilito nel Regolamento (UE) 651/2014 (GBER), che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato interno in applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato.
Nel caso di beneficiari non rientranti nella definizione di PMI e ove la categoria di aiuti del GBER sia rivolta alle sole PMI, gli aiuti sono concessi ai sensi e nel rispetto del Regolamento (UE) N.1407/2013 relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea agli aiuti “de minimis”.

DURATA

Non supera di norma i 36 mesi dalla data della determinazione di concessione delle agevolazioni.

PROCEDURA DI SELEZIONE DEGLI INTERVENTI

La selezione sarà di tipo valutativo in due fasi:

  • Fase 1: Valutazione della strategicità del programma di investimento, dell’impatto regionale sull’occupazione e sulla competitività, della coerenza e qualità dei progetti previsti, della compatibilità rispetto alle strategie di sviluppo locali e regionale;
  • Fase 2 – Valutazione, per i soli programmi di investimento che hanno superato la prima fase, dei singoli progetti di dettaglio.

Sono considerate prioritarie le proposte dei soggetti sottoscrittori di Accordi di Programma fra la Regione Emilia-Romagna ed il Mise nell’ambito dei Contratti di Sviluppo.

RIFERIMENTO NORMATIVO

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 18 GENNAIO 2016, N. 31 – BANDO IN ATTUAZIONE DELL’ART. 6 LR 14/2014 – ACCORDI REGIONALI DI INSEDIAMENTO E SVILUPPO DELLE IMPRESE

Scade il 15-05-2016 alle 17:00

Mipaaf e Intesa San Paolo sostengono il credito per l’agroalimentare

Sei miliardi in tre anni per l’agroalimentare

Il protocollo prevede l’attivazione di un plafond, del valore di 6 miliardi di euro per un triennio, per la concessione di finanziamenti a sostegno di singole aziende e filiere produttive. L’obiettivo è mobilitar einvestimenti per 10 miliardi di euro.

Si tratta di “un’iniezione di liquidità e fiducia che può contribuire al raggiungimento di obiettivi concreti come l’aumento degli occupati, la crescita dell’internazionalizzazione, il supporto agli investimenti soprattutto sul fronte dell’innovazione e per il ricambio generazionale”, ha commentato Martina a margine della firma.

Nei prossimi mesi, ha anticipato il ministro, il Governo punta a portare avanti la strategia di specializzazione del credito agrario attraverso accordi con altri istituti.

Priorità a zootecnia e lattiero caseario

Le priorità di investimento, si legge in una nota del Mipaaf, riguardano i progetti di internazionalizzazione, per l’innovazione tecnologica, l’avvio di start up, la digitalizzazione e l’e-commerce.

I primi interventi riguarderanno le filiere zootecnica e lattiero casearia, due comparti particolarmente in difficoltà, anche a causa dell’embargo russo sull’agrifood europeo.

Consulenza alle imprese agricole

Un team centrale e una rete di specialisti territoriali di Intesa Sanpaolo, in collaborazione con il Ministero, con gli enti locali e con le associazioni del settore garantiranno supporto finanziario e consulenziale alle imprese agricole.

In questo modo si punta a facilitare l’individuazione degli strumenti finanziari più adeguati da parte delle aziende, a semplificare le procedure per l’accesso al credito e a ridurre i tempi per l’erogazione dei finanziamenti.

Inoltre, Intesa San Paolo metterà a disposizione servizi finanziari ad hoc per le esigenze dell’attività agroalimentare.

Infine, il Protocollo prevede il potenziamento degli strumenti di garanzia e istituisce un programma formativo dedicato agli imprenditori agricoli.

RER: PSR 2014-20 – Gruppi operativi per l’innovazione in agricoltura

eip-agri_multiplierViene incentivata la realizzazione di piani pilota e di piani per lo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie nel settore agricolo, realizzati in cooperazione attraverso Gruppi Operativi del Partenariato Europeo per l’Innovazione in materia di produttività e sostenibilità dell’agricoltura.

SCADENZE

Le domande potranno essere presentate dal 14 gennaio e fino alle ore 13.00 al 31 marzo 2016.

DOTAZIONE FINANZIARIA

Per i Piani di innovazione le risorse complessive ammontano a 12.630.00 euro e sono ripartite in base alle Focus Area trattate:
Focus Area 2A – Aziende agricole più competitive: 4.206.003,75 euro
Focus Area 4B – Migliore gestione delle risorse idriche: 5.839.460 euro
Focus Area 4C – Prevenzione dell’erosione del suolo:  793.660 euro
Focus Area 5A – Uso efficiente dell’acqua in agricoltura: 1.020.000 euro
Focus Area 5E – Sequestro del carbonio: 772.420,50 euro

OBIETTIVO

Promuovere la cooperazione tra vari soggetti per la messa a punto e il trasferimento di innovazioni attraverso dei Gruppi Operativi per l’innovazione (GOI), con la realizzazione di piani pilota e di piani per lo sviluppo mirati a individuare una soluzione concreta per le aziende agricole e sviluppare nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie nel settore agricolo.

L’operazione in particolare incentiva il funzionamento e la gestione dei GO del Partenariato Europeo per l’Innovazione (PEI) in materia di produttività e sostenibilità dell’agricoltura.

BENEFICIARI

I beneficiari sono i Gruppi Operativi del Partenariato europeo per l’innovazione (PEI): i GO sono partnership che devono essere formate obbligatoriamente da almeno un soggetto appartenente a ciascuna delle seguenti categorie:

  • imprese del settore agricolo che svolgono attività di produzione e/o commercializzazione e/o prima trasformazione di prodotti agricoli di cui all’allegato I del TFUE, con sede legale e/o operativa in Regione Emilia-Romagna;
  • organismi di ricerca e/o sperimentazione pubblici o privati nel settore agricolo ed agroalimentare;

Posso fare parte del GO anche:

  • consulenti e formatori del settore agricolo e agroalimentare;
  • imprese del settore agroindustriale che svolgono attività di produzione e/o commercializzazione e/o trasformazione di prodotti agricoli di cui all’allegato I del trattato;
  • organizzazioni di produttori agricoli;
  • organizzazioni interprofessionali;

Il Gruppo Operativo deve avere forma giuridica (di Rete-soggetto, Rete-contatto o ATI/ATS), dotarsi di un regolamento interno che evidenzi ruoli, modalità organizzative e attribuzione precisa delle responsabilità nella gestione del sostegno ricevuto e prevedere una durata minima di 5 anni dalla conclusione del Piano di Innovazione.

FOCUS AREA

Le tematiche di interesse per le quali saranno accettate le domande di finanziamento sono specifiche per ogni Focus Area, e in particolare riguarderanno:

Focus Area 2A – Aziende agricole più competitive

  • Sviluppo di nuove varietà e tipologie di prodotto, verifica dell’adattabilità varietale, schemi di miglioramento genetico per produzioni di qualità, valorizzazione dell’agro biodiversità;
  • Miglioramento quali-quantitativo nella produzione di foraggi e di alimenti per gli animali;
  • Ottimizzazione alimentazione animale e gestione dell’allevamento;
  • Azioni di adattamento ai cambiamenti climatici. Razionalizzazione input energetici (lavorazioni, nutrienti, ecc.). Messa a punto e verifica genotipi innovativi per l’agricoltura sostenibile;
  • Modellistica, sensoristica, sistemi di avvertimento e supporti decisionali (DDS);
  • Applicazione dati tele rilevati all’agricoltura di precisione;
  • Caratterizzazione oggettiva dei prodotti agricoli;
  • Sviluppo di prodotti dietetici e salutistici;
  • Sviluppo di nuovi prodotti trasformati (IV e V gamma);
  • Meccanizzazione integrale e robotica per l’agricoltura;
  • Pratiche contro l’antibiotico, resistenza;
  • Pratiche agricole pre e post raccolta per la sicurezza (safety) delle produzioni agricole;
  • Nuovi materiali e tipologie di imballaggi;
  • Nuovi prodotti e tecnologie per la produzione di alimenti zootecnici;
  • Tracciabilità e documentazione, certificazione ambientale;
  • Diversificazione e riallocazione produttiva (forniture di servizi extra agricoli, aree interne, ecc.);
  • Monitoraggio e benchmarking aziendali e di filiera sia tecnico che economico;
  • Analisi di mercato e nuove modalità di commercializzazione dei prodotti agricoli;
  • Applicazione di principi e strumenti di intelligenza artificiale ai dati che caratterizzano la produzione agricola.

Focus Area 4B – Migliore gestione delle risorse idriche e 4C – Prevenzione dell’erosione del suolo

  • Riduzione di rilasci di sostanze inquinanti e miglioramento della qualità dell’acqua e del suolo;
  • Verifica e adattamento dei sistemi colturali agricoli ai cambiamenti climatici;
  • Controllo delle avversità con metodo a basso impatto;
  • Valutazione impronte dei sistemi agricoli (zootecnici vegetali e forestali);
  • Conservazione del suolo e sistemi forestali conservativi;
  • Produzioni agricole e salvaguardia della biodiversità compreso la conoscenza dell’agro biodiversità e della cultura e paesaggio rurale;

Focus Area 5A – Uso efficiente dell’acqua in agricoltura

  • Ottimizzazione dei sistemi di organizzazione, gestione e verifica tecnologica per l’uso razionale dell’acqua in agricoltura in riferimento agli assetti territoriali e consortili

Focus Area 5E – Sequestro del carbonio

  • Valutazioni e impronte dei sistemi agricoli (zootecnici, vegetali e forestali);
  • Innovazione organizzativa, di processo, nuovi sistemi di qualità in sistemi agricoli, agroindustriali e forestali.

ATTIVITÀ AMMISSIBILI

Il Piano deve riguardare attività preliminari, che cioè precedono l’utilizzo diffuso dei prodotti, processi, servizi, pratiche e tecnologie sviluppati nel settore agricolo. Sono attività preliminari ammesse:

  • sviluppo e collaudo di prodotti, processi, servizi, pratiche e tecnologie;
  • investimenti materiali e/o immateriali relativi alla cooperazione;
  • sperimentazione e adattamento di nuove tecnologie e processi produttivi in relazione a contesti geografici/ambientali della regione (progetti pilota);
  • divulgazione dei risultati (attività obbligatoria)

SPESE AMMISSIBILI

Sono riconosciute le seguenti tipologie di spesa:
a) costi di esercizio della cooperazione:
– spese relative all’animazione, a riunioni ed incontri, affitto locali, inviti;
– personale dedicato alle attività di coordinamento e gestione del progetto;
– funzionamento e gestione del Gruppo Operativo (GO);
b) costi diretti specifici delle azioni legate alla realizzazione del piano:
– costi inerenti la costruzione e la verifica di prototipi, nonché investimenti funzionali alla realizzazione del progetto;
– test, analisi di laboratorio e gustative (panel test), compresi costi di materiale a perdere;
– prove in campo;
– acquisto brevetti e licenze;
– acquisto di software solo se strettamente indispensabile alla realizzazione del progetto;
– costi di progettazione per nuovi prodotti e/o processi;
c) costi di divulgazione (obbligatori)
d) costi per attività di formazione

PORTATA E INTENSITÀ DELL’AIUTO

Contributo in conto capitale sulla spesa ammissibile così dettagliato:

Macro tema

Focus area Percentuale di finanziamento Risorse per singolo progetto Risorse totali anno 2016

Competitività

2A – Ammodernamento e diversificazione           70% da     50.000 a     400.000 4.206.004
Ambiente e clima 4B – Qualità delle acque           90% da   50.000

a   400.000

   5.839.460

Ambiente e clima

4C – Qualità dei suoli          90% da  50.000

a  200.000

      793.660

Ambiente e clima

5A – Efficienza risorse idriche          90% da  50.000

a  200.000

1.020.000
Ambiente e clima 5E – Forestazione ambientale        100% da 15.000

a 200.000

     772.420

DURATA

Il piano può avere una durata massima di 36 mesi. Il beneficiario può richiedere per ogni anno di realizzazione del progetto una quota di contributo spettante a titolo di rimborso delle spese effettivamente sostenute sulla base della presentazione di uno stato di avanzamento lavori (SAL).

RIFERIMENTI NORMATIVI

RER PSR 2014-2020  – Misura 16.1.01 – Gruppi operativi del partenariato europeo per la produttività e la sostenibilità dell’agricoltura

Scade il 31-03-2016 alle 13:00

RER: 115 milioni per l’agricoltura verde

PSR 2014-2020 logoOltre 115 milioni di euro per il biologico, la produzione integrata, ma anche la gestione di zone umide, boschetti, corridoi ecologici, la salvaguarda del paesaggio agrario, il sequestro di carbonio nei suoli, la difesa delle razze antiche.
A tanto ammontano le risorse stanziate dal nuovo Psr 2014-2020, per il primo pacchetto di interventi in campo ambientale.

“Questi bandi vengono presentati a soli sei mesi dal via libera di Bruxelles ai Fondi Ue e testimoniano la nostra determinazione a garantire la massima velocità dei provvedimenti, perché c’è assoluto bisogno di correre per sostenere la crescita in atto – ha detto il presidente Stefano Bonaccini presentando l’iniziativa a Bologna.

Sono due le “misure” approvate dalla Giunta regionale (la 10 “Pagamenti agro-climatico-ambientali” e la 11 “Agricoltura biologica”) per otto bandi complessivi. Le domande potranno essere presentate dal 30 novembre al 29 gennaio attraverso Agrea, l’agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura. Oltre che per l’agricoltura integrata e quella biologica, gli aiuti riguardano la biodiversità animale, il ritiro dei seminativi, la praticoltura estensiva, l’incremento della sostanza organica nei suoli, l’agricoltura conservativa.

“Gli interventi in campo ambientale – ha spiegato l’assessore regionale all’agricoltura Simona Caselli – rappresentano una delle punte più avanzate di questo Psr. Aver destinato ad essi complessivamente oltre il 40% delle risorse a disposizione è una scelta precisa per dare prospettive solide a un’agricoltura di qualità, non solo per quanto riguarda i prodotti, ma anche i modi di produrre. A partire dal biologico, un settore dinamico, che ha un mercato e che dà redditività. Il nostro obiettivo è raddoppiare da qui al 2020 le superfici bio in Emilia-Romagna”.

Fonte: http://www.regione.emilia-romagna.it/

Scade il 19-04-2016 alle 11:06

MiSE: quasi 4mila domande per i Voucher Temporary Export manager

Albero della vitaA due ore dall’inizio del click-day per l’assegnazione alle imprese dei voucher per i temporary export manager, sono pervenute sul sito del Ministero dello Sviluppo economico 3.690 domande.

Le registrazioni sulla piattaforma on-line, necessarie per poter presentare la richiesta, sono state più di 5.800.

“A fronte di questo successo – ha dichiarato il vice Ministro Carlo Calenda – abbiamo deciso di aumentare immediatamente la dotazione finanziaria da 10 a 15 milioni di euro, consentendo così a 1500 aziende (500 in più del previsto) di accedere al nuovo strumento per l’internazionalizzazione. Il programma – ha concluso il Vice Ministro – verrà ulteriormente potenziato nel 2016 con risorse aggiuntive”.

Voucher per l’internazionalizzazione: al via la procedura di registrazione

Albero della vitaAl via la procedura di registrazione online per le PMI e le reti di impresa che intendono richiedere il Voucher per l’internazionalizzazione.

A partire da oggi le aziende interessate possono registrarsi attraverso la procedura informatica ExportVoucher disponibile all’indirizzo https://exportvoucher.mise.gov.it.

Per registrarsi al sistema ExportVoucher occorre che l’impresa:

  • sia regolarmente iscritta al Registro delle Imprese
  • abbia preventivamente comunicato allo stesso un indirizzo di Posta Elettronica Certificata (indirizzo PEC) ai sensi dell’art 16 del decreto-legge 185 del 2008 e dell’art. 5  del decreto-legge n. 79 del 2012.

L’indirizzo PEC, che sarà utilizzato per la trasmissione delle credenziali di accesso al sistema (password), è esclusivamente quello che risulta dal Registro delle Imprese; pertanto è necessario che sia attivo e consultabile.

Si raccomanda di procedere alla registrazione, tempestivamente così da avere tutto il tempo per risolvere eventuali problemi.

Si ricorda, infatti, che a partire dal 15 settembre prossimo sarà possibile compilare on line la domanda e firmarla digitalmente. L’invio è previsto a partire dalle ore 10:00 del giorno 22 settembre 2015.

Scade il 2-10-2015 alle 17:00

MiSE: Voucher per l’internazionalizzazione

alberodellavitaPrende il via l’intervento “Voucher per l’internazionalizzazione”, per sostenere le PMI e le reti di imprese nella loro strategia di internazionalizzazione. Con decreto del 23 giugno 2015, diventa attivo l’intervento con cui si concedono voucher alle aziende per l’acquisizione di servizi per favorire l’internazionalizzazione attraverso l’inserimento in azienda di un “Temporary Export Manager”, con il compito di garantire il supporto alle imprese nelle attività di ingresso e crescita sui mercati internazionali.

SCADENZA

Le istanze di accesso finalizzate e firmate digitalmente dovranno essere presentate esclusivamente online  a partire dalle ore 10.00 del 22 settembre 2015 e fino al termine ultimo delle ore 17.00 del 2 ottobre 2015.
Per agevolare le imprese, a partire dalle ore 10.00 del 1 settembre 2015, potranno avviare  le fasi di compilazione della domanda di accesso alle agevolazioni.

FINALITÀ

L’intervento consiste in un contributo a fondo perduto sotto forma di VOUCHER , ovvero un sostegno economico a copertura di servizi erogati per almeno 6 mesi a tutte quelle PMI che intendono guardare ai mercati oltreconfine attraverso una figura specializzata (il cd. Temporary Export Manager o TEM) capace di studiare, progettare e gestire i processi e i programmi sui mercati esteri.

BENEFICIARI

Micro, piccole e medie imprese (PMI) costituite in forma di società di capitali, anche in forma cooperativa, e le Reti di imprese tra PMI, che abbiano conseguito un fatturato minimo di 500mila euro in almeno uno degli esercizi dell’ultimo triennio. Tale vincolo non sussiste nel caso di Start-up iscritte nella sezione speciale del Registro delle imprese, di cui art. 25 comma 8 L.179/2012).

CARATTERISTICHE DELL’INTERVENTO

Singoli voucher a fondo perduto di 10mila euro per l’inserimento in azienda di un temporary export manager per almeno sei mesi. Per avere accesso al voucher l’impresa deve intervenire con un cofinanziamento che, per il primo bando è di almeno 3mila euro (il costo complessivo sostenuto dall’impresa per il servizio deve essere, pertanto di almeno 13mila euro).
L’azienda deve rivolgersi ad una Società fornitrice dei servizi scegliendola tra quelle inserite nell’apposito elenco presso il Ministero, che sarà pubblicato entro il giorno 1 settembre 2015.

RIFERIMENTI NORMATIVI

Scheda MiSE: Voucher per l’internazionalizzazione
Decreto ministeriale del 15 maggio 2015
Decreto Direttoriale del 23 giugno 2015

Scade il 2-10-2015 alle 17:00