MiSE: Fondo per la crescita sostenibile

cedacri-presenta-la-strategia-di-investimenti-e-le-prospettive-di-sviluppo-per-il-20142017-cedacriCon la riforma degli incentivi alle imprese il FIT – Fondo per l’innovazione tecnologica ha assunto la denominazione di “Fondo per la crescita sostenibile”. Il nuovo Fondo è destinato al finanziamento di programmi e interventi con un impatto significativo in ambito nazionale sulla competitività dell’apparato produttivo.

SCADENZE

Operativo dal 16 maggio 2013

DOTAZIONE FINANZIARIA

Dotazione complessiva pari a circa 630 milioni di euro.
L’esatto ammontare delle risorse dedicate ai singoli interventi sarà definito con bandi o direttive del MISE in relazione alle esigenze degli interventi stessi.

TITOLO I – DISPOSIZIONI GENERALI

Il Fondo per la crescita sostenibile, istituito al posto del precedente Fondo speciale rotativo per l’innovazione tecnologica (FIT – Legge 46/82), è destinato al finanziamento di programmi e interventi con impatto significativo in ambito nazionale sulla competitività dell’apparato produttivo. In particolare, il Fondo finanzia interventi caratterizzati da un elevato effetto incentivante diretti a:

1) Ricerca, sviluppo e innovazione: promozione di progetti di ricerca, sviluppo e innovazione di rilevanza strategica per il rilancio della competitività del sistema produttivo, anche tramite il consolidamento dei centri e delle strutture di ricerca delle imprese. Il MSE può predisporre iniziative anche per favorire la partecipazione dei progetti alle linee di finanziamento in attuazione di programmi comunitari.

2) Rafforzamento della struttura produttiva: riutilizzo degli impianti produttivi e al rilancio di aree che versano in situazioni di crisi complessa di rilevanza nazionale.

3) Internazionalizzazione delle imprese: promozione della presenza internazionale delle imprese e all’attrazione di investimenti esteri, anche in raccordo con le azioni ICE.

TITOLO II – RICERCA, SVILUPPO E INNOVAZIONE

I progetti di ricerca e sviluppo devono essere sviluppati in stretto collegamento con i contenuti del prossimo Programma quadro europeo per la ricerca e l’innovazione “Horizon 2020”.
Essi devono quindi essere diretti ad introdurre significativi avanzamenti tecnologici per la realizzazione di nuovi prodotti, processi e servizi, mediante lo sviluppo:
• delle tecnologie abilitanti fondamentali presentate da Horizon 2020
• di ulteriori tecnologie che consentano di fronteggiare le Sfide per la società definite in accordo con la strategia Europa 2020.

Nel caso in cui siano proposti da più soggetti, i progetti devono essere realizzati identificando un soggetto capofila e costruendo il partenariato mediante lo strumento del contratto di rete o di altre forme contrattuali di collaborazione.

Priorità di intervento
E’ attribuita priorità a progetti che:
• prevedano forme di collaborazione tra imprese e organismi di ricerca (come capofila)
• prevedano forme di collaborazione internazionale
• mirino alla realizzazione di nuovi prodotti e servizi avanzati e con mercato di riferimento più ampio
• prevedano l’utilizzo efficiente delle risorse energetiche
• prevedano lo sviluppo di tecnologie dell’informazione e della comunicazione

TITOLO III – RAFFORZAMENTO DELLA STRUTTURA PRODUTTIVA

Gli interventi sono diretti a sostenere programmi di investimento, in attivi materiali e immateriali, diretti a una delle seguenti finalità:

a) incremento della capacità competitiva di settori e comparti produttivi che necessitano di un riposizionamento competitivo e di una riqualificazione dei sistemi di produzione;

b) incremento e potenziamento della base produttiva delle aree territoriali in ritardo di sviluppo; in tale ambito verranno finanziati in particolare i grandi progetti di investimento;

c) riqualificazione e riconversione ree che versano in situazione di crisi industriale.

Priorità di intervento
E’ attribuita priorità a progetti che:
• siano realizzati nelle regioni dell’obiettivo Convergenza
• prevedano il coinvolgimento di Pmi
• comportino la creazione di nuova occupazione
• prevedano l’applicazione di tecnologie in grado di minimizzare gli impatti ambientali

TITOLO IV – INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE

Il Fondo interverrà a sostegno dei progetti realizzati dalle imprese finalizzati a elaborare adeguati modelli distributivi, sviluppare piattaforme e-commerce e di franchising per le PMI, diffondere e tutelare il “Made in Italy”, favorire la partecipazione a fiere e a gare internazionali e alla realizzazione di una strategia di internazionalizzazione.

TITOLO V – PROGETTI SPECIALI

Il Fondo può sostenere l’attuazione di progetti speciali:
• diretti alla riqualificazione competitiva di specifiche aree tecnologico-produttive ritenute strategiche per la competitività del Paese
• composti da una pluralità di interventi comprensivi anche della semplificazione normativa
• finalizzati alla creazione di nuova occupazione o alla salvaguardia di quella esistente

TITOLO VI – AIUTI CONCEDIBILI/MODALITÀ ATTUATIVE

Le risorse del Fondo saranno concesse in forma di finanziamenti agevolati e, in caso di cofinanziamento da parte UE e delle Regioni, anche nelle forme:
• contributo in conto impianti
• contributo in conto capitale
• contributo diretto alla spesa
• contributo in conto interessi
• concessione di garanzia
• partecipazione al capitale di rischio
• bonus fiscale

Gli interventi saranno attuati mediante bandi che individuano l’ammontare delle risorse disponibili, i requisiti dei soggetti beneficiari, le condizioni di ammissibilità dei progetti, la forma e l’intensità delle agevolazioni, nonché i termini e le modalità per presentare le domande.

Nei bandi si farà ricorso prevalentemente alla procedura di tipo negoziale, fatto salvo il ricorso a procedure automatiche o valutative in relazione agli obiettivi da attuare.

Le Tecnologie abilitanti fondamentali
Definite in Horizon 2020 per la priorità di intervento “Leadership industriale”, le KETs (Key Enabling Technologies) sono tecnologie ad alta intensità di conoscenza associate ad elevata intensità di R&S, a cicli di innovazione rapidi, a consistenti spese di investimento e a posti di lavoro altamente qualificati. Tali tecnologie presentano una rilevanza sistemica, in quanto rendono possibile l’innovazione nei processi, nei beni e nei servizi in tutti i settori economici e sono riferite alle seguenti categorie:

1. Tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC)
2. Nanotecnologie
3. Materiali avanzati
4. Biotecnologie
5. Sistemi avanzati di fabbricazione e trattamento
6. Ricerca spaziale

Nell’Allegato 1 del Decreto viene riportata una descrizione non esaustiva delle KETs.

Sfide per la società:
sanità, cambiamenti demografici e benessere;
sicurezza alimentare, agricoltura sostenibile, ricerca marina e marittima e bioeconomia;
energia da fonti sicure, pulita ed efficiente;
trasporti intelligenti, ecologici e integrati;
azione per il clima, efficienza sotto il profilo delle risorse e materie prime;
società inclusive, innovative e sicure.

RIFERIMENTO NORMATIVO

Art. 23 D.L. 83/2012 > Decreto interministeriale 8 marzo 2013 (pubblicato in G.U. n. 113 del 16 maggio 2013)

MiSE: Brevetti+

BG_Patent1Il Ministero dello Sviluppo Economico ha varato due strumenti di agevolazione, con la finalità di qualificare la produzione industriale italiana, rafforzandone la capacità innovativa e la competitività sul mercato nazionale e internazionale. Per facilitare le imprese che intendono tutelare i propri prodotti utilizzando brevetti, disegni e modelli industriali.

SCADENZE

Lo sportello è aperto dal 02 novembre 2011

BUDGET

Le risorse disponibili ammontano complessivamente a 45,5 milioni di euro

BENEFICIARI

Micro, piccole e medie imprese (Ditte individuali, Società di persone, Società di capitali, Cooperative).

LINEE INTERVENTO

Progetti innovativi basati sui brevetti:

  1. “Premi” per la brevettazione – per incrementare il numero di domande di brevetto nazionale e l’estensione di brevetti nazionali all’estero;
  2. Incentivi per la valorizzazione economica dei brevetti – per potenziare la capacità competitiva delle micro, piccole e medie imprese attraverso l’acquisto di servizi specialistici finalizzati alla valorizzazione economica di un brevetto in termini di redditività, produttività e sviluppo di mercato.

SOTTOMISURA 1 – PREMI PER LA BREVETTAZIONE

a. Destinatari: micro e PMI con sede legale e operativa in Italia e con attivo un procedimento relativo a:

a.1 deposito di una o più domande di brevetto nazionale all’UIBM, a far data dal 1/1/2011;

a.2 estensione di una o più domande di brevetto nazionale all’EPO (European Patent Office), a far data dal 1/1/2011;

a.3 estensione di una o più domande di brevetto nazionale al WIPO (World Intellectual Property Organization), a far data dal 1/1/2010;

NB > Le aziende devono aver conseguito i risultati previsti per le relative fasi di procedimento brevettuale dopo il 3/08/2011 ed entro la data di presentazione della domanda (vedi scheda allegata).

b. Entità del premio: ogni impresa può cumulare al massimo € 30.000 di “premi” unitari, per un massimo di 5 domande per tipologia di premio.

c. Modalità di accesso: richiesta da parte dell’azienda di ogni singolo premio tramite format on-line su portale Invitalia, ricezione protocollo elettronico, a seguire invio richiesta cartacea con allegati entro 15 giorni successivi.

SOTTOMISURA 2 – INCENTIVI PER LA VALORIZZAZIONE ECONOMICA DEI BREVETTI DI INVENZIONE/MODELLI DI UTILITÀ

a. Destinatari:  micro e PMI (Ditte individuali, Società di persone, Società di capitali, Cooperative) con sede legale e operativa in Italia anche newco (costituitesi nei 12 mesi precedenti l’invio della domanda on-line) che si trovano in una di queste situazioni:

a.1 sono titolari di Brevetti di proprietà o Brevetti in licenza;

a.2 hanno depositato una o più domande di brevetto (anche domande divisionali ex art 161 del Codice di Proprietà Industriale) per le quali sussiste:

– in caso di deposito nazionale all’UIBM, il rapporto di ricerca con esito non negativo;

– in caso di deposito per brevetto europeo, la richiesta di esame sostanziale all’EPO;

– in caso di deposito per brevetto internazionale (PCT), la richiesta di esame sostanziale al WIPO.

a.3 sono in possesso di una opzione o di un accordo preliminare di acquisto o di acquisizione in licenza di uno o più brevetti già rilasciati, con un soggetto anche estero che ne detiene la titolarità.

b. Tipologia spese ammissibili: acquisto di servizi specialistici, funzionali all’implementazione del brevetto all’interno del ciclo produttivo con diretta ricaduta sulla competitività del sistema economico nazionale, o alla sua valorizzazione sul mercato. Ad esempio:

industrializzazione e ingegnerizzazione (servizi specialistici finalizzati alla progettazione produttiva, alla prototipazione, all’ingegnerizzazione, ai test di produzione, alla certificazione di prodotti e processi);

organizzazione e sviluppo (progettazione organizzativa, IT governance, studi e analisi per il lancio di nuovi prodotti, studi e analisi per lo sviluppo di nuovi mercati);

trasferimento tecnologico (proof of concept, due diligence tecnologica, predisposizione degli accordi di cessione in licenza del brevetto, predisposizione degli accordi di segretezza).

N.B.
> ammesse solo spese fatturate successivamente alla data di invio telematico della domanda di ammissione.

> L’impresa beneficiaria ed i fornitori di servizi per i quali è richiesta l’agevolazione non devono avere alcun tipo di partecipazione reciproca a livello societario.

> Non sono ammissibili i servizi specialistici erogati da:

· amministratori, soci e dipendenti dell’impresa beneficiaria o dai loro prossimi congiunti;

· società nella cui compagine siano presenti i soci o gli amministratori dell’impresa beneficiaria o i loro prossimi congiunti.

> Il piano dei servizi deve essere completato entro 18 mesi dalla firma del contratto di ammissione all’agevolazione

c. Entità contributo: in conto capitale nell’ambito del de minimis per un valore max di 70.000 euro. L’agevolazione non può essere superiore all’80% dei costi ammissibili.

d. Modalità di accesso: compilazione project plan on-line su portale Invitalia, ricezione protocollo elettronico, a seguire invio project plan cartaceo con allegati entro 30 giorni successivi. L’impresa può presentare una richiesta di accesso alle agevolazioni relativa a più brevetti tra loro collegati (grappolo di brevetti) purché riconducibile ad un’unica strategia di valorizzazione economica.

VALUTAZIONE

Tramite Invitalia. La procedura valutativa “a sportello” segue l’ordine cronologico di presentazione delle domande.

RIFERIMENTO NORMATIVO

Avviso pubblico del Ministero dello Sviluppo Economico, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 179 del 3 agosto 2011

UE: Horizon 2020 – Funding scheme

h2020 (1)Il nuovo programma europeo per la ricerca e l’innovazione in Europa Horizon 2020 permette di avvalersi di diversi schemi di finanziamento, ognuno dei quali specifica: il campo di ciò che viene finanziato, la percentuale di co-finanziamento e i criteri specifici di valutazione che qualificano il finanziamento.

La lista contenente la descrizione dettagliata di tutti i funding scheme si trova nell’Allegato D di ciascun programma di lavoro tematico di Horizon 2020. I principali tipi di azione sono i seguenti:

Research & Innovation actions (Azioni di Ricerca & innovazione)

Confinanziamento UE: 100%
Descrizione: Attività volte a consolidare nuove conoscenze o esplorare la fattibilità di una nuova tecnologia, prodotto, processo, servizio o soluzione. Possono includere ricerca di base e applicata, sviluppo e integrazione tecnologica, test e validazione su un prototipo su piccola scala in un laboratorio o in un ambiente controllato.

Innovation actions (Azioni di Innovazione)

Confinanziamento UE: 70% (ad eccezione degli organismi no profit, finanziati al 100%)
Descrizione: Attività volte direttamente alla realizzazione di piani, progetti o disegni per prodotti/processi/servizi nuovi, migliorati o modificati. Possono includere prototipazione, sperimentazione, dimostrazione, sperimentazione, validazione del prodotto su larga scala e replicazione sul mercato.

Coordination & support actions (Azioni di coordinamento e supporto)

Descrizione: Misure di accompagnamento quali la standardizzazione, divulgazione, sensibilizzazione e comunicazione, networking, coordinamento o servizi di supporto, confronti sulle politiche, esercizi di apprendimento reciproco e studi.

Grants of the European Research Council (ERC) to support frontier research (Sovvenzioni ERC a supporto della ricerca di frontiera)

Confinanziamento UE: 100%
Starting Grant – Supporto a giovani ricercatori in procinto di istituire un adeguato gruppo di ricerca e di iniziare a condurre ricerca indipendente in Europa. L’azione si rivolge ai giovani ricercatori che hanno concrete potenzialità per diventare leader di ricerca indipendenti e creare nuovi gruppi di ricerca eccellenti. L’azione è dedicata a ricercatori di qualsiasi nazionalità con esperienza da 2 a 7 anni dal completamento del dottorato di ricerca (o titolo equipollente) e con curriculum scientifico eccellente.
Consolidator Grant – Supporto ai ricercatori nella fase in cui si stanno consolidando la propria squadra o il proprio programma di ricerca indipendente. Questo tipo di azione rafforzerà i nuovi singoli gruppi di ricerca indipendenti ed eccellenti di recente creazione. L’azione è dedicata a ricercatori di qualsiasi nazionalità con esperienza da 7 a 12 anni dal completamento del dottorato di ricerca (o titolo equipollente) e curriculum scientifico eccellente.
Advanced Grant – Per leader di ricerca affermati di qualsiasi nazionalità e di qualsiasi età, per perseguire progetti ad alto rischio pionieristico che aprono nuove direzioni nei loro rispettivi campi di ricerca o in altri domini.
Proof of Concept Grant – Azione aperta ai ricercatori che hanno ottenuto l’assegnazione di una sovvenzione ERC. I borsisti ERC possono richiedere questo finanziamento supplementare per consolidare il potenziale di innovazione delle idee derivanti dali loro progetti di ricerca di frontiera finanziati ERC.
Synergy grant – Consente a un piccolo gruppo di ricercatori e ai loro team di riunire competenze complementari, conoscenze e risorse in modi nuovi, per affrontare insieme un problema di ricerca.

Marie Skłodowska-Curie actions (MSCA – Azioni Marie Skłodowska-Curie)

Confinanziamento UE: 100%
Descrizione: Sovvenzioni rivolte a singoli ricercatori come persone fisiche.

COFUND actions (Azioni COFUND)

Confinanziamento UE: variabile (dipendente dal finanziamento congiunto concordato tra UE, governi nazionali, mondo imprenditoriale e altri soggetti).

ERA-NET Cofund (Azioni ERA-NET)

Confinanziamento UE: 33%
Descrizione: sostegno ai partenariati pubblico-pubblico, comprese le iniziative di programmazione congiunta tra gli Stati membri, nella loro preparazione, creazione di strutture di rete, realizzazione di attività congiunte e complementari. Si basa sulla fusione delle ex-azioni ERA-NET ed ERA-NET Plus. Permette di collaborare su un programma in qualsiasi parte dell’intero ciclo ricerca-innovazione.
L’attività principale e obbligatoria dell’azione ERA-NET Cofund è quella di implementare i bandi trans-nazionali che co-finanziano progetti di ricerca e innovazione.

COFUND of Pre-Commercial Procurement (PCP)

Confinanziamento UE: 70%
Descrizione: consente al settore pubblico di configurarsi come acquirente tecnologico per incoraggiare la ricerca e lo sviluppo di soluzioni innovative che possano portare qualità e radicale miglioramento dell’efficienza nei settori di interesse pubblico. La descrizione delle attività ammissibili e i dettagli sui requisiti di PCP saranno contenuti in ogni work programme all’Allegato E: “Requisiti specifici per gli appalti di innovazione sostenuti da Horizon 2020”.

COFUND of Public Procurement of Innovative Solutions (PPI)

Confinanziamento UE: 20%
Descrizione: rafforza la tempestiva implementazione di soluzioni innovative che riguardano problematiche di interesse pubblico. L’obiettivo è di consentire ai gruppi transnazionali di committenti di condividere i rischi come primi utilizzatori di soluzioni innovative e di superare la frammentazione della domanda di soluzioni innovative in Europa. Ogni azione PPI si concentra su una domanda dei committenti che richiede soluzioni innovative in misura significativa simili in tutti i paesi e che possono pertanto essere acquistate congiuntamente.
Per le attività ammissibili e maggiori dettagli sui requisiti di PPI, si veda l’Allegato E del programma di lavoro.

SME instrument (Strumento per le PMI – accesso riservato alle PMI, anche in forma singola)

Fase 1
Confinanziamento UE: forfetario (circa 50.000 euro per 6 mesi)
Descrizione: Studio di fattibilità tecnologica/pratica nonché economica su un’idea dall’altro grado di innovatività per il settore industriale in cui viene presentata. Le attività potrebbero, ad esempio, comprendere valutazione dei rischi, studio di mercato, coinvolgimento degli utilizzatori, gestione della proprietà intellettuale, sviluppo della strategia di innovazione, ricerca di partner, fattibilità del concept e simili.
Fase 2
Confinanziamento UE: % su progetti da 1 a 5 mln di euro
Descrizione: Azione per progetti innovativi che dimostrano un elevato potenziale in termini di competitività e crescita industriale, sostenuti da un piano strategico aziendale. L’azione dovrebbe concentrasi sul supporto ad attività di innovazione come dimostrazione, sperimentazione, prototipazione, impianti pilota, scaling-up, miniaturizzazione, design, replicazione sul mercato, ma potrà includere anche fasi di ricerca. Per parlare di innovazione tecnologica il Technology Readiness Level (TRL) deve essere pari a 6 (Technology Demonstration) o superiore.

Le strozzature nella capacità di aumentare la redditività dell’impresa attraverso l’innovazione verranno analizzate durante la Fase 1 e affrontate durante la Fase 2 per aumentare il rendimento degli investimenti in progetti di innovazione.

Premi (Inducement Prize e Recognition Prize)

Per le regole relative ai premi (divisi in competizioni che inducono al raggiungimento di un obiettivo scientifico specifico; e riconoscimenti per meriti scientifici già raggiunti) si può fare riferimento all’Allegato F dei programmi di lavoro.

Scade il 31-12-2020 alle 17:00

ITALIA: Fondi strutturali 2014-2020

Unfinished European Union Flag puzzleCon l’approvazione del bilancio dell’Unione europea per il periodo 2014-2020 da parte del Parlamento europeo e degli Stati membri, la Politica di coesione economica, sociale e territoriale vede destinati 325 miliardi di Euro a favore delle regioni e delle città, al fine di raggiungere in tutto il territorio dell’Unione gli obiettivi di crescita e occupazione e per affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici e dalla dipendenza energetica.

La politica di coesione, nota anche come “Politica regionale” dell’Unione europea, anche nel periodo 2014-2010 sarà finanziata da tre principali Fondi strutturali che possono intervenire nell’ambito di uno o più obiettivi:

  • il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR);
  • il Fondo sociale europeo (FES);
  • il Fondo di coesione (FS, l’Italia non rientra tra i beneficiari di questo fondo).

Insieme al Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e al Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP) questi strumenti finanziari indiretti rappresenteranno la gran parte dei finanziamenti  comunitari, e la maggior parte del totale del budget di spesa dell’UE.

Gli investimenti agevolati dai Fondi strutturali, a loro volta, faranno leva su risorse nazionali e regionali per un valore pari ad almeno 100 miliardi di Euro, con un investimento complessivo previsto superiore a 400 miliardi di Euro.

I PON (Programmi Operativi Nazionali) e i POR (Programmi Operativi Regionali) su cui poggia la programmazione italiana 2014-2020 dei fondi strutturali europei sono descritti all’interno dell’Accordo di partenariato 2014-2020, in cui è stabilita anche la ripartizione delle risorse.

La riforma della Politica di coesione garantirà un impatto massimo degli investimenti, che saranno proporzionati alle necessità delle singole regioni e città. I punti chiave della riforma, previa approvazione del Parlamento e del Consiglio, sono:

1. Investire in tutte le regioni UE, proporzionando gli aiuti e i contributi nazionali (tasso di cofinanziamento) ai livelli di sviluppo:

  • regioni in ritardo di sviluppo (PIL < 75 % della media UE a 27)
  • regioni in transizione (PIL compreso tra il 75 % e il 90 % della media UE a 27)
  • regioni più sviluppate (PIL > 90 % rispetto alla media UE a 27)

2. Destinare le risorse ai settori chiave per la crescita. Gli investimenti effettuati nel quadro del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) saranno stanziati a favore della ricerca e dell’innovazione, dell’agenda digitale, del sostegno alle piccole e medie imprese (PMI) e dell’economia a basso tenore di carbonio, a seconda della categoria di appartenenza di ciascuna regione (in ritardo di sviluppo – 50 %, in transizione – 60 % e più sviluppate – 80 %).
Per l’economia a basso tenore di carbonio (efficienza energetica e fonti di energia rinnovabili) sono previsti obblighi distinti per l’allocazione delle risorse del FESR (regioni in ritardo di sviluppo – 12 %, regioni in transizione e più sviluppate – 20 %).

Almeno il 23,1% del bilancio della Politica di coesione (pari a circa 70 miliardi di EUR) sarà destinato a investimenti nell’ambito del Fondo sociale europeo (FSE), volti a finanziare le attività di formazione e istruzione permanente, combattere la povertà, promuovere l’inclusione sociale e aiutare i cittadini nella ricerca di un impiego.

Circa 66 miliardi di EUR saranno indirizzati attraverso il Fondo di coesione alle reti di trasporto transeuropee e ai progetti chiave per le infrastrutture ambientali.

3. Stabilire obiettivi chiari, trasparenti e quantificabili in materia di responsabilità e risultati. Il raggiungimento di questi obiettivi implica la disponibilità di risorse finanziarie aggiuntive («riserve di efficacia») da destinare ai programmi verso il termine del periodo previsto. Gli obiettivi dovrebbero essere resi pubblici a dimostrazione di una maggiore assunzione di responsabilità.

4. Introdurre requisiti da soddisfare per ottenere lo stanziamento dei fondi, al fine di garantire investimenti più efficaci. I prerequisiti necessari riguardano, ad esempio, strategie di «specializzazione intelligente» volte a identificare risorse specifiche, riforme favorevoli alle imprese, strategie di trasporto, misure atte a migliorare i sistemi di appalti pubblici o l’osservanza delle leggi in materia di ambiente.

5. Definire una strategia comune per un migliore coordinamento e una minore sovrapposizione. Il quadro strategico comune fornisce uno strumento per migliorare il coordinamento tra i Fondi strutturali e i Fondi di investimento europei (FESR, Fondo di coesione e FSE nel quadro della Politica di coesione, nonché il Fondo per lo sviluppo rurale e il Fondo per la pesca). Inoltre, esso permette di collegare più efficacemente gli altri strumenti comunitari, quali Horizon 2020 e il Meccanismo per collegare l’Europa.

6. Ridurre la burocrazia e semplificare l’utilizzo degli investimenti comunitari, attraverso un insieme di norme comuni per tutti i Fondi strutturali e di investimento, nonché una serie di regole contabili più semplici, richieste di rendicontazione più mirate e un impiego maggiore della tecnologia digitale («e-cohesion»).

7. Potenziare la dimensione urbana della politica, destinando un quantitativo minimo di risorse attraverso il FESR a favore di progetti integrati nelle città, in via prioritaria rispetto ad altre spese nelle zone urbane.

8. Rafforzare la cooperazione internazionale e agevolare l’avvio di un maggior numero di progetti transfrontalieri. Garantire, inoltre, che le strategie macroregionali, come quelle per il bacino del Danubio e della zona del Mar Baltico, ricevano il sostegno di programmi regionali e nazionali.

9. Garantire che il contesto economico generale non intacchi l’impatto degli investimenti UE. Qualora fosse necessario, la Commissione può richiedere a ciascuno Stato membro di modificare i programmi di sostegno alle riforme strutturali, ai sensi della clausola di «condizionalità macroeconomica». In caso di violazioni gravi e ripetute delle raccomandazioni economiche, la Commissione può, in ultima istanza, sospendere l’erogazione dei fondi.

10. Promuovere un impiego maggiore degli strumenti finanziari per fornire più sostengo alle PMI e agevolare il loro accesso al credito. I fondi UE sosterranno i prestiti, le garanzie, i capitali azionari e di rischio attraverso un insieme di norme comuni per tutti i fondi, l’estensione della loro portata e una serie di incentivi (tassi di cofinanziamento più elevati). Ponendo maggiormente l’accento sui prestiti rispetto alle sovvenzioni, si dovrebbe riuscire a migliorare la qualità dei progetti e a scoraggiare la dipendenza dai sussidi.

Fonte: InfoRegio

FACTSHEET: La politica di coesione e l’Italia

Scade il 31-12-2020 alle 17:00

UE: Meccanismo per collegare l’Europa 2014-2020

Photos aériennes

Il “Meccanismo per collegare l’Europa” (Connecting Europe Facility – CEF) mira a completare il mercato unico europeo delle reti di trasporto, di energia e digitali e sostituirà i programmi 2007-2013 TEN-T, TEN-E e Marco Polo 2.

DOTAZIONE FINANZIARIA

Disponibili 33 miliardi di euro a prezzi correnti (29,3 miliardi a prezzi del 2011)

POTENZIALI BENEFICIARI

Possono partecipare al programma enti pubblici e privati degli Stati Membri UE.

Il CEF finanzierà progetti che completano i collegamenti mancanti delle reti in questione e renderà l’economia europea più verde, grazie all’introduzione di modi di trasporto meno inquinanti, collegamenti a fascia larga ad alta velocità e un uso più esteso delle energie rinnovabili in linea con la strategia Europa 2020. Oltre a ciò, il finanziamento delle reti energetiche renderà più integrato il mercato interno dell’energia, riducendo la dipendenza energetica dell’UE e rafforzando la sicurezza degli approvvigionamenti.

Il CEF prevede i seguenti sottoprogrammi:
1) Trasporti
2) Energia
3) Telecomunicazioni e TIC
4) Finanziamenti innovativi e project Bond

1) Trasporti

Il sottoprogramma “Trasporti” ha l’obiettivo di migliorare i collegamenti tra le diverse parti dell’UE, per facilitare gli scambi di merci e la circolazione delle persone tra i Paesi attraverso:

  • l’ammodernamento delle infrastrutture di trasporto europee
  • la costruzione di collegamenti mancanti
  • l’eliminazione delle strozzature

L’investimento previsto è pari a 26,2 miliardi di euro per

  • tutti gli Stati membri per investimenti nelle infrastrutture di trasporto
  • Fondo di Coesione per progetti di trasporto nei paesi della coesione 

L’80% di questi investimenti sarà destinato a:

  • progetti prioritari della rete centrale lungo i 10 corridoi da realizzare in quella rete. Saranno disponibili finanziamenti anche per un numero limitato di progetti riguardanti altri tratti che rappresentano un elevato valore aggiunto europeo per la rete centrale;
  • finanziamento di progetti orizzontali di contenuto informatico come SESAR (sistema di gestione del traffico aereo del cielo unico europeo) e ERTMS (sistema europeo di gestione del traffico ferroviario).

I finanziamenti residui potranno essere diretti a progetti ad hoc, compresi progetti della rete globale.

2) Energia

Con il sottoprogramma Energia 5,8 miliardi di euro saranno investiti nell’infrastruttura trans-europea, per consentire di conseguire gli obiettivi nel settore climatico e dell’energia fissati dall’UE per il 2020. Il CEF consentirà inoltre di risolvere i problemi di finanziamento e di eliminare le strozzature nella rete. Il mercato interno dell’energia sarà ulteriormente sviluppato attraverso migliori interconnessioni, il che garantirà la sicurezza degli approvvigionamenti e la possibilità di trasportare energie rinnovabili a costi ragionevoli attraverso il territorio dell’Unione.
Il fine ultimo è quello di consentire, ai cittadini e alle imprese, di poter contare sulla disponibilità di energia in ogni momento e a prezzi accessibili. I finanziamenti stanziati da questo meccanismo serviranno a mobilitare finanziamenti supplementari da parte di investitori privati e pubblici.

3) Telecomunicazioni e TIC

Il meccanismo per collegare l’Europa prevede circa 1,1 miliardi di euro per sostenere gli investimenti in reti a banda larga veloci e ultraveloci e in servizi digitali paneuropei.

Il finanziamento del meccanismo potrà attrarre altri finanziamenti privati e pubblici, dando credibilità ai progetti infrastrutturali e riducendone i profili di rischio. Basandosi su stime relativamente prudenti, la Commissione ritiene che il finanziamento per le infrastrutture di rete promuoverà investimenti pari a oltre 50 miliardi di euro.
Per quanto riguarda i servizi digitali, il meccanismo prevede sovvenzioni per costruire le infrastrutture necessarie per l’identificazione elettronica, gli appalti pubblici elettronici, le cartelle cliniche elettroniche, Europeana, eJustice, servizi doganali.
I fondi serviranno a garantire l’interoperabilità e a finanziare i costi di gestione e di interconnessione delle infrastrutture a livello europeo.

4) Finanziamenti innovativi e iniziativa Project bond

L’iniziativa sui prestiti obbligazionari per il finanziamento dei progetti (Project Bond Initiative), introdotta nell’ambito di Europa 2020, ha il duplice obiettivo di rilanciare il mercato delle obbligazioni e di aiutare i promotori dei singoli progetti infrastrutturali ad attrarre finanziamenti obbligazionari privati di lunga durata.

Tale iniziativa consentirà di ridurre il rischio per gli investitori che cercano opportunità di investimento a lungo termine, favorendo il rilancio del mercato obbligazionario  come fonte significativa di finanziamento del settore infrastrutturale.

La Commissione propone di varare una fase pilota nel periodo 2012-2013 ancora nell’ambito dell’attuale quadro finanziario pluriennale. Analogamente al meccanismo di finanziamento con condivisione dei rischi e delle garanzie di prestito per i progetti di trasporto delle TEN-T, il bilancio dell’UE sarà utilizzato per fornire contributi in conto capitale alla Banca Europea degli Investimenti (BEI) per coprire una parte dei rischi assunti dalla banca nel finanziamento dei progetti ammissibili. Mentre da un lato il bilancio dell’UE servirà ad attenuare i rischi assunti dalla BEI nel finanziare progetti in corso, la BEI dovrà assumersi il rischio residuo. L’effetto combinato di finanziamenti provenienti dal bilancio dell’UE associati e di quelli della banca, pari a 230 milioni di euro, dovrebbe liberare investimenti per un valore di 4,6 miliardi di euro.

Nella fase pilota si prevede di concentrarsi su 5-10 progetti tra quelli che si trovano in una fase relativamente avanzata del processo di gara e di finanziamento oppure che richiedono un rifinanziamento successivo alla fase di costruzione in uno o più dei tre settori interessati (trasporti, energia e banda larga).

Ulteriori informazioni: Connecting Europe Facility

Scade il 31-12-2020 alle 17:00

UE: Politica agricola comune 2014-2020

pac-2020La Politica agricola comune (PAC) prevista dopo il 2013 sarà oggetto di riforma per rafforzare la competitività, la sostenibilità e il consolidamento dell’agricoltura su tutto il territorio dell’UE, così da garantire ai cittadini europei un’alimentazione sana e di qualità, tutelare l’ambiente e favorire lo sviluppo delle zone rurali.

La Commissione europea ha presentato un progetto con cui propone un nuovo partenariato tra l’Europa e gli agricoltori per gettare le basi di un’agricoltura forte e capace di affrontare i cambiamenti climatici e la concorrenza internazionale, rispondendo nel contempo alle attese dei cittadini.

dieci punti chiave della riforma sono:

  1. aiuti al reddito più mirati per dinamizzare la crescita e l’occupazione
  2. strumenti di gestione delle crisi più reattivi e adeguati alle nuove sfide
  3. un pagamento “verde” per conservare la produttività a lungo termine e tutelare gli ecosistemi
  4. ulteriori finanziamenti per la ricerca e l’innovazione
  5. una filiera alimentare più competitiva ed equilibrata
  6. incoraggiare le iniziative
  7. facilitare l’insediamento dei giovani agricoltori
  8. stimolare l’occupazione rurale e lo spirito
  9. maggiore attenzione alle zone fragili
  10. una Pac più semplice ed efficace.

Le proposte di regolamento della Commissione confermano la Pac nella sua architettura basata sui due pilastri: il primo pilastro più verde e più equamente; il secondo pilastro, più focalizzato sulla competitività e l’innovazione, i cambiamenti climatici e l’ambiente.

Le proposte di bilancio prevedono per l’Italia una decurtazione di risorse pari ad un valore nominale di circa il 6,7% nel caso del I pilastro e circa il 9% per il II pilastro.

Le proposte presentate dalla Commissione saranno discusse dal Consiglio e dal Parlamento europeo, affinché possano essere adottate entro la fine del 2013, per permettere di avviare una nuova generazione di programmi a partire dal 2014.

Scade il 31-12-2020 alle 17:00

UE: Programma salute 2014-2020

Scade il 31-12-2020 alle 17:00

UE: Cosme 2014-2020 – Accesso al credito per le PMI

banconote-euroCOSME (Competitiveness of Enterprises and SMEs) è il nuovo programma 2014-2020 dell’UE dedicato alle PMI che si configura principalmente come uno strumento in grado di migliorare l’accesso ai finanziamenti e migliorare l’accesso ai mercati all’interno e all’esterno dell’UE.

I fondi saranno utilizzati anche per creare un ambiente favorevole alle PMI, incoraggiando la cultura imprenditoriale in Europa e per rafforzare la competitività sostenibile delle imprese europee.
Il programma ha un budget di € 2,3 miliardi.

Modalità del supporto finanziario

Quasi € 1,4 miliardi del bilancio COSME sono dedicati a prestiti e a venture capital, a complemento dei sistemi finanziari di livello nazionale. In particolare, COSME fornirà uno strumento di garanzia per i prestiti alle PMI fino a € 150.000, e offrirà un migliore accesso al venture capital attraverso uno strumento di equity, con una particolare attenzione alla fase di espansione e di crescita delle PMI. L’assegnazione di questi fondi sarà gestita da intermediari finanziari affidabili, come banche e fondi di venture capital. Le PMI potranno accedere a questi fondi attraverso un portale finanziario supportato dall’UE.

Cosa può fare COSME per le PMI

COSME funzionerà come il suo predecessore, il programma CIP (Competitività e Innovazione). Nell’ambito del CIP, tra il 2007 e il 2013,  le garanzie sui prestiti sono state utilizzate nei casi in cui l’imprenditore o la piccola impresa non ha aveva sufficienti garanzie e la banca non aveva fornito un prestito. Il novanta per cento dei beneficiari – tra cui circa 200.000 PMI di tutta Europa – aveva 10 o meno dipendenti. Grazie al CIP, il prestito medio garantito è stato di circa € 65.000. Lo stesso tipo di benefici è ipotizzato con COSME.

Stima dei beneficiari

Si prevede che entro il 2020, circa 300mila imprese riceveranno crediti assistiti da garanzie COSME, con un valore di prestiti raggiungibile stimato in € 22 miliardi. Inoltre, grazie agli investimenti COSME in fondi di venture capital a sostegno delle PMI in rapida crescita, 560 aziende riceveranno gli investimenti di capitale di rischio, per un volume complessivo stimato in 4 miliardi di euro.

Con il restante miliardo di euro a bilancio COSME manterrà molti degli stessi programmi di successo già in atto, compreso il co-finanziamento per la Enterprise European Network, con i suoi più di 600 uffici in Europa e nel mondo. COSME sosterrà anche l’internazionalizzazione delle PMI, Erasmus per i giovani imprenditori, l’educazione all’imprenditorialità, helpdesk sulla protezione della proprietà intellettuale (IPR – brevetti) e la riduzione degli oneri burocratici.

Scade il 31-12-2020 alle 17:00

UE: Life 2014-2020

life_official_logoLIFE 2014-2020 sostituisce il programma Life+ 2007-2013, divenendo il principale strumento finanziario europeo per la tutela ambientale e lo sviluppo sostenibile ed il clima.

DOTAZIONE FINANZIARIA
La dotazione per il periodo 2014-2020 è pari a 3,4 miliardi, dei quali il 75% è destinato al sottoprogramma Ambiente e il 25% al sottoprogramma Azione per il clima.
Il regolamento LIFE fissa anche la percentuale minima delle risorse di bilancio da assegnare ai progetti (81%) e la percentuale massima delle risorse di bilancio assegnata a progetti integrati (30%).

BENEFICIARI
1) 
Enti pubblici
2) Organizzazioni private (comprese PMI e Grandi imprese)
3) Organizzazioni private senza fini di lucro (comprese le ONG)

1) Sottoprogramma – Ambiente
Verranno finanziati interventi nei seguenti settori prioritari:
– Ambiente ed uso efficiente delle risorse: obiettivo è sviluppare, sperimentare e dimostrare approcci politici o di gestione, buone pratiche e soluzioni, compresi lo sviluppo e la dimostrazione di tecnologie innovative, alle sfide ambientali, adatti ad essere replicati, trasferiti o integrati, anche in relazione al legame tra ambiente e salute, e a sostegno delle politiche e della legislazione in materia di efficienza delle risorse, compresa la tabella di marcia per un’Europa efficiente sotto il profilo delle risorse.
Tutti i progetti in questo settore prioritario sono quindi progetti pilota o dimostrativi ma non possono incentrarsi sulla ricerca. Per quanto riguarda i progetti dimostrativi sarà data priorità ai progetti che mettono in pratica, sperimentano, valutano e diffondono azioni, metodologie o approcci che sono nuovi o sconosciuti a livello di Unione.
Prorità tematiche: Acqua, Rifiuti, Efficienza nell’uso delle risorse, Ambiente e salute (sostanze chimiche, rumore), Aria,

Natura e biodiversità: obiettivo è sviluppare le migliori pratiche per arrestare la perdita di biodiversità e ripristinare i servizi ecosistemici, mantenendo al contempo come proprio fulcro il sostegno ai siti di Natura 2000, soprattutto mediante progetti integrati coerenti con i quadri di azioni prioritarie degli Stati membri (quali descritti nel nuovo documento della Commissione sul finanziamento di Natura 2000);
Priorità tematiche: Attuazione Direttive Uccelli e Habitat, Biodiversità

Governance e informazione in materia ambientale: obiettivo è promuovere la sensibilizzazione in materia ambientale, anche per ottenere il sostegno del pubblico e delle parti interessate all’elaborazione delle politiche ambientali dell’Unione, e promuovere la conoscenza in materia di sviluppo sostenibile e nuovi modelli di consumo sostenibile.
Priorità tematiche: Settimo programma d’azione per l’ambiente; controllo efficace e misure di promozione della conformità in relazione alla legislazione ambientale dell’Unione.

2) Sottoprogramma  – Azioni per il clima
Il sottoprogramma contribuirà a favorire la transizione verso un’economia con minori emissioni di carbonio e resiliente ai cambiamenti climatici, fornendo una base strategica per l’attuazione del pacchetto sul clima e l’energia per il 2020 e della strategia dell’Unione per l’adattamento ai cambiamenti climatici, e preparerà l’Unione ad affrontare le sfide relative all’azione per il clima fino al 2030. Dovrebbe inoltre promuovere il miglioramento della governance ambientale a tutti i livelli, compresa una maggiore partecipazione della società civile, delle ONG e degli attori locali.

Verranno finanziati interventi nei tre settori prioritari:

  • mitigazione dei cambiamenti climatici: incentrato sulla riduzione delle emissioni dei gas ad effetto serra;
  • adattamento ai cambiamenti climatici: finalizzato ad aumentare la resistenza ai cambiamenti climatici;
  • governance e informazione in materia di clima: cercherà di migliorare la consapevolezza, la comunicazione, la cooperazione e la diffusione di informazioni sugli interventi di attenuazione e adattamento ai cambiamenti climatici.

PAESI AMMESSI
Al programma LIFE possono partecipare i paesi membri UE, EFTA, SEE, i paesi candidati, i potenziali candidati e i paesi in via di adesione all’Unione; i paesi ai quali si applica la politica europea di vicinato; i paesi che sono divenuti membri dell’Agenzia europea dell’ambiente.

SOVVENZIONI e FINANZIAMENTI
I progetti saranno finanziati per mezzo di sovvenzioni per azioni, con contributo Ue compreso tra il 55% e il 60% dei costi ammissibili, oppure attraverso nuovi strumenti finanziari:
a) lo strumento per il finanziamento privato dell’efficienza energetica;
b) lo strumento di finanziamento del capitale naturale.

TIPOLOGIA DI PROGETTI
Le sovvenzioni per azioni potranno finanziare i seguenti progetti:
– progetti pilota *
– progetti dimostrativi *
– progetti di buone pratiche *
– progetti integrati, principalmente nei settori natura, acqua, rifiuti, aria e mitigazione dei cambiamenti climatici e adattamento ad essi
– progetti di assistenza tecnica
– progetti preparatori
– progetti d’informazione, sensibilizzazione e divulgazione *
– tutti gli altri progetti necessari al fine di conseguire gli obiettivi del programma.

* PROGETTI TRADIZIONALI: simili ai vecchi progetti LIFE+ Nature, Biodiversity, Environment and Information projects

ATTIVITÀ E SPESE AMMISSIBILI
Saranno ammesse attività che comportano spese in:

  • preparazione, attuazione, monitoraggio, controllo e valutazione dei progetti, delle politiche, dei programmi e della legislazione
  • informazione e comunicazione, comprese le campagne di sensibilizzazione
  • studi, indagini, modellizzazioni e scenari
  • workshop, conferenze e incontri
  • piattaforme di networking e di buone pratiche
  • tutte le altre attività necessarie al fine di conseguire gli obiettivi del programma

Ulteriori informazioni
LIFE multiannual work programme for 2014-2017

Scade il 31-12-2020 alle 17:00

UE: Horizon 2020 – Programma per la Ricerca, Innovazione e Competitività

h2020Horizon 2020 è il programma europeo 2014-2020 dedicato agli investimenti in Ricerca, Innovazione e Competitività, che per la prima volta raduna gli strumenti di finanziamento, in precedenza articolati sui programmi CIP (competitività e innovazione) 7PQ (Settimo Programma Quadro per la ricerca) ed EIT (tecnologia e innovazione europea).

OBIETTIVO

Horizon si presenta come cardine della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva, nonché come pilastro chiave dell'”iniziativa faro “Unione dell’Innovazione”, volta a potenziare la competitività globale europea. L’articolazione del programma quadro, dopo essere stata illustrata attraverso una proposta della Commissione europea, è stata discussa nel 2012, adottata dal Parlamento a metà novembre 2013 e confermata formalmente dal Consiglio dell’UE il 2 dicembre 2013.

DOTAZIONE FINANZIARIA COMPLESSIVA

Per l’intero periodo 2014-2020 verranno messi a disposizione 70,2 miliardi di euro.

BENEFICIARI POTENZIALI

Enti pubblici, Organismi di ricerca, Università, PMI e Grandi imprese degli Stati Membri UE
Horizon 2020 sarà aperto alla partecipazione anche dei Paesi in pre-adesione, dei paesi candidati e potenziali candidati.

LE NOVITÀ

I finanziamenti offerti da Horizon 2020 punteranno a:
– integrare ricerca e innovazione, fornendo sostegno all’insieme delle attività che vanno dalla ricerca al mercato;
– dare maggiore supporto all’innovazione e alle attività vicine al mercato;
– porre un forte accento sulla creazione di opportunità di business specie in risposta alle più importanti sfide sociali;
– dare maggiore spazio ai giovani scienziati garantendo loro la possibilità di presentare le loro idee e ottenere finanziamenti.

 Horizon 2020 garantirà anche un più facile accesso grazie a:
– radicale semplificazione dei rimborsi (tasso forfettario unico per i costi indiretti e due soli tassi di finanziamento, rispettivamente per la ricerca e per le attività vicine al mercato);
– un unico punto d’accesso per i partecipanti (Participant Portal);
– meno oneri burocratici nella preparazione delle proposte;
– niente controlli o revisioni inutili
– riduzione dei tempi di ricevimento dei finanziamenti

La Commissione inoltre si impegnerà al massimo per aprire il programma a più partecipanti di tutta Europa, valutando l’opportunità di sinergie con i finanziamenti a titolo della Politica di Coesione dell’UE.
Horizon 2020 individuerà potenziali centri di eccellenza nelle regioni meno sviluppate e offrirà loro consulenza e sostegno mentre i Fondi Strutturali dell’UE potranno essere sfruttati per ammodernare infrastrutture e attrezzature.

PILASTRI DEL PROGRAMMA

1) Eccellenza nella scienza di base (Excellent Science): mira a rafforzare e ad ampliare l’eccellenza della base di conoscenze scientifiche dell’Unione e a consolidare lo Spazio europeo della ricerca al fine di rendere il sistema europeo di ricerca e innovazione più competitivo su scala mondiale. Essa si articola in quattro obiettivi specifici:
  • Il Consiglio europeo della ricerca (ERC) fornisce finanziamenti a singoli ricercatori creativi e talentuosi e alle loro équipe per esplorare le vie più promettenti alle frontiere della scienza sulla base di una concorrenza di livello Ue.
  • Le Tecnologie emergenti e future (FET): sostiene la ricerca collaborativa al fine di ampliare la capacità dell’Europa di produrre innovazioni d’avanguardia e in grado di rivoluzionare il pensiero tradizionale.
  • Le Azioni Marie Sklodowska-CurieCurie: forniscono formazione nella ricerca e opportunità di scambio di conoscenze grazie alla mobilità transfrontaliera e intersettoriale dei ricercatori, al fine di prepararli al meglio ad affrontare le sfide sociali attuali e future.
  • Le Infrastrutture di ricerca: favoriscono lo sviluppo di infrastrutture europee di ricerca per il 2020 e oltre, e la promozione del potenziale innovativo e del capitale umano, integrando in tal modo la corrispondente politica Ue e la cooperazione internazionale.

2) Leadership industriale e ambienti competitivi (Industrial Leadership): mira ad accelerare lo sviluppo delle tecnologie e delle innovazioni a sostegno delle imprese del futuro e ad aiutare le PMI europee innovative a crescere per divenire imprese di importanza mondiale. Essa si articola in tre obiettivi specifici.

  • La leadership nelle tecnologie abilitanti e industriali fondamentali (KETs – Key Enabling Technologies): fornisce un sostegno mirato alla ricerca, allo sviluppo e alla dimostrazione di tecnologie ad alta intensità di conoscenza associate ad elevata intensità di R&S, a  cicli di innovazione rapidi, a consistenti spese di investimento e a posti di lavoro altamente qualificati. Tali tecnologie presentano una rilevanza sistemica, in quanto rendono possibile l’innovazione nei processi, nei beni e nei servizi in tutti i settori economici e sono riferite alle seguenti categorie:
    1. Tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC)
    2. Nanotecnologie
    3. Materiali avanzati
    4. Biotecnologie
    5. Sistemi avanzati di fabbricazione e trattamento
    6. Ricerca spaziale
  • Un più facile accesso al capitale di rischio (Access to risk finance): mira a superare i disavanzi nella disponibilità di crediti e fondi propri per il settore R&S e per le imprese e i progetti innovativi in tutte le fasi di sviluppo.
  • L’innovazione nelle PMI (Innovation in SMEs): promuove tutte le forme di innovazione nelle PMI, con un interesse specifico per quelle dotate del potenziale di crescita suscettibile di internazionalizzazione sul mercato unico e oltre.

3) Sfide per la società (Societal challenges): affronta le priorità politiche e le sfide sociali identificate nella strategia Europa 2020 che mirano a stimolare la massa critica degli sforzi di ricerca e innovazione necessari a conseguire gli obiettivi politici dell’Unione. Il finanziamento è incentrato sui seguenti sei obiettivi specifici:
1. salute, cambiamento demografico e benessere;
2. sicurezza alimentare, agricoltura sostenibile, ricerca marina e marittima nonché bioeconomia;
3. energia sicura, pulita ed efficiente;
4. trasporti intelligenti, verdi e integrati;
5. azione per il clima, efficienza delle risorse e materie prime;
6. società inclusive, innovative e sicure.

LE RISORSE IN DETTAGLIO

Saranno 2,8 i miliardi di euro dedicati a sfruttare in modo graduale e ampio gli strumenti finanziari atti a potenziare i finanziamenti da enti del settore privato, che si sono rivelati estremamente efficaci nello stimolare gli investimenti privati in innovazioni che conducono direttamente alla crescita e a nuovi posti di lavoro. In questo ambito le piccole e medie imprese (SME) fruiranno di circa 6,1 miliardi di euro in forza del ruolo cruciale che svolgono nel promuovere l’innovazione.

Horizon 2020 investirà poi 13,5 miliardi di euro nello sviluppo di capacità industriali europee nelle tecnologie abilitanti fondamentali, che richiedono un approccio multidisciplinare, a intenso tasso di conoscenza e capitale. Con la priorità di intervento Sfide per la società affronterà alcune delle grandi preoccupazioni condivise dai cittadini europei e di altri paesi con un approccio che riunirà risorse e conoscenze provenienti da una molteplicità di settori, tecnologie e discipline, fra cui le scienze sociali e umanistiche. Si copriranno attività che spaziano dalla ricerca alla commercializzazione, incentrandosi su quelle connesse all’innovazione quali i progetti pilota, la dimostrazione, i banchi di prova e il sostegno agli appalti pubblici e all’adozione commerciale. Si istituiranno collegamenti con le attività dei partenariati europei per l’innovazione.
 
Altri 6,1 miliardi di euro saranno assegnati alle “Azioni Marie Curie” che hanno sostenuto formazione, mobilità e sviluppo di capacità di oltre 50.000 ricercatori da quando sono state istituite nel 1996.
In quanto parte integrante di Horizon 2020, l’EIT (European Institute of Innovation & Technology) avrà un ruolo di rilievo nell’avvicinare tra loro istituti di eccellenza nell’istruzione superiore, centri di ricerca e imprese per creare gli imprenditori di domani e assicurare che il “triangolo della conoscenza” europeo sia all’altezza della concorrenza dei migliori nel mondo. Pere questo il sostegno all’IET sarà pari a 2,7 miliardi di euro nel periodo 2014-2020 (rispetto ai 309 milioni di euro erogati dalla fondazione nel 2008 a oggi).
L’IET si basa sul concetto pionieristico dei centri di partenariato transfrontalieri privati-pubblici, noti come “Comunità della conoscenza e dell’innovazione”. Le tre Comunità della conoscenza attualmente in essere, che vertono su energia sostenibile (CCI InnoEnergy), cambiamenti climatici (CCI Clima) e società dell’informazione e della comunicazione (EIT/ICT Labs), si amplieranno con la creazione di sei nuove Comunità nel periodo 2014-2020.
I finanziamenti per il Consiglio europeo della ricerca (CER) aumenteranno del 77%, pari a circa 13 miliardi di euro. Il Consiglio europeo della ricerca sostiene gli scienziati dotati di maggior talento e creatività nella ricerca di frontiera di altissimo livello in Europa, nell’ambito di un programma riconosciuto e apprezzato a livello internazionale.
Horizon 2020 consentirà altresì di promuovere la cooperazione internazionale al fine di rafforzare l’eccellenza e l’attrattività dell’UE nella ricerca, di dare risposte congiunte alle sfide globali e sostenere le politiche esterne dell’UE.
Il Centro comune di ricerca, servizio scientifico interno della Commissione europea, continuerà inoltre a offrire sostegno scientifico e tecnico all’elaborazione delle politiche dell’UE, dall’ambiente all’agricoltura e alla pesca passando per le nanotecnologie e la sicurezza nucleare.

Pagina web ufficiale di HORIZON 2020

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