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FVG: Bando per progetti di innovazione (FESR 1.2.a)

innovazioneContributi a fondo perduto alle imprese per la realizzazione di progetti di innovazione di processo e dell’organizzazione a valere sul POR FESR 2014-2020 della Regione Friuli Venezia-Giulia.

SCADENZE

Il sistema per la redazione e presentazione delle domande sarà accessibile:
– a partire dal 16 maggio 2016 per la precompilazione;
– dalle ore 10.00 del 7 giugno 2016 alle ore 12.00 del 28 giugno 2016 per la trasmissione.

DOTAZIONE FINANZIARIA

La dotazione finanziaria del bando è pari a euro 9.000.000.

OBIETTIVO

Incentivare la realizzazione di progetti  di innovazione di processo e dell’organizzazione al fine di consolidare e rafforzare la competitività del sistema economico regionale sviluppandone le specializzazioni produttive.

BENEFICIARI

I finanziamenti sono destinati alle imprese che operano, in alternativa:
a) nelle aree di specializzazione della Strategia per la specializzazione intelligente (S3) Agroalimentare, Filiere produttive strategiche(Metalmeccanica  e   Sistema casa),  Tecnologie marittimeSmart health  individuate dai codici Istat Ateco 2007 precisate nel bando;
b) nei settori industriale o terziario individuati dai codici Istat Ateco 2007 delle sezioni B, C, D, E, F, G, H, I, J, M, N, Q, S, e che realizzano un progetto di R&S in collaborazione (progetto congiunto) con le imprese che operano nelle aree di cui alla lettera a).
Le grandi imprese possono partecipare purché in collaborazione con PMI.

PROGETTI AMMISSIBILI

Sono finanziabili progetti di Innovazione di processo e dell’organizzazione coerenti con le aree Agroalimentare, Filiere produttive strategiche (Metalmeccanica  e  Sistema casa), Tecnologie marittime, Smart health  ed attinenti alle relative traiettorie di sviluppo della Strategia per la specializzazione intelligente (S3).

I progetti possono essere realizzati secondo una delle seguenti modalità:
a) in forma autonoma da parte di una singola PMI;
b) in forma di “progetto congiunto” cioè in collaborazione effettiva tra imprese indipendenti, PMI ed eventualmente grandi imprese, di cui nessuna sostiene oltre il 70% e meno del 10% della spesa complessiva e le PMI sostengono almeno il 30% della stessa. Tale modalità consente l’attribuzione di una maggiorazione di intensità di contributo.
I progetti possono prevedere la collaborazione con enti di ricerca in virtù di specifico contratto, che consente l’attribuzione di punteggio premiale di valutazione.

SPESE AMMISSIBILI

Sono ammissibili le spese strettamente connesse al progetto di Innovazione, quali personale e manodopera, strumenti e attrezzature, consulenze di enti di ricerca e altri soggetti qualificati esterni all’impresa, prestazioni di terzi (test e prove, servizi propedeutici alla brevettazione, divulgazione dei risultati, certificazione della spesa, ecc.), beni immateriali (brevetti e know-how utilizzati per il progetto), materiali, spese generali.

Il limite minimo di spesa ammissibile per progetto per ciascuna impresa è pari ad euro 30.000 per le piccole imprese, euro 75.000 per le medie imprese ed euro 150.000 per le grandi imprese. Il limite massimo di contributo concedibile a ciascuna impresa è di 1.000.000,00 euro.

DURATA

I progetti possono avere una durata massima di 18 mesi, progabile di 3 mesi e, in via eccezionale e alle condizioni previste dal bando, di ulteriori 3 mesi, e devono essere avviati successivamente alla presentazione della domanda, non oltre 60 giorni dalla comunicazione di approvazione della graduatoria e ammissione a finanziamento

INTENSITÀ DEGLI INCENTIVI

Le intensità di contributo sono le seguenti:
40% per micro, piccola e media impresa per progetti singoli
50% per micro, piccola e media impresa per progetti congiunti
15% per grande impresa per progetti congiunti

PRESENTAZIONE DOMANDE E CONCESSIONE DEGLI INCENTIVI

Può essere presentata una sola domanda di contributo per un unico progetto di innovazione di processo e dell’organizzazione.

CERTIFICAZIONE DELLE SPESE RENDICONTATE

Prima di essere presentata, la rendicontazione della spesa sostenuta per la realizzazione del progetto deve essere certificata da un soggetto scelto dal beneficiario tra i revisori legali iscritti all’elenco dei certificatori istituito presso la Direzione centrale attività produttive, turismo e cooperazione che sarà pubblicato nella presente sezione del sito regionale. La spesa sostenuta per la certificazione è ammissibile a contributo.

RIFERIMENTI NORMATIVI

POR FESR 2014-2020 – Attività 1.2.a Incentivi alle imprese per attività di innovazione – aree di specializzazione agroalimentare, filiere produttive strategiche, tecnologie marittime e smart health (deliberazione n. 647 della Giunta regionale del 22 aprile 2016)

Scade il 28-06-2016 alle 12:00

FVG: Bando per attività di ricerca e sviluppo (FESR 1.3.a)

ricerca-innovazioneContributi a fondo perduto alle imprese per la realizzazione di progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale a valere sul POR FESR 2014-2020 della Regione Friuli Venezia-Giulia.

SCADENZE

Il sistema per la redazione e presentazione delle domande sarà accessibile:
– a partire dal 16 maggio 2016 per la precompilazione;
– dalle ore 10.00 del 7 giugno 2016 alle ore 12.00 del 28 giugno 2016 per la trasmissione.

DOTAZIONE FINANZIARIA

La dotazione finanziaria del bando è pari a euro 13.000.000.

OBIETTIVO

Incentivare la realizzazione di progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale realizzati attraverso la cooperazione tra soggetti economici e tra soggetti economici e strutture scientifiche, al fine di consolidare e rafforzare la competitività del sistema economico regionale sviluppandone le specializzazioni produttive.

BENEFICIARI

I finanziamenti sono destinati alle imprese che operano, in alternativa:
a) nelle aree di specializzazione della Strategia per la specializzazione intelligente (S3)  Agroalimentare  e  Filiere produttive strategiche(Metalmeccanica e Sistema casa) individuate dai codici Istat Ateco 2007 precisate nel bando;
b) nei settori industriale o terziario individuati dai codici Istat Ateco 2007 delle sezioni B, C, D, E, F, G, H, I, J, M, N, Q, S, e che realizzano un progetto di R&S in collaborazione (progetto congiunto) con le imprese che operano nelle aree di cui alla lettera a).

PROGETTI AMMISSIBILI

Sono finanziabili progetti di R&S coerenti con le aree  Agroalimentare  e  Filiere produttive strategiche (Metalmeccanica e Sistema casa) ed attinenti alle relative traiettorie di sviluppo della Strategia per la specializzazione intelligente (S3).
I progetti devono essere realizzati in forma collaborativa secondo almeno una delle seguenti modalità:
a) collaborazione effettiva tra imprese indipendenti (come definite nel bando), di cui almeno una PMI e nessuna sostiene singolarmente oltre il 70% e meno del 10% della spesa complessiva (=“progetto congiunto”);
b) collaborazione con enti di ricerca che partecipano al progetto in virtù di un contratto di ricerca;
c) collaborazione con altri soggetti indipendenti dall’impresa, che partecipano al progetto in forma di consulenze di R&S, il cui valore sia almeno pari al 15% della spesa complessiva.

DURATA

I progetti possono avere una durata massima di 21 mesi, progabile di 3 mesi e, in via eccezionale e alle condizioni previste dal bando, di ulteriori 3 mesi, e devono essere avviati successivamente alla presentazione della domanda, non oltre 60 giorni dalla comunicazione di approvazione della graduatoria e ammissione a finanziamento.

SPESE AMMISSIBILI

Sono ammissibili le spese strettamente connesse al progetto di R&S, quali personale e manodopera, strumenti e attrezzature, consulenze di enti di ricerca e altri soggetti qualificati esterni all’impresa, prestazioni di terzi (costruzione prototipi, test, servizi propedeutici alla brevettazione, divulgazione dei risultati, certificazione della spesa, ecc.), beni immateriali (brevetti e know-how utilizzati per il progetto), materiali, spese generali.

Il limite minimo di spesa ammissibile per progetto per ciascuna impresa è pari ad euro 30.000 per le piccole imprese, euro 150.000 per le medie imprese ed euro 300.000 per le grandi imprese. Il limite massimo di contributo concedibile a ciascuna impresa è di 2.000.000,00 euro.

INTENSITÀ DEGLI INCENTIVI

Le intensità di contributo sono applicabili in funzione della tipologia di attività, della dimensione delle imprese e dell’eventuale pluralità di partner:
micro e piccola impresa 
Ricerca 65% Sviluppo 40% per progetti singoli
Ricerca 75% Sviluppo 55% per progetti congiunti
– media impresa
Ricerca 55% Sviluppo 30% per progetti singoli
Ricerca 70% Sviluppo 45% per progetti congiunti
– grande impresa
Ricerca 45% Sviluppo 20% per progetti singoli
Ricerca 60% Sviluppo 35% per progetti congiunti

PRESENTAZIONE DOMANDE E CONCESSIONE DEGLI INCENTIVI

Può essere presentata sul bando qui illustrato una sola domanda di contributo per un unico progetto di ricerca industriale e/o sviluppo sperimentale. La presentazione su questo bando è alternativa alla presentazione sui bandi 2016 dell’Attività 1.3.b  Progetti di ricerca e sviluppo da realizzare attraverso partenariati pubblico privati.

CERTIFICAZIONE DELLE SPESE RENDICONTATE

Prima di essere presentata, la rendicontazione della spesa sostenuta per la realizzazione del progetto deve essere certificata da un soggetto scelto dal beneficiario tra i revisori legali iscritti all’elenco dei certificatori istituito presso la Direzione centrale attività produttive, turismo e cooperazione che sarà pubblicato nella presente sezione del sito regionale. La spesa sostenuta per la certificazione è ammissibile a contributo.

RIFERIMENTI NORMATIVI

POR FESR 2014-2020 – Attività 1.3.a  Attività di ricerca e sviluppo realizzate attraverso la cooperazione tra soggetti economici e tra soggetti economici e strutture scientifiche (deliberazione n. 646 della Giunta regionale del 22 aprile 2016)

Scade il 28-06-2016 alle 12:00

Dal Friuli tre bandi per ricerca e innovazione

ricerca-innovazioneLa Giunta regionale del Friuli Venezia-Giulia ha approvato tre bandi sul POR FESR 2014-2020 che impegnano più di 25 milioni di euro in favore di ricerca, sviluppo e innovazione delle imprese.

Il primo bando (azione 1.1 “Sostegno per l’acquisto di servizi per l’innovazione tecnologica, strategica, organizzativa e commerciale delle imprese”), è destinato a supportare le PMI per l’acquisto di servizi per promuovere attività di innovazione specificatamente nelle aree di specializzazione della Strategia per la specializzazione intelligente ed attinenti alle relative traiettorie di sviluppo. La dotazione finanziaria del bando è pari a € 3.185.000. Le domande potranno essere presentate dal 31 maggio 2016.

Il secondo bando (azione 1.2 “Sostegno alla valorizzazione economica dell’innovazione attraverso la sperimentazione e l’adozione di soluzioni innovative nei processi, nei prodotti e nelle formule organizzative”), disciplina la concessione di aiuti per attività di innovazione di processo e dell’organizzazione coerenti con la Strategia per la specializzazione intelligente e relative traiettorie di sviluppo (aree Agroalimentare, Filiere produttive strategiche -Metalmeccanica e Sistema casa-, Tecnologie marittime, Smart health). Le grandi imprese possono partecipare purché in collaborazione con PMI. La misura dell’aiuto è del 40% per le PMI (50% in caso di collaborazione tra imprese) e del 15% per le grandi imprese.
La dotazione finanziaria del bando è pari a € 9.000.000.

Il terzo bando (azione 1.3 “Sostegno alle attività collaborative di R&S per lo sviluppo di nuove tecnologie sostenibili, di nuovi prodotti o servizi”), disciplina la concessione alle imprese di contributi per progetti rivolti alle aree di specializzazione Agroalimentare e Filiere produttive strategiche (Metalmeccanica e Sistema casa) ed attinenti alle relative traiettorie di sviluppo
I progetti devono essere realizzati in almeno una delle 3 forme collaborative previste: collaborazione tra imprese indipendenti, collaborazione con enti di ricerca, collaborazione con altri soggetti indipendenti dall’impresa in forma di consulenze contrattualizzate di R&S.
La dotazione finanziaria del bando è pari a € 13.000.000.
L’intensità di aiuto base per la ricerca industriale è del 65%, 55% e 45% rispettivamente per le micro e piccole imprese, le medie imprese e le grandi imprese. Per lo sviluppo sperimentale è del 40%, 30% e 20% rispettivamente per le micro e piccole imprese, le medie imprese e le grandi impresa. Il contributo è superiore in caso di collaborazione tra imprese.

Le domande per i bandi sulle azioni 1.2. e 1.3 possono essere presentate per via telematica dal 7 giugno 2016 al 28 giugno 2016, con preapertura per la compilazione dal 16 maggio 2016.

Scade il 28-06-2016 alle 17:00

RER: PSR 2014-20 – Bando promozione e informazione su prodotti agroalimentari

agroalimentare-regime-qualitàLa Regione Emilia-Romagna nel biennio 2016-17 mette a disposizione più di 4 milioni di euro per i progetti delle associazioni di agricoltori finalizzati ad attività di informazione e promozione sui mercati interni dei prodotti agroalimentari.

SCADENZA

La presentazione delle domande deve avvenire tra il 14 aprile 2016 e il 24 giugno 2016 ore 13.

OBIETTIVO

Il bando prevede l’erogazione di incentivi per la realizzazione di progetti di informazione e promozione svolti da associazioni di produttori nel mercato interno, relativi ai prodotti rientranti in un regime di qualità (Dop, Igp, Stg, prodotti biologici, denominazioni di origine e indicazioni geografiche nel settore vitivinicolo, QC – Qualità Controllata).

DOTAZIONE FINANZIARIA

La dotazione finanziaria per i progetti del biennio 2016-2017 è di € 4.161.935,73.

BENEFICIARI

Possono accedere al sostegno le associazioni di produttori (non ortofrutticoli), che partecipano ai regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari, di seguito indicate:
a) le organizzazioni di produttori e le loro associazioni
b) le organizzazioni interprofessionali e le loro associazioni
c) i gruppi definiti all’articolo 3, comma 2, del Reg. (UE) n. 1151/2012, compresi i consorzi di tutela delle Dop, Igp o Stg
d) i gruppi di produttori indicati all’articolo 95 del Reg. (UE) n. 1308/2013, compresi i consorzi di tutela delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche dei vini
e) le associazioni di produttori agricoli;
f) le cooperative agricole e loro consorzi;
g) reti di imprese fra i soggetti di cui alla lettere a) e f), gruppi o aggregazioni costituite in ATI o ATS o forme associate dotate di personalità giuridica fra i soggetti di cui alle lettere precedenti.

Ciascun beneficiario può presentare un solo progetto.
E’ ammesso partecipare anche ad un altro progetto purché presentato da un raggruppamento tra quelli indicati alla lettera g) e realizzato in Paesi diversi.

LOCALIZZAZIONE

Il sostegno è relativo ad attività riguardanti i prodotti rientranti nei “Regimi di qualità”, la cui area di produzione ricade in Emilia-Romagna.
Le domande di sostegno possono essere presentate anche da associazioni con sede legale al di fuori del territorio dell’EmiliaRomagna, purché intendano favorire il tessuto economico emiliano-romagnolo e associno almeno il 10% di imprese produttrici con sede in Emilia-Romagna inserite nel corrispondente sistema di controllo del regime di qualità ovvero rappresentino uno quota di produzione ottenuta in Emilia-Romagna pari almeno al 10% della produzione certificata del
corrispondente regime.
Le attività devono essere attuate nel mercato interno dell’Unione europea. Le attività riguardanti il vino non possono tuttavia essere attuate nel mercato nazionale.

ATTIVITÀ AMMISSIBILI

Sono ammissibili al sostegno i progetti di informazione e di promozione che prevedono le seguenti attività:
a) Realizzazione di materiale informativo e promozionale;
b) Realizzazione di seminari informativi con eventuale attività di degustazione guidata;
rivolta, ad un pubblico di consumatori o operatori;
c) Partecipazione a fiere ed esposizioni;
d) Coordinamento, organizzazione ed esecuzione.

SPESE AMMISSIBILI

Sono ammissibili le voci di spesa sotto elencate:

a) Realizzazione di materiale informativo e promozionale
b) Realizzazione di seminari informativi con eventuale attività di degustazione rivolta ad un pubblico di consumatori e operatori
c) Partecipazione a fiere ed esposizioni
d) Coordinamento, organizzazione ed esecuzione del progetto

MASSIMALI DI CONTRIBUTO

I progetti devono avere una dimensione minima di spesa ammissibile di € 30.000 e un importo massimo di spesa ammissibile di € 300.000.
L’intensità del sostegno è fissata al 70% della spesa ammessa.

DURATA

I progetti possono avere una durata massima di 24 mesi a partire dalla data di presentazione della domanda di sostegno.

RIFERIMENTI NORMATIVI

PSR 2014-2020 – MISURA 3 – TIPO DI OPERAZIONE 3.2.01 “ATTIVITÀ DI PROMOZIONE E INFORMAZIONE DA GRUPPI DI PRODUTTORI SUI MERCATI INTERNI” (FOCUS AREA 3A). APPROVAZIONE BANDO UNICO REGIONALE ANNO 2016

Scade il 24-06-2016 alle 13:00

RER: PSR 2014-20 – Bando investimenti agroindustria

investimenti-agroalimentare1Al via il primo bando del Programma di Sviluppo Rurale (PSR) 2014-2020 dell’Emilia-Romagna per sostenere con 60 milioni di euro gli investimenti delle aziende di trasformazione e commercializzazione in campo agroalimentare.

SCADENZE

Le domande potranno essere presentate dal 15 aprile al 7 luglio 2016.

DOTAZIONE FINANZIARIA

A disposizione ci sono risorse per 60 milioni di euro, che verranno ripartite tra i singoli settori/comparti agroalimentari presenti in regione come segue:

SETTORE/RAGGRUPPAMENTO DI SETTORI

Risorse (€)

Lattiero – caseario 10.800.000
Comparto bovini 1.800.000
Comparto suine 12.000.000
Comparto avicoli e uova 2.400.000
Settore ortofrutticoli 13.800.000
Settore vitivinicolo 9.000.000
Settore cerealicolo 4.200.000
Raggruppamento settori oleaproteaginose, foraggere, sementiero 3.000.000
Altri settori (olio d’oliva, ovicaprini-carne e latte, cunicoli, equini. bufalini, miele e derivati, aceto balsamico, vivaismo) 3.000.000

OBIETTIVO

Il tipo di operazione favorisce l’integrazione tra i comparti agricolo e agroindustriale, sostenendo le attività di trasformazione, commercializzazione e sviluppo di nuove produzioni che valorizzano le materie prime agricole e che si basano su una oggettiva innovazione tecnologica del ciclo produttivo. L’obiettivo è rendere le imprese più forti e competitive sui mercati, a partire da quelli extra Ue.

BENEFICIARI

Le imprese localizzate in Emilia-Romagna che svolgono attività di commercializzazione e/o trasformazione di prodotti agricoli di cui all’Allegato I del TFUE sia in entrata che in uscita – esclusi i prodotti della pesca.

Le imprese  devono dimostrare di operare in un contesto di filiera, definito come potenzialità di vendere/collocare le proprie produzioni, garantendo un’adeguata remunerazione per le aziende agricole che cedono la materia prima;
L’attività di commercializzazione e/o trasformazione deve avere ad oggetto materie prime acquistate/conferite per almeno il 51% da soggetti terzi. Per le aziende agricole di base tale percentuale deve essere superiore al 34%.

TIPOLOGIE DI INTERVENTI AMMISSIBILI

  • realizzazione, ristrutturazione, ammodernamento di impianti di condizionamento, trasformazione, commercializzazione dei prodotti della filiera agroindustriale;
  • introduzione di tecnologie innovative finalizzate a rispondere a nuove opportunità di mercato;
  • tecnologie e procedure finalizzate a sviluppare nuovi o maggiori prodotti di qualità o aprire nuovi mercati;
  • impianti e tecnologie funzionali alla razionalizzazione del ciclo produttivo ed alla qualificazione delle produzioni anche sotto l’aspetto della sicurezza alimentare;
  • realizzazione e/o ammodernamento di strutture di raccolta, ricevimento, stoccaggio, condizionamento, cernita, imballaggio;
  • ottenimento di livelli di tutela ambientale e sicurezza del lavoro superiori ai minimi indicati dalla normativa vigente;
  • opere connesse ad ottenere una maggiore efficienza energetica dell’impianto (ammessi solo se comportano un risparmio energetico maggiore o pari al 20% rispetto alla situazione di partenza);
  • installazione, per la sola finalità di autoconsumo, di impianti per il recupero e la distribuzione di energia termica all’interno dell’unità produttiva, ovvero per il recupero del calore prodotto da impianti produttivi

SPESE AMMISSIBILI

Sono ammissibili a sostegno le spese per:

1 – investimenti materiali di tipo immobiliare e mobiliare quali:
– costruzione e ristrutturazione di immobili;
– acquisto di impianti, macchinari ed attrezzature;

2 – Costi relativi a onorari di professionisti/consulenti, studi di fattibilità connessi al progetto presentato nella misura massima del 10% rispetto all’importo complessivo delle precedenti voci.

3 – Investimenti immateriali connessi agli investimenti di cui sopra quali:

  • acquisto di software;
  • creazione e/o implementazione di siti internet;
  • acquisto di brevetti e licenze.

TIPOLOGIA ED ENTITÀ DELL’AGEVOLAZIONE

L’importo dei progetti proposti dovrà essere compreso tra un minimo di euro 250.000 e un massimo di euro 5.000.000 per investimenti attuati in approccio individuale.

I contributi concessi sotto forma di contributo in conto capitale saranno nella misura del 40%.

Un progetto può riguardare uno o più stabilimenti. Non è ammessa la presentazione di più progetti rivolti al medesimo stabilimento.

CRITERI DI PRIORITÀ

I progetti verranno valutati utilizzando i seguenti criteri:

  • Maggiori garanzie oggettive di positiva ricaduta dei benefici dell’investimento sui produttori agricoli di base
  • Garanzie ambientali
  • Certificazioni
  • Vantaggi occupazionali
  • Consolidamento e sviluppo di produzioni di qualità regolamentata (biologico, DOP, IGP)
  • Interventi funzionali a migliorare l’efficienza energetica
  • Innovazione tecnologica del ciclo produttivo
  • Interventi ubicati in area montana svantaggiata

RIFERIMENTI NORMATIVI

Tipo di operazione 4.2.01 – Investimenti rivolti ad imprese agroindustriali in approccio individuale e di sistema

Scade il 7-07-2016 alle 13:00

RER: PSR 2014-20 – Bando investimenti aziende agricole

agriculture-772794_1280Dal 15 aprile 2016 al 15 luglio 2016 in Emilia-Romagna sarà possibile presentare le domande di sostegno per il nuovo bando del PSR 2014-2020 che mette a disposizione 23,5 milioni di euro per investimenti in aziende agricole con approccio individuale o di sistema – Tipo di operazione 4.1.01.

SCADENZE

Le domande potranno essere presentate dal 15 aprile al 15 luglio 2016.

DOTAZIONE FINANZIARIA

Il bando mette a disposizione risorse per 23,5 milioni di euro, ripartiti per settori produttivi:

  • oltre 5,7 milioni di euro per l’ortofrutta;
  • quasi 5,1 milioni per il lattiero-caseario;
  • 4,9 per il cerealicolo, colture industriali, foraggere e le sementi;
  • 2,6 per il comparto avicolo e le uova;
  • 2,3 per le carni suine;
  • 1,4 per il vitivinicolo;
  • oltre 960 mila euro per le carni bovine
  • oltre 550 mila euro per ovicaprini, miele, olio, aceto e vivaismo.

OBIETTIVO

Finanziare l’innovazione in azienda, migliorare i processi produttivi, ridurre l’impatto ambientale delle lavorazioni, migliorare la qualità dei prodotti.

BENEFICIARI

Il bando è  rivolto a tutte le aziende agricole con sede in Emilia-Romagna. Potranno accedere al bando sia le imprese agricole in forma singola, che quelle in forma aggregata quale quella cooperativa, nonché le imprese agricole costituenti “Comunioni a scopo di godimento”.

INTERVENTI  E SPESE AMMESSE

Coloro che presenteranno la domanda di finanziamento, dovranno allegare un Piano di Investimenti (PI) coerente con gli obiettivi del tipo di operazione e comprensivo di tutte le informazioni e gli allegati richiesti dal bando.

Saranno ammissibili al contributo le spese sostenute per investimenti quali costruzione e ristrutturazione di immobili produttivi, miglioramenti fondiari, acquisto di macchinari e attrezzature funzionali al processo innovativo aziendale. Inoltre potranno essere finanziati impianti di lavorazione e trasformazione dei prodotti aziendali, e gli investimenti funzionali alla vendita diretta delle produzioni aziendali.

Infine saranno coperte parte delle spese per investimenti immateriali connessi alle precedenti voci di spesa (onorari di professionisti, consulenti, studi di fattibilità, ecc.), nonché le spese per investimenti immateriali quali l’acquisizione e lo sviluppo di programmi informatici, e l’acquisizione di brevetti e licenze.

PORTATA DEGLI INTERVENTI E TIPOLOGIA AGEVOLAZIONE

La spesa ammissibile, calcolata in base alla dimensione aziendale, consente una modulazione molto ampia degli interventi, da un minimo di 20 mila euro a un massimo di 3,5 milioni di euro. Nel caso di aziende che operano in aree con vincoli naturali o altri vincoli specifici la spesa minima ammissibile scende a 10 mila euro.

I contributi saranno in conto capitale, pari al 50% della spesa ammissibile in caso di giovani agricoltori, aziende agricole di montagna o operanti comunque in zone con particolari vincoli ambientali; del 40% in tutti gli altri casi.

Ogni azienda potrà presentare un solo piano di investimento e gli interventi dovranno essere realizzati di norma entro 12 mesi.

CRITERI DI PRIORITÀ

Tra i criteri di priorità individuati dal bando: gli interventi dedicati all’agricoltura biologica, integrata, ai prodotti Dop e Igp o destinati a migliorare la sicurezza sul lavoro e ad aumentare l’occupazione. Punteggi aggiuntivi anche ai progetti con valenza ambientale (dalla bioedilizia, all’efficientamento energetico), compresi quelli che portano ad una riduzione del consumo di suolo agricolo.

RIFERIMENTI NORMATIVI

Il bando relativo all’operazione 4.1.01 del Psr 2014-2020 “Investimenti in aziende agricole in approccio individuale e di sistema” è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna il 17 marzo.

Scade il 15-07-2016 alle 17:00

Agricoltura: finanziamenti per l’imprenditoria giovanile

giovani-agricoltori-finanziamentiLa riforma del decreto legislativo n. 185-2000 sulle misure in favore della nuova imprenditorialità in agricoltura diventa operativa. Dopo il decreto-legge n. 91-2014 che ha rinnovato la materia, in Gazzetta ufficiale è stato pubblicato il decreto attuativo del 18 gennaio 2016 con i nuovi criteri di accesso alle agevolazioni.

Progetti ammissibili

L’obiettivo dello strumento è sostenere i progetti di sviluppo e consolidamento aziendale nei settori della produzione, trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli nella fase di passaggio delle aziende tra vecchie a nuove generazioni.

I progetti devono essere avviati dopo la data di ammissione alle agevolazioni e devono riguardare:
a. il miglioramento del rendimento e della sostenibilità globale dell’azienda agricola, in particolare mediante una riduzione dei costi di produzione o miglioramento e riconversione della produzioneI progetti devono essere avviati dopo la data di ammissione alle agevolazioni e devono riguardare

b. il miglioramento dell’ambiente naturale, delle condizioni di igiene o del benessere degli animali, purchè non si tratti di investimento realizzato per conformarsi alle norme dell’Unione europea,

c. la realizzazione e il miglioramento delle infrastrutture connesse allo sviluppo, all’adeguamento ed alla modernizzazione dell’agricoltura.

Beneficiari

I finanziamenti possono essere concessi a:

a) microimprese e piccole e medie imprese in qualsiasi forma costituite che subentrino nella conduzione di un’intera azienda agricola, esercitante esclusivamente l’attività agricola da almeno due anni alla data di presentazione della domanda di agevolazione e che presentino progetti per lo sviluppo o il consolidamento dell’azienda oggetto del subentro, attraverso iniziative nei settori della produzione e della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli;

b) microimprese e piccole e medie imprese che presentino progetti per lo sviluppo o il consolidamento di iniziative nei settori della produzione e della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli,attive da almeno due anni alla data di presentazione della domanda di agevolazione.

Nel caso delle PMI di cui alla lettera a), quindi di quelle che subentrano alla conduzione di un’azienda agricola, sono richiesti cinque requisiti:

  1. essere costituite da non più di sei mesi dalla data di presentazione della domanda di ammissione alle agevolazioni;
  2. esercitare esclusivamente l’attività agricola ai sensi dell’articolo 2135 del codice civile;
  3. essere amministrate e condotte da un giovane di età compresa tra i 18 ed i 40 anni non compiuti alla data di spedizione della domanda, in possesso della qualifica di imprenditore agricolo professionale o di coltivatore diretto come risultante dall’iscrizione nella gestione previdenziale agricola alla data di delibera di ammissione alle agevolazioni, ovvero, nel caso di società, essere composte, per oltre la metà numerica dei soci e delle quote di partecipazione, ed amministrate, da giovani imprenditori agricoli di età compresa tra i 18 e i 40 anni non compiuti alla data di spedizione della domanda in possesso della qualifica di imprenditore agricolo professionale o di coltivatore diretto come risultante dall’iscrizione nella gestione previdenziale agricola alla data di delibera di ammissione alle agevolazioni;
  4. essere già subentrate, anche a titolo successorio, da non più di sei mesi alla data di presentazione della domanda, nella conduzione dell’intera azienda agricola, ovvero subentrare entro 3 mesi dalla data della delibera di ammissione alle agevolazioni mediante un atto di cessione d’azienda;
  5. avere sede operativa nel territorio nazionale.

Relativamente alle PMI di cui alla lettera b), invece, è richiesto il possesso dei requisiti di cui ai punti 2, 3 e 5 da almeno due anni.

Agevolazioni

Gli incentivi previsti dal decreto consistono in mutui agevolati a tasso zero, della durata compresa tra cinque e dieci anni, incluso il periodo di preammortamento. L’importo dei finanziamenti non può essere superiore al 75% delle spese ammissibili, che a loro volta non possono superare la soglia massima di 1,5 milioni di euro, IVA esclusa.

Per le iniziative nel settore della produzione agricola primaria il mutuo agevolato ha una durata, comprensiva del periodo di preammortamento, non superiore a quindici anni.

Il finanziamento agevolato deve essere assistito da garanzie per l’intero importo concesso, maggiorato del 20% per accessori e per il rimborso delle spese. Tali garanzie sono acquisibili mediante iscrizione di ipoteca di primo grado sui beni oggetto di finanziamento, o su altri beni del soggetto beneficiario o di terzi, oppure mediantefideiussione bancaria.

Come richiedere i finanziamenti

La nuova modulistica per richiedere le agevolazioni, alla luce del decreto attuativo appena pubblicato in GURI, verrà resa disponibile da ISMEA, l’Istituto di servizi per il mercato agricolo e alimentare, soggetto gestore dell’intervento.

Sulla base delle informazioni contenute nella domanda, ISMEA accerterà la sussistenza dei requisiti e la sostenibilità finanziaria ed economica dell’iniziativa ed entro sei mesi delibererà l’ammissione al finanziamento o il rigetto dell’istanza, dandone comunicazione agli interessati.

Entro sei mesi dalla comunicazione della delibera di ammissione alle agevolazioni, i beneficiari sono tenuti a trasmettere a ISMEA la documentazione necessaria alla stipula del contratto di mutuo agevolato.

Enjoy, it’s from Europe: contributi Ue per promozione prodotti agricoli

ENJOY-ITS-FROM-EUROPEAperti fino al 28 aprile due bandi Ue per la promozione dei prodotti agricoli europei. A disposizione oltre 100 milioni di euro. Si tratta dei primi bandi dopo l’entrata in vigore a fine 2015 del nuovo programma di informazione e promozione dei prodotti agricoli da realizzare negli Stati membri ed extra-Ue.

SCADENZE

Le domande devono essere presentate entro il 28 aprile 2016, ore 17.00 (ora locale di Bruxelles).

OBIETTIVO

Con lo slogan “Enjoy, it’s from Europe”, la nuova politica di promozione, in vigore dal 1° dicembre 2015, intende rafforzare la competitività del settore agricolo europeo, la consapevolezza dei consumatori e il riconoscimento dei regimi di qualità dell’Unione.
I fondi sono a disposizione per cofinanziare progetti pluriennali che promuovano i prodotti agricoli europei non solo all’interno dell’Ue ma anche sui mercati dei Paesi terzi, con percentuali di co-finanziameto differenziate.

DOTAZIONE FINANZIARIA

Le risorse stanziate per i due inviti ammontano a circa 108 milioni di euro, di cui:

  • oltre 93,6 milioni di euro per Programmi semplici
  • 14,3 milioni di euro per Programmi multipli

BENEFICIARI

Possono presentare progetti:

  • Organizzazioni commerciali rappresentative del settore agricolo a livello di Stato membro o a livello europeo e gruppi di produttori e trasformatori che operano nelle indicazioni geografiche protette. Un’organizzazione è considerata rappresentativa: (i) se rappresenta almeno il 50% dei produttori, o il 50% del volume o del valore della produzione nel settore considerato, a livello di Stato membro o di Unione (percentuali più basse possono essere accettate se giustificate); (ii) se si tratta di un’organizzazione intersettoriale riconosciuta dallo Stato membro
  • Organizzazioni di produttori agricoli riconosciute dallo Stato Membro
  • Organismi con funzioni di servizio pubblico incaricati di promuovere i prodotti agricoli

TIPOLOGIA DI PRODOTTI

I programmi di promozione possono riferirsi ai seguenti prodotti:

  • tutti i prodotti elencati nell’Allegato I TFUE, ad eccezione dle tabacco;
  • birra, cioccolato e derivati, pane, pasticceria e altri prodotti da forno, bevande vegetali, pasta, sale, gomme e resine naturali, senape, granturco, cotone
  • bevande alcoliche IGP
  • vino IGP o DOP
  • prodotti ittici se associati a uno più altri prodotti

I programmi possono anche promuovere:

  • i marchi di origine europei: DOP (Denominazione d’Origine Protetta), IGP (Indicazione geografica protetta), STG (Specialità tradizionale garantita)
  • il logo europeo sul metodo di produzione biologico
  • il logo europeo sulle produzione delle regioni ultra-periferiche
  • marchi di origine rilevanti a livello nazionale

Un programma relativo a un marchio di origine può essere illustrato attraverso più prodotti. Nel mercato interno questi prodotti devono rimanere in secondo piano rispetto al messaggio europeo principale.

TIPOLOGIA DI PROGRAMMI

I bandi presentano due opzioni:

1) Programmi semplici

Devono essere realizzati da una o più organizzazioni dello stesso Stato Membro ed essere conformi ad una delle 10 priorità tematiche elencate nel programma di lavoro 2016:
Tema 1 – Rafforzare la consapevolezza e il riconoscimento dei regimi di qualità dell’Unione;
Tema 2 –  Mettere in evidenza le specificità dei metodi di produzione agricola nell’Unione e le caratteristiche dei prodotti agroalimentari europei
Tema 3 –  Latte e prodotti lattiero-caseari, prodotti a base di carne suina o  una combinazione dei due;
Tema 4 – Programmi destinati a uno o più dei seguenti paesi: Cina, Giappone, Corea del Sud o Taiwan;
Tema 5 – Programmi destinati a uno o più dei seguenti paesi: Stati Uniti o Canada;
Tema 6 – Programmi destinati a uno o più paesi dell’America centrale e meridionale o ai Caraibi;
Tema 7 – Programmi destinati a uno o più paesi del Sud-Est asiatico, ossia Brunei, Cambogia, Indonesia, Laos, Malaysia, Myanmar/Birmania, Filippine, Singapore, Thailandia, Timor Leste e Vietnam;
Tema 8 – Programmi destinati a uno o più dei paesi dell’Africa e del Medio Oriente;
Tema 9 – Programmi di informazione e di promozione destinati ad altre zone geografiche;
Tema 10 – Latte e prodotti lattiero-caseari, prodotti a base di carne suina o una combinazione dei due destinati ad un paese terzo.

2) Programmi multipli

Devono essere realizzati da almeno due organizzazioni localizzate in almeno due diversi Stati Membri o da una o più organizzazioni europee e possono essere destinati sia al mercato interno che ai Paesi terzi.

L’obiettivo dei programmi nel mercato interno è rafforzare la consapevolezza e il riconoscimento dei regimi di qualità specifici dell’Unione, evidenziando le specificità dei metodi di produzione agricola dell’Ue (sicurezza alimentare, tracciabilità, autenticità, etichettatura, aspetti nutrizionali e sanitari, benessere degli animali, ecc).

I programmi nei Paesi terzi, invece, intendono potenziare la competitività e il consumo dei prodotti agroalimentari dell’Unione, valorizzandone l’immagine e aumentando la quota di mercato negli Stati extra-Ue.

I fondi per questo tipo di progetti aumenteranno negli anni a venire: da circa 50 milioni nel 2017 a circa 100 milioni fino al 2019.

ATTIVITÀ AMMISSIBILI

Sono finanziabili dal programma attività quali: gestione del progetto, realizzazione di un piano strategico di comunicazione, pubbliche relazioni, comunicazione web e su social media, pubblicità, eventi, promozione dei punti vendita.

Le attività del programma devono essere svolte in prevalenza da un soggetto incaricato dell’implementazione.

ENTITÀ DELL’AGEVOLAZIONE

Le percentuali di co-finanziamento variano da un mimo del 70% a un massimo dell’85% a seconda del programma (semplice o multiplo), del mercato (interno o esterno) e delle difficoltà nella commercializzazione incontrate dal settore agricolo.

DURATA

I programmi finanziati possono avere una durata compresa tra 1 e 3 anni.

MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE

Le domande devono essere inviate tramite portale on-line direttamente alla Commissione europea, che le valuterà entro l’autunno 2016.

RIFERIMENTI NORMATIVI

Regolamento UE 1144/2014
Programma di lavoro 2016

Scade il 28-04-2016 alle 17:00

Agroalimentare: una convenzione Mipaaf-ICE per promuovere il Made in Italy

agrifood-made-in-italyRegistrata alla Corte dei Conti la convenzione tra il Ministero delle Politiche agricole e l’ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane per la gestione del Fondo da 6 milioni di euro dedicato all’agroalimentare Made in Italy. Usa e Canada saranno i mercati target dei primi interventi.

Promozione dell’agrifood Made in Italy

Il decreto-legge n. 133-2014, più noto come Sblocca Italia, aveva previsto un Piano per la promozione del Made in Italy e l’attrazione degli investimenti esteri, poi adottato nel marzo 2015 con decreto dei Ministeri degli Esteri, dello Sviluppo economico e delle Politiche agricole.
Per l’attuazione del Piano in ambito agroalimentare, la legge di Stabilità 2015 ha istituito un Fondo con una dotazione iniziale di 6 milioni di euro, così distribuiti:

  • 3 milioni di euro per la valorizzazione delle produzioni di eccellenza e la tutela all’estero dei marchi e delle certificazioni di qualità e di origine delle imprese e dei prodotti
  • un milione di euro per il sostegno alla penetrazione dei prodotti italiani nei diversi mercati
  • un milione di euro per la realizzazione di un segno distintivo unico per le iniziative di promozione all’estero delle produzioni agroalimentari italiane
  • un milione di euro per la realizzazione di campagne di promozione strategica nei mercati più rilevanti e per il contrasto al fenomeno dell’Italian Sounding.

La realizzazione degli interventi per migliorare l’export dei prodotti agroalimentari italiani e proteggerli dalla contraffazione è stata affidata all’ICE, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane attraverso una convenzione con il Mipaaf valida fino al 30 giugno 2017

Il programma degli interventi

Il primo intervento mira a diffondere l’agrifood italiano negli Stati Uniti e prevede azioni nei punti vendita, maggiore presenza sulle piattaforme di e-commerce, degustazioni e altre attività di valorizzazione delle Dop e Igp.
I dettagli per quanto riguarda gli eventi di degustazione non sono ancora stati definiti, ma la realizzazione è prevista tra ottobre 2016 e giugno 2017, mentre tra maggio e novembre di quest’anno l’ICE organizzerà workshop, incontri B2B e missioni di incoming di giornalisti e buyer, che potranno anche coincidere con manifestazioni fieristiche.

A questo progetto si aggiunge un piano dedicato al mercato del Canada, che coinvolgerà le principali città, da Montreal a Vancouver.
Gli obiettivi riguardano soprattutto la valorizzazione delle produzioni italiane di eccellenza e il consolidamento della presenza dell’agrifood Made in Italy nella grande distribuzione organizzata e nella ristorazione.
Anche in questo caso sono previsti incontri B2B e attività di networking, in particolare in occasione della fiera CIBUS di Parma e del Sana di Bologna 2016.

Mipaaf e Intesa San Paolo sostengono il credito per l’agroalimentare

Sei miliardi in tre anni per l’agroalimentare

Il protocollo prevede l’attivazione di un plafond, del valore di 6 miliardi di euro per un triennio, per la concessione di finanziamenti a sostegno di singole aziende e filiere produttive. L’obiettivo è mobilitar einvestimenti per 10 miliardi di euro.

Si tratta di “un’iniezione di liquidità e fiducia che può contribuire al raggiungimento di obiettivi concreti come l’aumento degli occupati, la crescita dell’internazionalizzazione, il supporto agli investimenti soprattutto sul fronte dell’innovazione e per il ricambio generazionale”, ha commentato Martina a margine della firma.

Nei prossimi mesi, ha anticipato il ministro, il Governo punta a portare avanti la strategia di specializzazione del credito agrario attraverso accordi con altri istituti.

Priorità a zootecnia e lattiero caseario

Le priorità di investimento, si legge in una nota del Mipaaf, riguardano i progetti di internazionalizzazione, per l’innovazione tecnologica, l’avvio di start up, la digitalizzazione e l’e-commerce.

I primi interventi riguarderanno le filiere zootecnica e lattiero casearia, due comparti particolarmente in difficoltà, anche a causa dell’embargo russo sull’agrifood europeo.

Consulenza alle imprese agricole

Un team centrale e una rete di specialisti territoriali di Intesa Sanpaolo, in collaborazione con il Ministero, con gli enti locali e con le associazioni del settore garantiranno supporto finanziario e consulenziale alle imprese agricole.

In questo modo si punta a facilitare l’individuazione degli strumenti finanziari più adeguati da parte delle aziende, a semplificare le procedure per l’accesso al credito e a ridurre i tempi per l’erogazione dei finanziamenti.

Inoltre, Intesa San Paolo metterà a disposizione servizi finanziari ad hoc per le esigenze dell’attività agroalimentare.

Infine, il Protocollo prevede il potenziamento degli strumenti di garanzia e istituisce un programma formativo dedicato agli imprenditori agricoli.