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Garanzia Giovani: Fondo SELFIEmployment

autoimpiego-giovane-donnaFondo rotativo per l’accesso al credito agevolato a sostegno degli iscritti a Garanzia Giovani che avvieranno iniziative di autoimpiego ed auto imprenditorialità. Erogherà prestiti a tasso zero per importi variabili da 5 mila a 50 mila Euro.

SCADENZA

La domanda e il relativo business plan possono essere inviati dal 1° marzo 2016 alle 12.00 esclusivamente online, attraverso la piattaforma informatica di Invitalia. Le domande vengono valutate da Invitalia in base all’ordine cronologico di presentazione, fino ad esaurimento dei fondi, senza scadenze o graduatorie.

DOTAZIONE FINANZIARIA

La dotazione iniziale è pari a 114,6 milioni di euro. Il Fondo è uno strumento finanziario rotativo e, grazie alle restituzioni dei prestiti concessi, sarà utilizzabile per l’intero periodo di Programmazione 2014-2020,

OBIETTIVO

Il Fondo Rotativo Nazionale SELFIEmplyment, promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, permette gli iscritti al programma “Garanzia Giovani” di presentare domanda di finanziamento per la concessione di prestiti agevolati finalizzati all’avvio di nuove iniziative imprenditoriali.

BENEFICIARI

SELFIEmployment è rivolto ai giovani che:

  • hanno tra i 18 e i 29 anni
  • sono Neet (Not in education, employment or training), cioè non hanno un lavoro e non sono impegnati in percorsi di studio o di formazione professionale
  • sono iscritti al programma Garanzia Giovani e hanno concluso l’accompagnamento allo startup di impresa

FORME SOCIETARIE AMMESSE

I giovani possono avviare iniziative di autoimpiego e di autoimprenditorialità presentando la domanda nelle seguenti forme:

1. Imprese individuali, società di persone, società cooperative composte massimo da 9 soci. Sono ammesse le società:

  • costituite da non più di 12 mesi rispetto alla data di presentazione della domanda, purché inattive
  • non ancora costituite, a condizione che vengano costituite entro 60 giorni dall’eventuale ammissione alle agevolazioni

2. Associazioni professionali e società tra professionisti costituite da non più di 12 mesi rispetto alla data di presentazione della domanda, purché inattive.

PROGETTI AMMISSIBILI

Possono essere finanziate le iniziative in tutti i settori della produzione di beni, fornitura di servizi e commercio, anche in forma di franchising, come ad esempio:

  • turismo (alloggio, ristorazione, servizi) e servizi culturali e ricreativi
  • servizi alla persona
  • servizi per l’ambiente
  • servizi ICT (servizi multimediali, informazione e comunicazione)
  • risparmio energetico ed energie rinnovabili
  • servizi alle imprese
  • manifatturiere e artigiane
  • commercio al dettaglio e all’ingrosso
  • trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, ad eccezione dei casi di cui all’articolo 1.1, lett. c), punti i) e ii) del Reg. UE n. 1407/2013;

Sono esclusi i settori della pesca e dell’acquacultura, della produzione primaria in agricoltura e,  in generale, i settori esclusi dall’articolo 1 del Regolamento UE 1407/2013.

FORMA ED ENTITÀ DELL’AGEVOLAZIONE

SELFIEmployment è valido in tutta Italia e finanzia, nel rispetto del regolamento de minimis, progetti che prevedono spese per almeno 5.000 euro, fino a un massimo di 50.000 euro.

I finanziamenti:

  • sono a tasso zero
  • coprono fino al 100% delle spese
  • non richiedono garanzie personali
  • devono essere restituiti in 7 anni

Sono previste tre tipologie di finanziamento, con diverse modalità di erogazione dei contributi:

  • microcredito per spese tra 5.000 e 25.000 euro
  • microcredito esteso per spese tra 25.000 e 35.000 euro
  • piccoli prestiti per spese tra 35.000 e 50.000 euro

DURATA

Chi ottiene le agevolazioni deve impegnarsi a realizzare gli investimenti entro 18 mesi dal perfezionamento del provvedimento di ammissione.

MODALITÀ

La gestione della misura è affidata ad Invitalia che provvederà all’istruttoria dei business plan, all’erogazione del credito agevolato, alla gestione, controllo e monitoraggio della misura. L’Agenzia renderà inoltre disponibili servizi di tutoraggio per le nuove iniziative ammesse al finanziamento.

IL PROGRAMMA “GARANZIA GIOVANI”

Il Fondo nasce nell’ambito della policy prevista dal Programma Garanzia Giovani. In tale contesto, l’accesso al credito agevolato, fornito dal Fondo, costituisce l’importante complemento delle attività di supporto all’avvio di impresa e allo start-up, che sono state già avviate dalle regioni: al termine del percorso formativo e di accompagnamento, i giovani sono affiancati nella predisposizione del business plan per l’avvio di un’attività imprenditoriale.
L’accordo di finanziamento stipulato con Invitalia permette la costituzione del fondo per l’erogazione del credito, con una dotazione complessiva attualmente pari a 124 milioni di Euro, conferiti dal Ministero (50 milioni) e dalle Regioni Veneto, Emilia-Romagna, Lazio, Molise, Basilicata, Calabria, Sicilia.

RIFERIMENTI NORMATIVI

CCIAA Reggio Emilia: sostegno alle imprese anche nel 2016

La Camera di Commercio di Reggio Emilia ha deciso di stanziare 3 milioni di euro anche per il 2016 a favore del tessuto imprenditoriale reggiano, suddivisi in cinque bandi.

Uno è già aperto e terminerà il 26 febbraio prossimo, relativo alla partecipazione alle fiere internazionali che si svolgeranno nel corso di tutto il 2016 (finanziato con 700mila euro).
Il secondo riguarda programmi di ricerca e sviluppo (RS16) e sarà finanziato con 500mila euro in favore di progetti innovativi dei cicli produttivi, con particolare attenzione ai “processi puliti”.

Altri 250mila euro sono a disposizione degli aspiranti imprenditori e delle nuove imprese iscritte dal primo febbraio 2016, mentre le PMI e i consorzi d’impresa che partecipano a programmi europei e al piano operativo regionale 2014-2020 della Regione Emilia Romagna possono rientrare dei costi di progettazione grazie al contributo camerale.
La voce economica più importante  riguarda infine il tema dell’innovazione tecnologica e dell’automazione (finanziato con 1,5 mln), dove trovano spazi investimenti anche sulla sicurezza.

Il programma 2016 per lo sviluppo e la competitività delle imprese è riassunto nella seguente serie di interventi:
Ambito di intervento Dotazione finanziaria (euro) % contributo sul totale investimento Apertura bandi
Bando fiere internazionali 2016 (FEST16) 700.000 30% fino ad un massimo di:
– 3.000/6.000 impresa singola fiera in Italia/Fiera estero;
– 4.000/8.000 impresa aggregata fiera in Italia/Fiera estero
– 6.000/12.000 Consorzio fiera in Italia/ fiera estero
dal 29 gennaio 2016 al 26 febbraio 2016
Programmi di ricerca e sviluppo (RS16) 500.000 50% fino ad un massimo di 50.000 euro (60% per imprese femminili e/o giovanili) dal 1 giugno 2016 al 30 luglio 2016
Nuove imprese (START16) 250.000 50% fino ad un massimo di 10.000 euro (60% per imprese giovanili o femminili; 65% se giovanili e femminili) dal 1 marzo 2016 al 16 maggio 2016
Programmi europei e Regione Emilia-Romagna (PEU16) 50.000 40% fino ad un massimo di 10.000 euro (50% se giovanile e/o femminile) dal 14 marzo 2016 al 30 novembre 2016
Innovazione (PBS16) 1.500.000 40% fino ad un massimo di 15.000 euro (50% per femminili e/o giovanili) dal 7 marzo 2016 all’8 aprile 2016
TOTALE 3.000.000
Credito alle imprese – Anno 2016

Ambito di intervento Dotazione finanziaria
(euro)
Abbattimento tassi di interesse
Accesso al credito 500.000 Percentuali  abbattimento definite secondo la tipologia di intervento finanziato

Scade il 30-11-2016 alle 17:00

Via al bando Adrion: 33 mln per la cooperazione adriatico-ionica

Progetti per l’area adriatico-ionica entro il 25 marzo su tre assi prioritari

interreg_ADRIONOltre 33 milioni di euro a disposizione di istituzioni pubbliche e di privati per presentare progetti per sostenere l’innovazione, per la valorizzazione dei beni naturali e culturali e per realizzare servizi integrati di trasporto e di mobilità nell’area adriatico-ionico.
Si è aperto il 1 febbraio il primo bando di Adrion, il Programma di Cooperazione Territoriale Europea di cui la Regione Emilia-Romagna è Autorità di Gestione per conto della Commissione Europea.

Istituito nel quadro dell’obbiettivo cooperazione territoriale europea, Adrion vede coinvolti quattro stati membri dell’Unione europea (Croazia, Grecia Slovenia Italia) e quattro stati non ancora membri dell’Unione Europea (Albania, Bosnia-Erzegovina,  Montenegro e Serbia. Candidati ammissibili alla presentazione di progetti sono tutti gli enti e le organizzazioni dotate di personalità giuridica, con sede in una nazione inclusa nell’area di programma. Ogni progetto deve coinvolgere almeno tre partner finanziari provenienti da tre diversi paesi della zona del programma, mentre capofila deve essere  un partner ubicato in uno Stato membro dell’Unione Europea.

Il bando

Questo primo bando è aperto a tre assi prioritari del Programma. Il primo, Regione Innovativa e intelligente ha l’obiettivo di sostenere lo sviluppo di un sistema regionale dell’innovazione per l’area adriatico-ionica. Il secondo, Regione sostenibile mira a  promuovere la valorizzazione e la conservazione dei beni naturali e culturali come asset di crescita sostenibile nell’area e a rafforzare la capacità di affrontare a livello transnazionale la vulnerabilità ambientale.
Regione connessa, il terzo asse prioritario, ha lo scopo di  migliorare la capacità per i servizi integrati di trasporto e di mobilità e multimodalità.  Ogni proposta di progetto dovrà concentrarsi su un solo asse prioritario ed obiettivo specifico di programma. Gli assi del Programma ADRION sono allineati con i pilastri della strategia macroregionale Adriatico Ionica EUSAIR.

Il bando rimarrà aperto fino al 25 Marzo 2016. Le proposte di progetto devono essere presentate in lingua inglese e solo attraverso il sistema informativo web-based di monitoraggio (e-MS) che sarà disponibile sul sito www.interregadrion.eu . Allo stesso sito si possono trovare le regole generali per la presentazione dei progetti,  nella serie di documenti allegati al bando, disponibili per il download. I capofila di progetto dovranno registrarsi sul sistema di e-MS e saranno loro i responsabili della presentazione per via informatica del progetto.

La dimensione finanziaria dei progetti presentati dovrà attestarsi tra gli 800 mila euro e i 1.500.000 euro. I progetti avranno un tasso di cofinanziamento comunitario pari all’85% dei costi ammissibili. La quota di spesa del 15% non coperta dai fondi FESR o IPAII verrà garantito da fonti di cofinanziamento nazionali. La durata massima dei progetti non dovrà essere superiore a 24 mesi, a partire dalla firma del contratto di sovvenzione. I progetti saranno valutati dal Segretariato Tecnico con il supporto dei punti di contatto nazionali per la valutazione di ammissibilità dei partner, ed esperti esterni sotto il coordinamento dall’Autorità di Gestione.

Cofinanziato dall’Unione europea con il Fondo europeo di sviluppo regionale-FESR, il Programma di cooperazione Adrion ha una disponibilità finanziaria complessiva di 83,467 milioni di euro, a cui si aggiungono  15,7 milioni di fondi IPA (strumento finanziario per i Paesi in Pre-Adesione) con un tasso di cofinanziamento fino all’85% a cui, per i soggetti pubblici italiani va aggiunta la possibilità di richiedere il 15% al fondo di rotazione nazionale. In questo primo bando il programma ADRION assegnerà 33.149.023,20 milioni di euro, equivalente al 40% delle risorse totali del programma.

Fonte: Regione Emilia-Romagna

Piemonte: Fondo PMI per la competitività dei sistemi produttivi

arrows-762190_1920Bando per l’accesso al Fondo Pmi destinato al sostegno di progetti ed investimenti per l’innovazione, la sostenibilità ambientale, l’efficienza energetica e la sicurezza nei luoghi di lavoro realizzati da Micro, Piccole e Medie Imprese.

SCADENZE

Il bando è aperto a sportello, le domande devono essere inviate  a partire dalle ore 9.00 del 01/02/2016.

OBIETTIVO

Il Fondo PMI, che ha natura revolving, ha come obiettivo quello di sostenere programmi organici di investimento delle Micro, Piccole e Medie imprese (MPMI) finalizzati ad introdurre innovazioni nel processo produttivo per trasformarlo radicalmente al fine di adeguarlo alla produzione di nuovi prodotti, diversificare la produzione o per rendere il processo comunque più efficiente dal punto di vista energetico, ambientale, dell’uso di acqua e materie prime, produttivo e della sicurezza.

DOTAZIONE FINANZIARIA

Fondo con disponibilità pari a 60 M€.

BENEFICIARI

Micro, piccole e medie imprese (MPMI).

ATTIVITÀ AMMISSIBILI

I progetti dovranno e riguardare l’acquisizione di attivi materiali e/o immateriali finalizzati alla diversificazione della produzione di uno stabilimento mediante prodotti nuovi aggiuntivi o mediante la trasformazione radicale del processo produttivo complessivo.

PORTATA PROGETTO E TIPOLOGIA DI AIUTO

I progetti dovranno avere un ammontare minimo di investimento pari € 50.000 per le micro e piccole imprese e pari a € 250.000 per le medie imprese.

L’aiuto consiste nella concessione di un prestito (in parte con fondi POR FESR a tasso zero, normalmente per il 50% delle spese ammissibili,  in parte con fondi bancari) a copertura del 100% delle spese di investimento ammesse, IVA esclusa, restituibile in rate trimestrali.

La disponibilità della banca selezionata a co-finanziare l’investimento è condizione necessaria per presentare domanda.

DURATA

I progetti finanziabili devono concludersi nell’arco di 12 mesi.

SPESE AMMISSIBILI

A titolo esemplificativo le tipologie di spesa ammissibili saranno l’acquisto di impianti, macchinari e attrezzature nuovi di fabbrica (inclusi eventuali software strumentali al progetto di innovazione) ed entro certi limiti anche servizi di consulenza, licenze, brevetti, know-how o di conoscenze tecniche non brevettate strettamente afferenti la realizzazione del progetto.

Il bando garantisce premialità ai progetti che comportino anche dei miglioramenti in tema di sicurezza sui luoghi di lavoro, un miglioramento delle prestazioni ambientali  e dell’efficienza energetica del ciclo produttivo.

NORMATIVA DI RIFERIMENTO

Por Fesr 2014/2020 – Obiettivo tematico III – Competitività dei sistemi produttivi Azione III.3c.1.1

Dgr n. n. 20-2557 del 09/12/2015 che approva la scheda tecnica di misura e istituisce il Fondo Pmi

RER: L.R. 14/2014 – Promozione Accordi regionali di insediamento e sviluppo

industriaIn Emilia-Romagna 25 milioni di euro per gli Accordi regionali di insediamento e sviluppo: programmi di investimento delle imprese, già localizzate in regione o che intendono insediarvisi, di interesse regionale e ad elevato valore strategico, tali da accrescere la capacità competitiva delle filiere e del sistema produttivo regionale e la loro capacità innovativa, di produrre significativi effetti occupazionali e positive ricadute sul territorio in termini di impatto economico, di sostenibilità ambientale e sociale.

SCADENZE

Fase 1: domande dal 15 marzo al 15 maggio 2016

DOTAZIONE FINANZIARIA

Le risorse disponibili sono pari a 25.000.000 di euro.

OBIETTIVO

Il bando, dando attuazione alla legge regionale n. 14 del 18 luglio 2014, “Promozione degli investimenti in Emilia-Romagna”, è finalizzato a promuovere gli Accordi regionali di insediamento e sviluppo in regione, ovvero a sostenere programmi di investimento che rispondano agli obiettivi di interesse regionale, di elevato valore strategico, tali da accrescere la capacità competitiva delle filiere e del sistema produttivo regionale e la loro capacità innovativa, di produrre significativi effetti occupazionali diretti e indiretti, a livello quantitativo e qualitativo, nonché positive ricadute sul territorio in termini di impatto economico, di sostenibilità ambientale e sociale.

TIPOLOGIE DI PROGRAMMA DI INVESTIMENTO

L’Accordo regionale di insediamento e sviluppo ha per oggetto la realizzazione, su iniziativa di una o più imprese, di una tra le seguenti tipologie di programma (non ancora avviate alla data di proposta di domanda):

a. Programma di investimento e sviluppo industriale o di servizi di interesse regionale con un impatto occupazionale aggiuntivo, rispetto agli occupati dell’impresa e dell’eventuale gruppo industriale di appartenenza, in Emilia Romagna di almeno 150 addetti;

b. Programma di investimento ad alto valore strategico per gli impatti sulle filiere esistenti o per lo sviluppo delle filiere innovative di specializzazione. Per alto valore strategico si intende un Programma di investimento con un impatto occupazionale aggiuntivo, rispetto agli occupati dell’impresa e dell’eventuale gruppo industriale di appartenenza, in Emilia Romagna di almeno 50 addetti, di cui almeno il 40% laureati, da una significativa innovatività con riferimento a tecnologie abilitanti e digitali, da provata capacità di interconnessione con il sistema produttivo e di servizi regionale;

c. Programma di investimento per la creazione di Centri di ricerca e sviluppo e innovazione con impatto occupazionale aggiuntivo, rispetto agli occupati dell’impresa e dell’eventuale gruppo industriale di appartenenza, in Emilia Romagna di almeno 20 addetti laureati.

d. Programma di riconversione produttiva, da parte di imprese con un numero di addetti pari a un minimo di 100 unità, che preveda un impatto occupazionale aggiuntivo uguale o superiore al 10% rispetto a quello iniziale dell’impresa interessata, da raggiungere entro il termine di conclusione del programma. Inoltre, deve includere interventi in ricerca e innovazione a sostegno del programma di riconversione con un minimo di 5 addetti dedicati (inclusi nel calcolo dell’incremento occupazionale). Il Programma deve essere corredato da un accordo sindacale che riporta, tra l’altro, il piano occupazionale sia prima che dopo l’intervento.

BENEFICIARI

Possono presentare domanda di accesso all’Accordo regionale
1) imprese che esercitano attività diretta alla produzione di beni e di servizi con almeno già tre bilanci approvati:
– non ancora attive in Emilia-Romagna ma che intendono investire sul territorio regionale
– già presenti con almeno una unità locale in Emilia-Romagna
2) aggregazioni di imprese costituite in forma consortile prima della presentazione della domanda.

CONTENUTI DEL PROGRAMMA DI INVESTIMENTO

La descrizione del Programma dovrà fornire tutte le informazioni riferite alle opere infrastrutturali funzionali e ritenute necessarie e allo stato dell’iter delle autorizzazioni e degli atti amministrativi connessi alla sua realizzazione. Dovrà inoltre contenere schede sintetiche dei singoli progetti per i quali viene chiesto il contributo, che potranno essere:
A. Progetti di ricerca e sviluppo
Interventi ammissibili: interventi di ricerca e sviluppo per introdurre sul mercato nuovi prodotti o servizi, o adottare nuove tecnologie produttive che prevedano nuovi investimenti e ampliamenti produttivi sul territorio regionale.
Costi ammissibili minimi: 750.000 euro

B. Progetti di innovazione (solo per le PMI)
Interventi ammissibili:innovazioni di prodotto e di processo previsti dal programma di investimento

C. Investimenti produttivi (solo nelle aree assistite e per le PMI)
Interventi ammissibili: a) costi per investimenti in attivi materiali e/o immateriali per installare un nuovo stabilimento, ampliamento di uno stabilimento esistente, diversificazione della produzione di uno stabilimento mediante prodotti nuovi aggiuntivi o trasformazione radicale del processo produttivo complessivo. b) acquisizione di attivi di un’unità produttiva per dar luogo ad una nuova attività non in continuità con l’impresa precedente, capace di ampliare e/o diversificare la produzione mediante prodotti e/o processi nuovi.

D. Acquisto di servizi di consulenza (solo per le PMI)
Interventi ammissibili: costi di consulenza che non rientrano fra le altre spese ammissibili del Bando e che sono necessari all’avvio e/o alla realizzazione del programma di investimento.

E. Investimenti per la tutela dell’ambiente e il risparmio energetico
Interventi ammissibili: misure di efficienza energetica;cogenerazione ad alto rendimento; produzione di energia da fonti rinnovabili; teleriscaldamento e teleraffreddamento efficienti sotto il profilo energetico; riciclaggio e il riutilizzo dei rifiuti.

F. Realizzazione di laboratori di ricerca
Interventi ammissibili: investimenti materiali ed immateriali connessi alla realizzazione di un’infrastruttura di ricerca che svolge esclusivamente attività economiche a condizione che l’accesso all’infrastruttura sia aperto a più utenti e concesso in modo trasparente e non discriminatorio. Le imprese che hanno finanziato almeno il 10% dei costi di investimento dell’infrastruttura possono godere di un accesso preferenziale.

G. Progetti di formazione e assunzione di lavoratori appartenenti a categorie svantaggiate
Interventi ammissibili: prima formazione, riqualificazione dei lavoratori, aggiornamento dei lavoratori realizzati direttamente dall’impresa o attraverso un ente di formazione professionale accreditato. Assunzioni a T.I. riguardanti i lavoratori svantaggiati e i lavoratori disabili.

SPESE AMMISSIBILI E INTENSITÀ DI AIUTO

Per ogni tipologia di aiuto sono previste spese ammissibili differenti e variano anche l’intensità e l’entità massima del contributo, come riportato nelle schede allegate:

REGIME DI AIUTO

Gli aiuti di stato previsti dal presente bando sono concessi ai sensi e nei limiti di quanto stabilito nel Regolamento (UE) 651/2014 (GBER), che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili con il mercato interno in applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato.
Nel caso di beneficiari non rientranti nella definizione di PMI e ove la categoria di aiuti del GBER sia rivolta alle sole PMI, gli aiuti sono concessi ai sensi e nel rispetto del Regolamento (UE) N.1407/2013 relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea agli aiuti “de minimis”.

DURATA

Non supera di norma i 36 mesi dalla data della determinazione di concessione delle agevolazioni.

PROCEDURA DI SELEZIONE DEGLI INTERVENTI

La selezione sarà di tipo valutativo in due fasi:

  • Fase 1: Valutazione della strategicità del programma di investimento, dell’impatto regionale sull’occupazione e sulla competitività, della coerenza e qualità dei progetti previsti, della compatibilità rispetto alle strategie di sviluppo locali e regionale;
  • Fase 2 – Valutazione, per i soli programmi di investimento che hanno superato la prima fase, dei singoli progetti di dettaglio.

Sono considerate prioritarie le proposte dei soggetti sottoscrittori di Accordi di Programma fra la Regione Emilia-Romagna ed il Mise nell’ambito dei Contratti di Sviluppo.

RIFERIMENTO NORMATIVO

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE 18 GENNAIO 2016, N. 31 – BANDO IN ATTUAZIONE DELL’ART. 6 LR 14/2014 – ACCORDI REGIONALI DI INSEDIAMENTO E SVILUPPO DELLE IMPRESE

Scade il 15-05-2016 alle 17:00

RER: Promozione dell’export per imprese non esportatrici 2016

singapore-river-255116_1920Rafforzare le capacità organizzative e manageriali delle PMI emiliano-romagnole non esportatrici abituali: questo l’obiettivo della misura, per renderle capaci di affrontare i mercati internazionali, contribuendo a diversificare i mercati di sbocco e a rafforzare la competitività del sistema produttivo regionale.

SCADENZE

La domanda può  essere presentata dalle ore 10.00 del 15 marzo 2016 fino alle ore 16.00 del 30 settembre 2016, con modalità di accesso a sportello fino ad esaurimento delle risorse disponibili.

OBIETTIVO

Accrescere il numero delle imprese esportatrici e attraverso queste la quota di prodotti e servizi esportati. Questo obiettivo è perseguito mettendo a disposizione delle imprese risorse per progetti pluriennali in grado di produrre mutamenti strutturali nell’azienda.
Gli elementi cruciali sono la creazione delle condizioni interne per la pianificazione, l’avvio e il consolidamento di percorsi di internazionalizzazione di medio periodo.
In coerenza con la Strategia Regione di Specializzazione Intelligente (S3) adottata dalla Regione per l’attuazione delle misure del POR FESR 2014-2020, i settori ammissibili al bando sono stati selezionati fra i settori prioritari di tale Strategia.

DOTAZIONE FINANZIARIA

Le risorse destinate a questo bando sono pari a euro 10.326.327,25.

BENEFICIARI

Possono partecipare al bando le imprese di micro, piccola e media dimensione non esportatrici o esportatrici non abituali, con sede o unità operativa in Regione Emilia-Romagna anche costituite in reti formali (alla data domanda ex L. 33/2009) non associate o collegate con le seguenti caratteristiche:

  • attive da almeno due anni
  • fatturato minimo di € 700.000 come desunto dall’ultimo bilancio
  • esercizio di attività industriale di produzione di beni e servizi
  • attività economica svolta ammissibile secondo ATECO 2007 indicati nell’APPENDICE 1 del bando

Sono imprese non esportatrici quelle che negli ultimi due anni non hanno svolto operazioni di vendita diretta di propri prodotti o servizi all’estero; sono imprese esportatrici non abituali quelle che negli ultimi due anni hanno svolto operazioni di vendita diretta di propri prodotti o servizi all’estero per meno del 10% del proprio fatturato complessivo ovvero che non hanno esportato in uno degli ultimi due anni di attività.

INTERVENTI AMMISSIBILI

Il bando supporta progetti finalizzati a realizzare un percorso strutturato, nell’arco di massimo due annualità, costruito a partire da un piano export dettagliato (già redatto o da realizzare entro i primi sei mesi dalla data di approvazione della domanda), su un massimo di due paesi esteri scelti dall’impresa.
I progetti devono prevedere le seguenti attività:
1. Servizi di consulenza prestati da consulenti esterni finalizzati a:
– Valutare e sviluppare le capacità e potenzialità dell’impresa per affrontare un percorso di internazionalizzazione, anche predisponendo un piano export;
– Valutare la fattibilità di azioni di internazionalizzazione su determinati mercati, inclusi gli studi di settore (purché strettamente mirati alla produzione dell’impresa richiedente);
– Contribuire alla realizzazione di un percorso di internazionalizzazione, e a rafforzare l’organizzazione dell’impresa;
– Ricercare potenziali clienti o distributori in particolare sui mercati esteri e assistere l’impresa nella realizzazione di incontri d’affari;
– Sviluppare un sito internet aziendale in lingua estera e alla sua pubblicizzazione tramite internet.

2. Temporary export manager (TEM): servizi prestati da consulenti (non dipendenti dall’impresa o non prestati da soci della medesima impresa o da società ad essa collegate o associate; sono ammesse anche le collaborazioni a progetto) finalizzati a pianificare o successivamente gestire il percorso di internazionalizzazione oggetto del progetto presentato dall’impresa al presente bando e a favorire l’accrescimento delle capacità manageriali dell’impresa nel settore dell’internazionalizzazione;

3. Certificazioni per l’export: consulenze esterne finalizzate a ottenere le certificazioni di prodotto o aziendali necessarie all’esportazione sui mercati internazionali indicati dal progetto o individuati nel corso del suo svolgimento;

4. Partecipazione a fiere internazionali: come espositori in un massimo di 2 fiere di qualifica internazionale o nazionale svolte all’estero.

DURATA

I costi devono riferirsi ad attività avviate dopo la data di concessione del contributo (data di inizio del progetto) e i progetti dovranno essere conclusi entro 18 mesi dalla data di concessione del contributo.

PORTATA DEL PROGETTO E INTENSITÀ DI AIUTO

Il costo del progetto dovrà essere di minimo 50.000 Euro.
Il contributo regionale sarà concesso a fondo perduto nella misura massima del 50% delle spese ammissibili e non potrà comunque superare il valore di Euro 100.000.
Per le reti di impresa il contributo massimo concedibile è di Euro 100.000 per ogni impresa della Rete, fino a un massimo di Euro 400.000,00 per progetto.
Il contributo massimo viene aumentato a Euro 110.000,00, in fase di concessione, a condizione che l’impresa beneficiaria si impegni ad aumentare l’occupazione complessiva in un numero minimo proporzionale al numero di occupati a T.I. nell’impresa alla data di presentazione della domanda.

MODALITÀ DI SELEZIONE DEI PROGETTI

La procedura di selezione dei progetti proposti sarà a sportello fino ad esaurimento delle risorse disponibili. I progetti che avranno superato la fase di verifica dell’ammissibilità saranno valutati entro 60 giorni dalla presentazione della domanda sotto il profilo della qualità tecnica del progetto, considerando come priorità addizionali ai fini della graduatoria:
– rilevanza della componente femminile e giovanile in termini di partecipazione societaria e/o finanziaria
– possesso del rating di legalità
– ricaduta aggiuntiva in termini di occupazione

RIFERIMENTI NORMATIVI

D.G.R. n. 18 del 8 gennaio 2016 – POR FESR 2014-2020 – ASSE 3 “COMPETITIVITÀ ED ATTRATTIVITÀ DEL SISTEMA PRODUTTIVO”, AZIONE. 3.4.1. APPROVAZIONE “BANDO PER PROGETTI DI PROMOZIONE DELL’EXPORT PER IMPRESE NON ESPORTATRICI – 2016”

Delibera n.1027 del 4 luglio 2016 – Aggiunta, ai settori ammessi a contributo, di alcune divisioni della sezione ATECO: G – commercio all’ingrosso e al dettaglio; L- attività immobiliari; N-noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporti alle imprese; R- attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento.

Cosa è il Credito di imposta in R&S?

credito-di-imposta-r&s-2015-19E’ una misura adottata dal Ministero dello Sviluppo Economico per agevolare tutte le imprese che effettuano investimenti in Ricerca e Sviluppo. Il credito è attivo sugli investimenti realizzati nei periodi di imposta 2015 – 2019.

Si potranno detrarre dalle tasse il 50% dei costi incrementali, rispetto alla media degli stessi costi sostenuti nel triennio 2012-2014, sostenuti per attività di R&S relativi al personale altamente qualificato ed a contratti di ricerca con università ed enti di ricerca mentre la detrazione sarà del 25% sui costi relativi all’ammortamento di strumenti e attrezzature di laboratorio e per l’acquisizione di privative industriali.
L’importo massimo annuale del credito è di 5 milioni di euro, con spese annuali in R&S non inferiori a 30.000 euro.

Perché per un’azienda è tanto importante tanto vantaggioso fruire del Credito di imposta per Ricerca & Sviluppo?

Perché la misura si configura nella sostanza come “contributo a fondo perduto” e può essere utilizzato in detrazione delle tasse.
La misura è poi aperta a tutte le imprese che effettuano investimenti in attività di Ricerca e Sviluppo e quindi valida sia per le PMI che per le GI, senza distinzione.
Diventa poi particolarmente vantaggiosa per le aziende che assumono nel tempo personale qualificato, inteso come personale in possesso di una laurea specialistica e/o magistrale in materie tecniche-scientifiche, essendo una voce di spesa che incide in modo molto sensibile sulla determinazione della base di costo su cui è calcolato il contributo.
Va poi considerato che si tratta di una misura che coprirà una arco temporale considerevole: programmare gli investimenti in maniera oculata può avvantaggiare tutte le imprese italiane che fanno Ricerca e Sviluppo nel poter beneficiare di uno sgravo fiscale crescente dal 2015 e fino al dicembre 2019.

Come si fruisce del credito?

Il credito d’imposta deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi, non concorre alla formazione del reddito, né alla formazione della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive.

Come si arriva a stimare gli investimenti medi in R&S realizzati tra il 2012 e il 2014?

Il processo per la determinazione della base dei costi su cui calcolare i contributi è abbastanza complesso e passibile di errori e pertanto è indispensabile affidarsi ad una struttura in grado di offrire un supporto professionale. Gesa Finance Srl ha un metodo specifico e puntuale ed è in grado di supportare la propria clientela in modo sicuro ed affidabile. In questo contesto Gesa Finance Srl può fare anche uno studio di fattibilità sul Credito di imposta R&S 2015-19 per analizzare la situazione aziendale, nell’arco temporale in esame, al fine di massimizzare il il risparmio delle imprese e verificare le effettive condizioni di applicabilità.

RER: PSR 2014-20 – Gruppi operativi per l’innovazione in agricoltura

eip-agri_multiplierViene incentivata la realizzazione di piani pilota e di piani per lo sviluppo di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie nel settore agricolo, realizzati in cooperazione attraverso Gruppi Operativi del Partenariato Europeo per l’Innovazione in materia di produttività e sostenibilità dell’agricoltura.

SCADENZE

Le domande potranno essere presentate dal 14 gennaio e fino alle ore 13.00 al 31 marzo 2016.

DOTAZIONE FINANZIARIA

Per i Piani di innovazione le risorse complessive ammontano a 12.630.00 euro e sono ripartite in base alle Focus Area trattate:
Focus Area 2A – Aziende agricole più competitive: 4.206.003,75 euro
Focus Area 4B – Migliore gestione delle risorse idriche: 5.839.460 euro
Focus Area 4C – Prevenzione dell’erosione del suolo:  793.660 euro
Focus Area 5A – Uso efficiente dell’acqua in agricoltura: 1.020.000 euro
Focus Area 5E – Sequestro del carbonio: 772.420,50 euro

OBIETTIVO

Promuovere la cooperazione tra vari soggetti per la messa a punto e il trasferimento di innovazioni attraverso dei Gruppi Operativi per l’innovazione (GOI), con la realizzazione di piani pilota e di piani per lo sviluppo mirati a individuare una soluzione concreta per le aziende agricole e sviluppare nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie nel settore agricolo.

L’operazione in particolare incentiva il funzionamento e la gestione dei GO del Partenariato Europeo per l’Innovazione (PEI) in materia di produttività e sostenibilità dell’agricoltura.

BENEFICIARI

I beneficiari sono i Gruppi Operativi del Partenariato europeo per l’innovazione (PEI): i GO sono partnership che devono essere formate obbligatoriamente da almeno un soggetto appartenente a ciascuna delle seguenti categorie:

  • imprese del settore agricolo che svolgono attività di produzione e/o commercializzazione e/o prima trasformazione di prodotti agricoli di cui all’allegato I del TFUE, con sede legale e/o operativa in Regione Emilia-Romagna;
  • organismi di ricerca e/o sperimentazione pubblici o privati nel settore agricolo ed agroalimentare;

Posso fare parte del GO anche:

  • consulenti e formatori del settore agricolo e agroalimentare;
  • imprese del settore agroindustriale che svolgono attività di produzione e/o commercializzazione e/o trasformazione di prodotti agricoli di cui all’allegato I del trattato;
  • organizzazioni di produttori agricoli;
  • organizzazioni interprofessionali;

Il Gruppo Operativo deve avere forma giuridica (di Rete-soggetto, Rete-contatto o ATI/ATS), dotarsi di un regolamento interno che evidenzi ruoli, modalità organizzative e attribuzione precisa delle responsabilità nella gestione del sostegno ricevuto e prevedere una durata minima di 5 anni dalla conclusione del Piano di Innovazione.

FOCUS AREA

Le tematiche di interesse per le quali saranno accettate le domande di finanziamento sono specifiche per ogni Focus Area, e in particolare riguarderanno:

Focus Area 2A – Aziende agricole più competitive

  • Sviluppo di nuove varietà e tipologie di prodotto, verifica dell’adattabilità varietale, schemi di miglioramento genetico per produzioni di qualità, valorizzazione dell’agro biodiversità;
  • Miglioramento quali-quantitativo nella produzione di foraggi e di alimenti per gli animali;
  • Ottimizzazione alimentazione animale e gestione dell’allevamento;
  • Azioni di adattamento ai cambiamenti climatici. Razionalizzazione input energetici (lavorazioni, nutrienti, ecc.). Messa a punto e verifica genotipi innovativi per l’agricoltura sostenibile;
  • Modellistica, sensoristica, sistemi di avvertimento e supporti decisionali (DDS);
  • Applicazione dati tele rilevati all’agricoltura di precisione;
  • Caratterizzazione oggettiva dei prodotti agricoli;
  • Sviluppo di prodotti dietetici e salutistici;
  • Sviluppo di nuovi prodotti trasformati (IV e V gamma);
  • Meccanizzazione integrale e robotica per l’agricoltura;
  • Pratiche contro l’antibiotico, resistenza;
  • Pratiche agricole pre e post raccolta per la sicurezza (safety) delle produzioni agricole;
  • Nuovi materiali e tipologie di imballaggi;
  • Nuovi prodotti e tecnologie per la produzione di alimenti zootecnici;
  • Tracciabilità e documentazione, certificazione ambientale;
  • Diversificazione e riallocazione produttiva (forniture di servizi extra agricoli, aree interne, ecc.);
  • Monitoraggio e benchmarking aziendali e di filiera sia tecnico che economico;
  • Analisi di mercato e nuove modalità di commercializzazione dei prodotti agricoli;
  • Applicazione di principi e strumenti di intelligenza artificiale ai dati che caratterizzano la produzione agricola.

Focus Area 4B – Migliore gestione delle risorse idriche e 4C – Prevenzione dell’erosione del suolo

  • Riduzione di rilasci di sostanze inquinanti e miglioramento della qualità dell’acqua e del suolo;
  • Verifica e adattamento dei sistemi colturali agricoli ai cambiamenti climatici;
  • Controllo delle avversità con metodo a basso impatto;
  • Valutazione impronte dei sistemi agricoli (zootecnici vegetali e forestali);
  • Conservazione del suolo e sistemi forestali conservativi;
  • Produzioni agricole e salvaguardia della biodiversità compreso la conoscenza dell’agro biodiversità e della cultura e paesaggio rurale;

Focus Area 5A – Uso efficiente dell’acqua in agricoltura

  • Ottimizzazione dei sistemi di organizzazione, gestione e verifica tecnologica per l’uso razionale dell’acqua in agricoltura in riferimento agli assetti territoriali e consortili

Focus Area 5E – Sequestro del carbonio

  • Valutazioni e impronte dei sistemi agricoli (zootecnici, vegetali e forestali);
  • Innovazione organizzativa, di processo, nuovi sistemi di qualità in sistemi agricoli, agroindustriali e forestali.

ATTIVITÀ AMMISSIBILI

Il Piano deve riguardare attività preliminari, che cioè precedono l’utilizzo diffuso dei prodotti, processi, servizi, pratiche e tecnologie sviluppati nel settore agricolo. Sono attività preliminari ammesse:

  • sviluppo e collaudo di prodotti, processi, servizi, pratiche e tecnologie;
  • investimenti materiali e/o immateriali relativi alla cooperazione;
  • sperimentazione e adattamento di nuove tecnologie e processi produttivi in relazione a contesti geografici/ambientali della regione (progetti pilota);
  • divulgazione dei risultati (attività obbligatoria)

SPESE AMMISSIBILI

Sono riconosciute le seguenti tipologie di spesa:
a) costi di esercizio della cooperazione:
– spese relative all’animazione, a riunioni ed incontri, affitto locali, inviti;
– personale dedicato alle attività di coordinamento e gestione del progetto;
– funzionamento e gestione del Gruppo Operativo (GO);
b) costi diretti specifici delle azioni legate alla realizzazione del piano:
– costi inerenti la costruzione e la verifica di prototipi, nonché investimenti funzionali alla realizzazione del progetto;
– test, analisi di laboratorio e gustative (panel test), compresi costi di materiale a perdere;
– prove in campo;
– acquisto brevetti e licenze;
– acquisto di software solo se strettamente indispensabile alla realizzazione del progetto;
– costi di progettazione per nuovi prodotti e/o processi;
c) costi di divulgazione (obbligatori)
d) costi per attività di formazione

PORTATA E INTENSITÀ DELL’AIUTO

Contributo in conto capitale sulla spesa ammissibile così dettagliato:

Macro tema

Focus area Percentuale di finanziamento Risorse per singolo progetto Risorse totali anno 2016

Competitività

2A – Ammodernamento e diversificazione           70% da     50.000 a     400.000 4.206.004
Ambiente e clima 4B – Qualità delle acque           90% da   50.000

a   400.000

   5.839.460

Ambiente e clima

4C – Qualità dei suoli          90% da  50.000

a  200.000

      793.660

Ambiente e clima

5A – Efficienza risorse idriche          90% da  50.000

a  200.000

1.020.000
Ambiente e clima 5E – Forestazione ambientale        100% da 15.000

a 200.000

     772.420

DURATA

Il piano può avere una durata massima di 36 mesi. Il beneficiario può richiedere per ogni anno di realizzazione del progetto una quota di contributo spettante a titolo di rimborso delle spese effettivamente sostenute sulla base della presentazione di uno stato di avanzamento lavori (SAL).

RIFERIMENTI NORMATIVI

RER PSR 2014-2020  – Misura 16.1.01 – Gruppi operativi del partenariato europeo per la produttività e la sostenibilità dell’agricoltura

Scade il 31-03-2016 alle 13:00

Lombardia: Bando ricerca e sviluppo per aggregazioni

lombardia-r&s-aggregazioniLa misura sostiene con 120 milioni di euro, sia a fondo perduto che in forma di finanziamenti agevolati, progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale realizzati da partenariati tra MPMI, Organismi di ricerca e/o Grandi Imprese, in grado di mettere a sistema le competenze individuate dalla Strategia regionale di specializzazione intelligente per la ricerca e l’innovazione (S3) della Lombardia, per diffondere l’utilizzo di nuove tecnologie e puntare così a uno sviluppo duraturo, sostenibile e una crescita competitiva.

SCADENZA

Le domande potranno essere presentate dal 19 gennaio all’11 marzo 2016.

FINALITÀ

La linea di intervento, approvata in attuazione della nuova Legge regionale “Manifattura Diffusa Creativa e Tecnologica 4.0” e della Strategia Innovalombardia, favorisce ricerca, sviluppo e innovazione attraverso il sostegno di programmi di ricerca industriale e sviluppo sperimentale realizzati da MPMI in collaborazione con Grandi imprese o Organismi di ricerca (Pubblici e Privati), per far emergere il grande potenziale del territorio lombardo in ambito di ricerca e sviluppo. L’intervento intende favorire la diffusione e l’utilizzo di nuove tecnologie da parte delle imprese e dell’ecosistema dell’innovazione, per promuovere innovazione e crescita competitiva.

DOTAZIONE FINANZIARIA

Complessivamente è pari a 190 milioni di euro. Nel 2015 (primo bando attuativo) la dotazione sarà pari a complessivi 120 milioni di Euro, di cui 60 milioni a valere sul Fondo “Linea R&S per Aggregazioni” per il finanziamento a tasso agevolato e di altri 60 milioni per il contributo a fondo perduto.

SOGGETTI BENEFICIARI

Partenariati composti da minimo tre soggetti di cui almeno due PMI (Piccole e Medie Imprese) e/o un Organismo di ricerca e/o una Grande Impresa.

Sono escluse dal bando le imprese:
– della sezione A secondo la classificazione ISTAT ATECO 2007;
– con attività relative alla trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli
– operanti nel settore carbonifero
– che non abbiano sede legale o operativa sul territorio regionale (nel momento dell’erogazione del contributo).

CARATTERISTICHE DEL PARTENARIATO

La composizione del Partenariato deve rispettare i seguenti requisiti:

  • le PMI partecipanti al Partenariato devono sostenere cumulativamente almeno il 60% delle spese totali ammissibili del Progetto di R&S;
  • le Grandi Imprese possono sostenere cumulativamente sino al 25% delle spese totali ammissibili del Progetto di R&S;
  • ciascun Partner non può sostenere meno del 10% delle spese totali ammissibili del Progetto di R&S.
  • ciascuna PMI può partecipare a massimo 2 Progetti di R&S presentati a valere sul presente Bando.

LOCALIZZAZIONE DEGLI INTERVENTI

I progetti devono essere realizzati in regione Lombardia, salvo eventuale applicazione dell’articolo 70 del Regolamento generale (UE) n. 1303/2013 alle condizioni e limiti ivi previsti, limitatamente agli organismi di ricerca.

INTERVENTI AMMISSIBILI

Sono ammissibili progetti che comprendano attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale e siano finalizzati all’introduzione di innovazione di prodotto e/o di processo coerente ed attinente con l’oggetto sociale e la classificazione di attività produttiva del soggetto richiedente.
In particolare, i progetti di ricerca, sviluppo ed innovazione devono afferire alle seguenti aree di specializzazione individuate dalla Strategia regionale di specializzazione intelligente per la ricerca e l’innovazione (S3):
1. aerospazio
2. agroalimentare
3. eco-industria
4. industrie creative e culturali
5. industria della salute
6. manifatturiero avanzato
7. mobilità
8. Smart Cities and Communities

declinate in macrotematiche e temi di sviluppo dettagliati nei rispettivi Programmi di Lavoro “Ricerca e Innovazione” per il periodo 2014-2015 di cui alla DGR 2472/2014 e rese disponibili in SiAge nella sezione dedicata al Bando.

I Progetti di R&S potranno afferire a più aree di specializzazione nell’ambito di progettualità trasversali, cosiddette di “Smart Cities and Communities”, limitatamente alle tematiche trasversali dettagliate e declinate nella DGR 3336/2015.

SPESE AMMISSIBILI

Le spese devono essere riconducibili alle seguenti tipologie:
a) spese di personale relative a ricercatori, tecnici e altro personale ausiliario nella misura in cui sono impiegati per la realizzazione del Progetto di R&S;
b) costi di ammortamento relativi ad impianti, macchinari e attrezzature, nella misura e per il periodo in cui sono utilizzati per il Progetto di R&S
c) costi della ricerca contrattuale, le conoscenze e i brevetti acquisiti o ottenuti in licenza da fonti esterne alle normali condizioni di mercato, nonché i costi per i servizi di consulenza e servizi equivalenti utilizzati esclusivamente ai fini del Progetto di R&S;
d) altri costi di esercizio, direttamente connessi alla realizzazione del Progetto di R&S, inclusi: i costi di materiali, forniture e prodotti analoghi, le spese di certificazione di laboratorio;
e) spese generali forfettarie per un massimo del 15% delle spese di personale di competenza di ciascun Partner.

PORTATA  E DURATA PROGETTI

Sono ammissibili a intervento finanziario Progetti di R&S che comportino spese totali ammissibili per un importo non inferiore a Euro 1.000.000 e con un massimo di finanziamento complessivo concedibile per progetto pari a Euro 2.000.000.

I Progetti di R&S dovranno essere realizzati nel termine massimo di 24 mesi dalla data del decreto di concessione dell’agevolazione.

INTERVENTO FINANZIARIO CONCEDIBILE

Modalità di concessione dell’intervento finanziario

PMI Grande Impresa

Organismo
di ricerca

Contributo a fondo perduto

10% 10% 40%

Finanziamento agevolato

60% 50%

Fino ad una copertura totale delle spese
ammissibili pari a
70% 60%

40%

Sono previste maggiorazioni a titolo di contributo a fondo perduto (in % pro-quota delle spese ammissibili) addizionali solo per il partner PMI:

+ 5%: per il Partner PMI che abbia presentato nell’ambito del programma Horizon 2020 un progetto correlato con il Progetto di R&S e che sia stato valutato dalla Commissione europea come ammesso.

+ 5%: per il singolo Partner PMI che sia PMI innovativa o Start up innovativa.

SOGGETTO GESTORE

La gestione della Linea è affidata a Finlombarda S.p.A., Società finanziaria di Regione Lombardia per la quota di finanziamento e a Regione Lombardia per la quota di fondo perduto.

REGIME DI AIUTO

Le agevolazioni, aiuti alla ricerca, sviluppo ed innovazione, saranno concesse secondo il Regolamento generale di esenzione (UE) n.651/2014, art. 25 lett. b e c).

RIFERIMENTO NORMATIVO

B.U.R. Regione Lombardia n. 46 – Serie Ordinaria di mercoledì 11 novembre 2015: D.g.r. 4292 del 6 novembre 2015.

Scade il 11-03-2016 alle 14:30

RER: al via i bandi Internazionalizzazione, Start up e Attrattività

POR_FESR_Emilia_romagnaDalla Regione Emilia-Romagna tre bandi per sostenere nel 2016 Internazionalizzazione, Start up e attrattività.

Il bando sull’internazionalizzazione (10 milioni di euro) è finalizzato a sostenere i processi di internazionalizzazione di piccole e medie imprese che non hanno mai affrontato, o solo saltuariamente, i mercati esteri.

Il bando apre il 15 marzo 2016 e resterà aperto per tutto l’anno. Saranno sostenuti progetti dal valore minimo di 50 mila euro con un contributo pari al 50% del costo, fino a un massimo di 100 mila euro per le imprese singole e fino a 400 mila euro per le reti d’impresa. Sono ammesse a partecipare al bando le imprese con un milione di euro di fatturato. Il bando è comunicato e pubblicizzato tramite il sito web http://www.investinemiliaromagna.eu in italiano e inglese e con contenuti tradotti in 11 lingue.
Sono ancora aperti altri 3 bandi, sempre per l’Internazionalizzazione, per 8,3 milioni di euro.

Alle start up innovative il Por Fesr destina in questo primo bando 6 milioni di euro sia per supportare la nascita di nuove imprese a elevato contenuto di conoscenza che per progetti di espansione di quelle già esistenti. Il bando aprirà il 1° marzo fino al 30 settembre. Potranno presentare domanda le start up tecnologiche per sviluppare i risultati di attività di ricerca, le start up digitali dell’industria creativa, del wellness e dell’innovazione sociale e dei servizi ad alta intensità di conoscenza. Si continuerà poi a investire su fablabs, incubatori e hubs a servizio della creazione di impresa, dell’innovazione e delle piccole imprese, con una dotazione nel bilancio 2016 di 3,2milioni di euro.

Le opportunità offerte dai bandi del Por si integrano con altre azioni e altri fondi tra cui il bando per la promozione degli investimenti (legge regionale 14/2014) che con una dotazione di 25 milioni di euro mira a sostenere progetti di ricerca e sviluppo che comportino un incremento dell’occupazione, così come le riconversioni e le ristrutturazioni industriali con una rilevanza energetico-ambientale, sempre accompagnata dall’aumento del livello occupazionale.

Fonte: www.regione.emilia-romagna.it