Friuli: 17mln su due bandi per R&S e innovazione

Nella seduta del 30 giugno 2017 la Giunta dalla Regione Friuli – Venezia Giulia ha approvato i bandi del POR FESR 2014-2020 rivolti all’incentivazione delle attività di R&S e di Innovazione dei processi e dell’organizzazione delle imprese.

Lo stanziamento ammonta a complessivi 17,7 milioni di euro e costituisce un’ulteriore tranche di risorse cofinanziate dal POR FESR 2014-2020 per:

Entrambe le azioni sono destinate alle imprese dei settori industriale, artigiano e terziario, di ogni dimensione, già insediate o che intendono insediarsi sul territorio regionale.

I bandi recepiscono l’aggiornamento della Strategia per la specializzazione intelligente approvata dopo il percorso di revisione appena conclusosi, nell’ambito della quale devono collocarsi i progetti proposti a finanziamento.

I contributi sono a fondo perduto e sono concessi per il sostenimento di spese riferibili all’attività di R&S o di innovazione dei processi e dell’organizzazione riguardanti il personale, le attrezzature, le consulenze qualificate, prestazioni e servizi, i beni immateriali e materiali.

Le intensità di aiuto per le attività di R&S variano in funzione della modalità di strutturazione del progetto: se la collaborazione, obbligatoria in almeno una delle forme previste dal bando, sia prestata da enti di ricerca o consulenti qualificati in forma di consulenze contrattualizzate, le intensità sono 65% (micro e piccola impresa), 55% (media impresa), 45% (grande impresa) per le attività di ricerca industriale e 40% (micro e piccola impresa), 30% (media impresa), 20% (grande impresa) per le attività di sviluppo sperimentale, ma sono più elevate qualora sia prevista la collaborazione fra più imprese partner.

Per il bando rivolto all’innovazione dei processi e dell’organizzazione l’intensità di aiuto è del 40% per le PMI (50% in caso di collaborazione fra più imprese partner) e del 15% per le grandi imprese, che possono partecipare purché in collaborazione con le PMI.
I termini per la presentazione delle domande si aprono il 18 settembre e si chiudono il 19 ottobre 2017.

Scade il 19-10-2017 alle 17:00

RER: Fondo Starter

fondo-startERLa Regione Emilia-Romagna ha attivato il fondo rotativo di finanza agevolata “StartER”, per sostenere gli investimenti delle nuove piccole imprese costituite negli ultimi 5 anni con finanziamenti fino a 300mila euro erogati a tassi di interesse agevolati.

SCADENZE

Le domande possono essere presentate a partire dal 10 luglio fino al 30 settembre 2017, salvo esaurimento fondi.

OGGETTO

Il Fondo Starter è un fondo rotativo di finanza agevolata a compartecipazione privata, messo in campo dalla Regione Emilia Romagna con risorse POR-FESR 2014/2020 e gestito da Unifidi Emilia Romagna. Il Fondo è finalizzato al sostegno della nuova imprenditorialità e della crescita delle imprese operanti nel settore della Strategia di Specializzazione Intelligente, attraverso l’erogazione di finanziamenti a tasso agevolato.

DOTAZIONE

Il Fondo ha una dotazione finanziaria di 11 milioni di euro.

BENEFICIARI

Possono usufruire dell’agevolazione le piccole imprese (con massimo 50 dipendenti in ULA e non più di 10 milioni di euro di fatturato o attivo di bilancio), iscritte al Registro Imprese da non più di 5 anni al momento di presentazione della domanda e che abbiano il codice di attività principale rientrante in una delle seguenti categorie della classificazione Ateco 2007: B, C, D, E, F, G, H, I, J, L, M, N, P, Q, R, S.
I richiedenti devono realizzare il progetto d’impresa in Emilia Romagna.

CONDIZIONI DEL FINANZIAMENTO

I finanziamenti, nella forma tecnica di mutuo chirografario, possono avere la durata compresa tra 36 e 96 mesi (incluso un preammortamento massimo di 12 mesi). E’ finanziabile il 100% del progetto presentato.
Entità minima del finanziamento: 
20 mila euro
Entità massima del finanziamento300 mila euro
Tasso del finanziamento: a tasso zero per il 70% dell’importo erogato e ad un tasso convenzionato non superiore all’EURIBOR 6 mesi +4,75% per il restante 30%.

INTERVENTI AMMISSIBILI

I progetti ammessi dal Fondo devono essere mirati all’innovazione produttiva e di servizio, allo sviluppo organizzativo, alla messa a punto dei prodotti e servizi che presentino potenzialità concrete di sviluppo, al consolidamento ed alla creazione di nuova occupazione sulla base di piani industriali, all’introduzione ed uso efficace di strumenti ICT, nelle forme di servizi e soluzioni avanzate, con acquisti di soluzioni customizzate di software e tecnologie innovative per la manifattura digitale.

SPESE AMMISSIBILI

Le voci di spesa relative a consulenze, personale, materiali e scorte, spese di locazione e Spese per la produzione di documentazione tecnica necessaria per la presentazione della domanda ( lettere “e, f, g, h, i” in elenco) non potranno superare complessivamente il 50% del finanziamento richiesto ed ammesso.

Il Fondo Starter finanzia le spese per l’avvio di impresa. A titolo esemplificativo:
a. Interventi su immobili strumentali: acquisto, ampliamento e/o ristrutturazione;
b. Acquisto di macchinari, attrezzature, hardware e software, arredi strettamente funzionali;
c. Acquisizione di brevetti, licenze, marchi, avviamento;
d. Spese per partecipazione a fiere e interventi promozionali;
e. Consulenze tecniche e/o specialistiche;
f. Spese del personale adibito al progetto ;
g. Materiale e scorte;
h. Spese locazione dei locali adibito ad attività (risultante da visura come sede principale/unità locale);
i. Spese per la produzione di documentazione tecnica necessaria per la presentazione della domanda.

DURATA

L’erogazione del finanziamento avverrà dietro la presentazione di una rendicontazione di almeno il 50% del progetto ammesso (da inviare al massimo entro 4 mesi dalla delibera del Comitato).
Tutti i progetti dovranno essere conclusi e rendicontati per il 100% dell’importo ammesso entro 12 mesi dalla delibera di concessione.

RIFERIMENTI NORMATIVI

Delibera di Giunta regionale  (pdf, 345.0 KB) n. 791 del 30 maggio 2016 (pdf, 345.0 KB) modificato con delibera n. (pdf, 317.8 KB)  (pdf, 317.8 KB) 1537 del 26 settembre 2016 (pdf, 317.8 KB), il Fondo multiscopo di finanza agevolata a compartecipazione privata, che per il settore nuove imprese intende favorire la nascita di nuove imprese
Il comparto energia del fondo ha una dotazione finanziaria di 11 milioni di euro

Sito ufficiale del Fondo: www.fondostarter.unifidi.eu

Scade il 30-09-2017 alle 17:00

ER: finanziamenti per nuove imprese e green economy

La Regione Emilia-Romagna mette a disposizione due importanti strumenti finanziari per il sostegno alla nuova imprenditorialità e ad una maggiore efficienza energetica. Entrambi fanno parte del Fondo multiscopo di finanza agevolata a compartecipazione privata.

Il Fondo Starter, che ha una dotazione finanziaria di 11 milioni di euro, intende favorire la nascita di nuove imprese e sostenere la crescita di quelle operanti nel settore della Smart Specialisation Strategy. Si rivolge a piccole imprese in forma singola o associata, con al massimo 5 anni di attività alle spalle al momento di presentare domanda. Il fondo interviene concedendo finanziamenti a tasso agevolato per progetti di ristrutturazione e acquisto macchinari, attrezzature, licenze. Sono ammesse le spese per partecipazione a fiere e relative a consulenze specialistiche, personale e affitto dei locali adibiti al progetto candidato.

Il Fondo Energia, che ha una dotazione finanziaria di 36 milioni di euro, sostiene gli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica delle imprese e l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, al fine di aumentarne la competitività. Si rivolge a imprese, società d’area, gestori di aree produttive. Sono ammesse le spese per interventi di ristrutturazione su immobili e macchinari, acquisto di nuove attrezzature, acquisizione di licenze e software, consulenze specialistiche attinenti.

Per entrambi i Fondi le domande posso essere presentate a partire dal 10 luglio 2017 al 30 settembre 2017.

Scade il 30-09-2017 alle 17:00

Veneto: bando ricerca e sviluppo delle Aggregazioni di impresa

Approvato il nuovo Bando di sostegno a progetti presentati dalle Aggregazioni di imprese venete per la realizzazione della Strategia di Specializzazione Intelligente per la Ricerca e l’Innovazione della regione.

SCADENZE

Le domande potranno essere presentate a partire dalle ore 15 del 22 giugno 2017, fino al 20 luglio 2017, ore 17. Le domande pervenute saranno successivamente sottoposte a procedura valutativa a graduatoria.

OBIETTIVO

Per la prima volta il bando concorrerà alla realizzazione della Strategia di Specializzazione Intelligente per la Ricerca e l’Innovazione della Regione Veneto (RIS3 Veneto) e del POR-FESR 2014-2020, attraverso l’attuazione delle azioni:
1.1.4 “Sostegno alle attività collaborative di R&S per lo sviluppo di nuove tecnologie sostenibili, di nuovi prodotti e servizi”
3.3.1 “Sostegno al riposizionamento competitivo di sistemi imprenditoriali di tipo distrettuale o di filiera”.

DOTAZIONE FINANZIARIA

Lo stanziamento complessivo ammonta ad euro 10.500.000 ripartiti in euro 7.000.000 sull’azione 1.1.4 e in euro 3.500.000 sull’azione 3.3.1.

BENEFICIARI

Il bando si rivolge alle aggregazioni di imprese disciplinate ai sensi della legge regionale 30 maggio 2014, n. 13 e intese come almeno 3 imprese, tra loro indipendenti, riunite in una delle seguenti forme: contratto di rete, consorzio, società consortile, società cooperativa e associazioni o raggruppamenti di imprese a carattere temporaneo.

I soggetti ammessi alla partecipazione delle due azioni del bando sono differenti. In particolare, l’azione 1.1.4 richiede obbligatoriamente la presenza nell’aggregazione di un organismo di ricerca iscritto nel portale regionale “Innoveneto.org” e consente alle grandi imprese di prendervi parte nel limite massimo di 1/3 sul totale dei partecipanti. Per l’azione 3.3.1, invece, sono ammesse esclusivamente le aggregazioni di PMI.

INTERVENTI AMMISSIBILI

L’azione 1.1.4 che ha ad oggetto le “Attività collaborative di R&S”, prevede di finanziare progetti di ricerca industriale o sviluppo sperimentale, che siano coerenti con la RIS3 Veneto.
L’azione 3.3.1. sul “Riposizionamento competitivo” offre sostegno a progetti di innovazione di processo.

DURATA E INTENSITÀ DI AIUTO

Per entrambe le azioni del bando, la durata massima progettuale è di 15 mesi e l’intensità del sostegno economico è pari al 50% della spesa ammessa (40% in caso di partecipazione di grandi imprese e solo per i progetti riferiti all’azione 1.1.4).

PORTATA DEI PROGETTI

I limiti di spesa sono posti come valore minimo a 60.000 euro e massimo a 500.000 euro per i progetti di R&S riferiti all’azione 1.1.4, mentre per i progetti di innovazione di processo relativi all’azione 3.3.1 il massimale di spesa è fissato a 400.000 euro.

RIFERIMENTI NORMATIVI

Regione Veneto – POR-FESR 2014-2020 – POR FESR 2014-2020. Asse 1. Azione 1.1.4 “Sostegno alle attività collaborative di R&S per lo sviluppo di nuove tecnologie sostenibili, di nuovi prodotti e servizi”. Asse 3. Azione 3.3.1 “Sostegno al riposizionamento competitivo di sistemi imprenditoriali di tipo distrettuale o di filiera”. Approvazione bando per il sostegno a progetti sviluppati da aggregazioni di imprese e modello descrittivo di progetto.
[Pubblicazione nel BUR il 20 giugno 2017]

Scade il 20-07-2017 alle 17:00

LOMBARDIA: AL VIA – Valorizzazione degli Investimenti Aziendali PMI

L’Iniziativa finanzia investimenti produttivi, incluso l’acquisto di macchinari, impianti e consulenze specialistiche inseriti in adeguati piani di sviluppo aziendale e piani di sviluppo finalizzati al rilancio di aree produttive della Lombardia.

SCADENZE

La Domanda può essere presentata a partire dalle ore 12.00 del giorno 05 luglio 2017 e sino al 31 dicembre 2019, data di chiusura dello sportello.

DOTAZIONE FINANZIARIA

Risorse del POR FESR 2014-2020 dedicate alla misura agevolativa pari a 75 milioni di euro, a valere sull’Azione III.3.c.1.1, di cui:
-€ 55 milioni POR-FESR 2014-2020 (Fondo di garanzia);
-€ 20 milioni POR-FESR 2014-2020 (contributo c/capitale).
Sono previste le seguenti riserve:
-€ 1.250.000,00 quale riserva di risorse da dedicare all’Area interna Valchiavenna come disposto dal d.d.u.o. 22 marzo 2016 – n. 2069
-€ 3.000.000 quale riserva di risorse da dedicare complessivamente alle imprese che insistono nei Comuni del SLL di Sannazzaro de’ Burgondi e nei Comuni esclusi dagli interventi previsti dalla DGR n. 5752/2016 e appartenenti agli SLL di Stradella e Sondrio
Le risorse a valere sull’azione del POR attivano ulteriori € 220 milioni, di cui 110M€ messi a disposizione da Finlombarda (mediante provvista BEI) e 110M€ da Intermediari Finanziari Convenzionati.

OBIETTIVO E LINEE DI INTERVENTO

Il bando AL VIA – Agevolazioni Lombarde per la Valorizzazione degli Investimenti Aziendali  – finanzia progetti secondo 2 possibili Linee di intervento:
1. LINEA SVILUPPO AZIENDALE: Investimenti da realizzarsi nell’ambito di generici piani di sviluppo aziendale;
2. LINEA RILANCIO AREE PRODUTTIVE: Investimenti per lo sviluppo aziendale basati su programmi di ammodernamento e ampliamento produttivo legati a piani di riqualificazione e/o riconversione territoriale di aree produttive

BENEFICIARI

Possono presentare Domanda le PMI:

  • iscritte al Registro delle imprese;
  • con sede operativa in Lombardia al momento dell’erogazione;
  • operative da almeno 24 mesi;
  • con codice ATECO primario appartenente ad una delle seguenti categorie: C, F, H, J, M, N (ad esclusione dei codici previsti nell’Allegato 2 dell’Avviso) oppure, indipendentemente dal codice Ateco primario di appartenenza le PMI iscritte all’Albo delle imprese agromeccaniche di Regione Lombardia, in attuazione del decreto n. 1132 del 17/02/2015, ai sensi della l.r. 31/2008 ART. 13 BIS.

FORMA E INTENSITÀ DELL’AGEVOLAZIONE

A fronte di Progetti presentati con spese ammissibili tra €53.000 e fino a 3ML per Sviluppo aziendale e fino a 6ML per Rilancio aree produttive, l’Intervento agevolativo si compone di:

  • Finanziamento a medio-lungo termine erogato da Finlombarda e dagli intermediari finanziari convenzionati (tra €50.000 e fino a € 2.850.000);
  • Garanzia regionale gratuita del 70% ad assistere il Finanziamento;
  • Contributo a fondo perduto in conto capitale variabile a seconda della dimensione aziendale e del regime di aiuto scelto.

SPESE AMMISSIBILI

Sono ammissibili al Progetto le seguenti tipologie di spesa:
a) macchinari, impianti specifici e attrezzature, arredi nuovi di fabbrica necessari per il conseguimento delle finalità produttive;
b) sistemi gestionali integrati (software & hardware);
c) acquisizione di marchi, di brevetti e di licenze di produzione;
d) opere murarie, opere di bonifica, impiantistica solo se funzionali all’installazione dei macchinari o al progetto di rilancio e costi assimilati, anche finalizzati all’introduzione di criteri di ingegneria antisismica;
e) proprietà/diritto di superficie in relazione ad immobili destinati all’esercizio dell’impresa (solo per Linea rilancio aree produttive).

VALUTAZIONE DELLE DOMANDE

L’istruttoria effettuata secondo l’ordine cronologico di ricezione delle Domande prevede 3 fasi:
– istruttoria formale in capo a Finlombarda;
istruttoria tecnica, effettuata da un Nucleo di Valutazione, nominato con apposito provvedimento di Regione Lombardia. L’esito istruttorio positivo prevede il raggiungimento di almeno 50 punti, secondo gli elementi di valutazione indicati nella tabella che segue;
istruttoria economico-finanziaria in capo a Finlombarda e all’Intermediario Convenzionato;

RIFERIMENTI NORMATIVI

BUR Lombardia – Serie Ordinaria  n. 24   del 13 /06/2017 – Approvazione avviso «AL VIA – Agevolazioni lombarde per la valorizzazione degli investimenti aziendali» in attuazione della d.g.r. 28 novembre 2016 n. 5892. Por Fesr 2014-2020, asse prioritario III – Promuovere la competitività delle piccole e medie imprese – Azione III.3.c.1.1.

Scade il 31-12-2019 alle 17:00

RER: Start up innovative 2017

startup-innovative-3La Regione Emilia-Romagna sostiene l’avvio e il consolidamento di start up innovative ad alta intensità di conoscenza. I progetti dovranno avere ricadute positive sui settori individuati dalla Strategia regionale di specializzazione intelligente (S3) come prioritari.

SCADENZA

Misura a sportello dal 10 maggio 2017 al 30 novembre 2017, salvo esaurimento delle risorse disponibili.

OBIETTIVO

L’obiettivo è favorire la nascita e la crescita di start up in grado di generare nuove nicchie di mercato attraverso nuovi prodotti, servizi e sistemi di produzione a elevato contenuto innovativo, cogliere le tendenze dominanti e generare opportunità occupazionali. Il contributo è rivolto alla valorizzazione economica dei risultati della ricerca (non al finanziamento della ricerca stessa).

DOTAZIONE FINANZIARIA

Il Por Fesr destina 4.500.000,00 euro.

CAMPI DI APPLICAZIONE

I progetti dovranno avere ricadute positive sui settori individuati dalla Strategia regionale di specializzazione intelligente (S3) come prioritari: agroalimentare, edilizia e costruzioni, meccatronica e motoristica, industria della salute e del benessere, industrie culturali e creative, innovazione nei servizi.

BENEFICIARI

Micro e piccole imprese singole – registrate alla “Sezione speciale in qualità di Start-up innovativa” del registro delle imprese presso la Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura – regolarmente costituite come società di capitali (incluse Srl, uninominali, consorzi, società consortili, cooperative) con unità locale sede di progetto in Emilia-Romagna e ATECO 2007 ammesso dalla S3:

  • per i progetti di avvio di attività (tipologia A): costituite successivamente al 1° gennaio 2013
  • per i progetti di espansione di start up già avviate (tipologia B): costituite dopo il 1° marzo 2011, con almeno due esercizi di bilancio, un fatturato (voce A1 del CE) di almeno 200.000,00 € nell’ultimo bilancio approvato e 3 dipendenti a tempo indeterminato assunti alla data del 31/12/2015.

Le imprese già beneficiarie di contributi nell’ambito del POR FESR 2007-2013 – ASSE 1 – ATTIVITÀ I.2.1 – BANDO START UP INNOVATIVE annualità 2012, 2013 e 2014 potranno presentare domanda solo per la tipologia B, qualora ne abbiano i requisiti minimi.

Dal punto di vista delle caratteristiche produttive le imprese si potranno distinguere in:

I. imprese basate sullo sviluppo produttivo di risultati di ricerca o di soluzioni tecnologiche derivanti da una o più tecnologie abilitanti, anche congiuntamente ad altre tecnologie;

II. imprese basate sullo sviluppo o sull’utilizzo avanzato delle tecnologie digitali per applicazioni imprenditoriali prioritariamente nelle industrie culturali e creative, nell’innovazione sociale, nel wellness e nei servizi ad alta intensità di conoscenza.

PARAMETRI DI AFFIDABILITÀ ECONOMICO-FINANZIARIA

Deve essere soddisfatta la congruenza fra capitale netto e costo del progetto: I = P + F
I = Investimenti complessivamente oggetto di contributo (costo totale del progetto);
P = Mezzi propri incrementali (es. capitale sociale, riserve, patrimonio per le società di persone etc.);
F = Finanziamento bancario specifico di durata >= 36 mesi

La formula di equilibrio deve essere rispettata con i seguenti parametri al momento della sottoscrizione della domanda:
• I Mezzi propri incrementali (P) devono essere pari almeno al 15% degli Investimenti (I) (ammontare totale delle spese) oggetto di richiesta all’atto di presentazione nella domanda.
• Entro 60 giorni dall’atto di concessione del contributo, l’apporto incrementale dei Mezzi propri dovrà essere versato pena la revoca dello stesso e potrà essere rideterminato sul totale degli investimenti (spese) effettivamente ammessi a contributo.

SPESE AMMISSIBILI

Per gli interventi di tipologia A – Progetti per la realizzazione dei primi investimenti necessari all’avvio dell’impresa e alla messa sul mercato dei prodotti/servizi:

  • A. Macchinari, attrezzature, impianti, hardware e software, arredi strettamente funzionali;
  • B. Spese di affitto e noleggio laboratori e attrezzature scientifiche (max 20% del  totale progetto);
  • C. Acquisto e brevetti, licenze e/o software da fonti esterne;
  • D. Spese di costituzione (max 2.000 euro);
  • E. Spese promozionali anche per partecipazione a fiere ed eventi (max 25.000 €);
  • F. Consulenze esterne specialistiche non relative all’ordinaria amministrazione.

Per gli interventi di tipologia B – Progetti per la realizzazione di investimenti per l’espansione di start up già avviate, per quanto riguarda sedi produttive, logistiche e commerciali e l’aumento di dotazioni tecnologiche:

  • A. Acquisizione sedi produttive, logistiche, commerciali. Le imprese con sede legale esterna alla Regione Emilia-Romagna potranno acquistare solo sedi produttive nel territorio regionale (max 50% costo)
  • B. Macchinari, attrezzature, impianti, hardware e software, arredi strettamente funzionali;
  • C. Spese di affitto e noleggio laboratori e attrezzature scientifiche (max 20% del totale progetto);
  • D. Acquisto e brevetti, licenze e/o software da fonti esterne;
  • E. Spese promozionali anche per partecipazione a fiere ed eventi (max 10% del  totale progetto);
  • F. Consulenze esterne specialistiche non relative all’ordinaria amministrazione.

DURATA

La durata massima dei progetti è stabilita in:

  • 12 mesi per la tipologia A
  • 18 mesi per la tipologia B

Solo per la tipologia A, sono inoltre ammissibili spese già sostenute prima della presentazione della domanda per un importo complessivo non superiore al 20% del costo totale del progetto.

CONTRIBUTO REGIONALE

I progetti imprenditoriali dovranno prevedere un costo totale ammissibile minimo secondo quanto riportato in tabella e l’agevolazione prevista consiste in un contributo in conto capitale, corrispondente al 60% della spesa ritenuta ammissibile, secondo le seguenti soglie:

 

Costo ammissibile minimo

Categoria impresa I

Costo ammissibile minimo

Categoria impresa II

Soglia massima

contributo concedibile

Tipologia A – Avvio

80.000 € 50.000 € 100.000 €
Tipologia B – Espansione 150.000 € 80.000 €

250.000 €

Oltre alla percentuale di contributo ordinaria sopra indicata, e fermo restando i limiti sopraindicati, è prevista una maggiorazione del contributo pari a 10 punti percentuali per i progetti che prevedono alla loro conclusione un incremento di dipendenti assunti a tempo indeterminato (con contratti a tempo pieno o a tempo parziale per almeno l’80% del tempo) rispetto a quelle in organico al momento della presentazione della domanda, pari a:

– almeno 2 unità per la tipologia A;

– almeno 3 unità per la tipologia B;

MODALITÀ D’ISTRUTTORIA E VALUTAZIONE DEI PROGETTI

Le domande saranno istruite in ordine cronologico fino ad esaurimento fondi secondo il seguente schema:

  • domande presentate dal 10/05/2017 al 30/06/2017: termine istruttoria 15 settembre 2017;
  • domande presentate dal 01/07/2017 al 30/09/2017: termine istruttoria 15 novembre 2017;
  • domande presentate dal 01/10/2017 al 30/11/2017: termine istruttoria 15 febbraio 2017;

La procedura prevede però una valutazione prioritaria dei progetti delle imprese a prevalente (>50%) componente femminile o a più che prevalente (>60%) componente giovanile (under 40), rilevanti rispetto ai temi della disabilità, dell’innovazione sociale e dello sviluppo sostenibile, in possesso del rating di legalità.

II nucleo di valutazione effettuerà anche una specifica verifica della qualità del business plan presentato.

RIFERIMENTI NORMATIVI

D.G.R. n. 11/2016 – POR FESR 2014-2020. APPROVAZIONE BANDO PER IL SOSTEGNO ALLE START UP INNOVATIVE IN ATTUAZIONE DELL’ATTIVITA’ 1.4.1.

Scade il 30-11-2017 alle 17:00

ER: sostegno all’efficienza energetica nelle aziende

regione_emilia_romagnaAmmontano a 2.288.000 euro le risorse che la Regione Emilia-Romagna mette a disposizione delle piccole e medie imprese della regione, che realizzino diagnosi energetiche o adottino sistemi di gestione dell’energia.

Dal 10 aprile 2017 e fino al 30 giugno, le PMI emiliano-romagnole potranno accedere alle risorse stanziate dalla Regione e cofinanziate dal Ministero dello Sviluppo economico, a copertura del 50% dei costi sostenuti per migliorare o aumentare l’efficienza energetica.

In particolare, il contributo andrà a coprire il 50% dei costi ammissibili sostenuti dall’impresa per l’esecuzione di diagnosi energetiche, finalizzate alla valutazione del consumo di energia e al risparmio energetico conseguibile con specifici interventi (contributo massimo 5 mila euro al netto dell’Iva). Previsto il contributo anche per l’attuazione di sistemi di gestione dell’energia, comprensivi di diagnosi energetiche, e rilascio della certificazione di conformità del sistema (contributo massimo 10 mila euro al netto dell’Iva).

Le richieste dovranno essere inviate esclusivamente online, attraverso l’applicativo web “Pride” (Programma regionale diagnosi energetiche) che sarà messo a disposizione delle imprese a partire dalla data di apertura dello sportello.

I contributi verranno assegnati fino a esaurimento delle risorse e secondo l’ordine cronologico dell’invio della richiesta.

“Con questo bando- spiega l’Assessore regionale alle Attività produttive e Piano energetico, Palma Costi– iniziamo a mettere in campo le azioni e provvedimenti concreti all’interno del più ampio contesto delineato dal Piano energetico regionale, approvato nelle scorse settimane. Una misura che contribuisce al risparmio energetico delle imprese emiliano-romagnole ma anche in grado di favorirne lo sviluppo rendendole sempre più attrattive, più green e per questo più competitive”.

Scade il 30-06-2017 alle 17:00

RER: PSR 2014-20 – Bando progetti di filiera 2017

filieraCompetere sui mercati, sostenere la crescita, incentivare l’innovazione. Questi gli obiettivi del bando di filiera del PSR Emilia-Romagna 2014-2020, che mette a disposizione 135,8 milioni di euro. Previsti contributi dal 35 al 70% per sostenere interventi di ammodernamento tecnologico, sostenibilità ambientale, qualità delle produzioni che riuniscano aziende agricole, di trasformazione e di commercializzazione. Domande entro il 28 aprile.

SCADENZE

L’impresa capofila dovrà candidare la proposta di progetto di filiera entro il 28 aprile 2017.
Verrà così redatto un catalogo dei progetti di filiera cui le singole imprese agricole e agroindustriali potranno aderire entro il 14 luglio. Entro il 31 luglio l’azienda capofila dovrà completare la presentazione del progetto di filiera.

OBIETTIVI

Promuovere la capacità di competere sui mercati, sostenere la redditività delle aziende agricole, incentivare l’innovazione. Parte con questi obiettivi il primo bando di filiera del Piano di sviluppo rurale 2014-2020 della Regione Emilia-Romagna.
I progetti potranno essere costituiti attorno ad alcuni grandi obiettivi, tra i quali:
– Ammodernamento tecnologico, sostenibilità ambientale, qualità delle produzioni, commercializzazione e logistica
– Nuove tecnologie per ridurre le emissioni in atmosfera e tagliare i consumi idrici e di energia.
– Innovazione di prodotto e di processo per migliorare la commercializzazione e la logistica, la raccolta, la conservazione, lo stoccaggio e il trasporto dei prodotti. – Investimenti per diversificare e innovare le produzioni, accrescerne la salubrità, la qualità, la distintività e il valore aggiunto.

DOTAZIONE FINANZIARIA

Le risorse a disposizione ammontano a 135,8 milioni di euro.La maggior parte delle risorse stanziate, pari a 72,4 milioni, andrà a sostenere gli investimenti delle aziende agricole, mentre 52,4 milioni sono riservati a quelle agroindustriali.

Ad ogni filiera, sulla base del peso storico, ma anche delle potenzialità di crescita e delle sinergie con altre politiche di intervento, il bando destina una percentuale di risorse che vanno da un massimo di 27.160.00 euro per il lattiero caseario a un minimo di 6.790.000 euro per oleoproteaginose, foraggere e sementiere.

All’interno del progetto di filiera prevista anche la possibilità di iniziative pilota nel campo dell’innovazione (10 milioni) e della formazione professionale (1 milione di euro).

BENEFICIARI

Aziende agricole, aziende agro-industriali di trasformazione e di commercializzazione.

TIPOLOGIA PROGETTI

Le aziende dovranno operare in successivi anelli della stessa filiera, a partire da quelle di produzione e di trasformazione/commercializzazione. L’accordo potrà prevede anche la fase di distribuzione.

Il bando chiede alle imprese di condividere un progetto comune attraverso un vero e proprio accordo con vincoli contrattuali, obblighi e responsabilità reciproche, tra i diversi attori della filiera, che dovrà valere per almeno tre anni trascorsi i due previsti per la fine del progetto.

In ogni progetto di filiera il quantitativo di materia prima dovrà provenire per almeno il 51% dalle imprese agricole aderenti all’accordo.

Il Programma stabilisce anche il numero minimo di aziende produttrici che dovranno mettersi insieme per ciascun comparto: da almeno 5 aziende per il settore lattiero-caseario, ad almeno 18 per l’ortofrutticolo.

SETTORI

Il bando è rivolto a tutti i principali settori dell’agroalimentare emiliano-romagnolo, da quello lattiero-caseario, a quelli delle carni, avicole e delle uova, passando per i comparti ortofrutticolo, vitivinicolo, dei seminativi (cerealicolo, bieticolo-saccarifero), delle oleoproteaginose come la soia e il girasole, foraggere e sementiere.
Non mancano le filiere cosiddette minori, come ad esempio quelle dell’olio d’oliva, dell’aceto balsamico, della frutta a guscio, del comparto vivaistico e della canapa.

INTENSITÀ DELL’AIUTO

Le percentuali di contributo andranno dal 35% degli investimenti per le imprese agricole delle zone ordinarie e per quelle di trasformazione, al 45% per le aziende agricole condotte da giovani o operanti in zione svantaggiate, al 70% per i progetti di innovazione.
Le spese ammissibili per singolo progetto di filiera vanno da un minimo di 500mila a un massimo di 10 milioni, con deroga a 200mila e 2 milioni per i settori produttivi minori.

CRITERI DI VALUTAZIONE

Il progetto di filiera sarà selezionato in base all’applicazione dei seguenti principi: tipologia dell’accordo; vantaggio per le imprese agricole di produzione partecipanti all’accordo; numero di imprese agricole di produzione partecipanti quali “beneficiari diretti”; quantitativi di materia prima cui il progetto è dedicato; accordi che prevedono la fase di distribuzione; consolidamento e sviluppo delle produzioni a qualità regolamentata; numero di imprese di trasformazione/commercializzazione; progetti di innovazione; investimenti ricadenti in aree interne e in aree soggette a vincoli naturali; vantaggi per l’occupazione comprovati da accordi siglati con le parti sociali; adesione delle imprese agricole alla Rete del lavoro di qualità.

RIFERIMENTI NORMATIVI

REG. (UE) N. 1305/2013 – PSR 2014/2020 – PROGETTI DI FILIERA – APPROVAZIONE AVVISI PUBBLICI REGIONALI PER I TIPI DI OPERAZIONE 4.1.01, 4.2.01, 16.2.01 E PROPOSTA FORMATIVA PER IL TIPO DI OPERAZIONE 1.1.01.

Scade il 28-04-2017 alle 13:00

MISE: Piano nazionale Industria 4.0

piano-industria-4.0LA QUARTA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

L’espressione Industria 4.0 è collegata alla cosiddetta “quarta rivoluzione industriale”. Resa possibile dalla disponibilità di sensori e di connessioni wireless a basso costo, questa nuova rivoluzione industriale si associa a un impiego sempre più pervasivo di dati e informazioni, di tecnologie computazionali e di analisi dei dati, di nuovi materiali, componenti e sistemi totalmente digitalizzati e connessi (internet of things and machines).

Industria 4.0 richiede soluzioni tecnologiche per:

  • ottimizzare i processi produttivi
  • supportare i processi di automazione industriale
  • favorire la collaborazione produttiva tra imprese attraverso tecniche avanzate di pianificazione distribuita, gestione integrata della logistica in rete e interoperabilità dei sistemi informativi.

I nuovi processi produttivi si basano in particolare su:

  • tecnologie di produzione di prodotti realizzati con nuovi materiali
  • meccatronica
  • robotica
  • utilizzo di tecnologie ICT avanzate per la virtualizzazione dei processi di trasformazione
  • sistemi per la valorizzazione delle persone nelle fabbriche.

IL PIANO NAZIONALE

I principali paesi industrializzati si sono già attivati a supporto dei settori industriali nazionali in modo da cogliere appieno quest’opportunità. L’Italia ha sviluppato un “Piano nazionale Industria 4.0 2017-2020” che prevede misure concrete in base a tre principali linee guida:

  • operare in una logica di neutralità tecnologica
  • intervenire con azioni orizzontali e non verticali o settoriali
  • agire su fattori abilitanti.

Le direttrici strategiche sono quattro:

  • Investimenti innovativi: stimolare l’investimento privato nell’adozione delle tecnologie abilitanti dell’Industria 4.0 e aumentare la spese in ricerca, sviluppo e innovazione
  • Infrastrutture abilitanti: assicurare adeguate infrastrutture di rete, garantire la sicurezza e la protezione dei dati, collaborare alla definizione di standard di interoperabilità internazionali
  • Competenze e Ricerca: creare competenze e stimolare la ricerca mediante percorsi formativi ad hoc
  • Awareness e Governance: diffondere la conoscenza, il potenziale e le applicazioni delle tecnologie Industria 4.0 e garantire una governance pubblico-privata per il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI

Presentazione Industria 4.0, gennaio 2017 (pdf, 2 Mb)

FONTE

http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/industria40

MiSE Credito di imposta R&S: come ottenere sgravi fiscali per le imprese 2015-2020

credito-imposta-ricerca-sviluppoCredito d’imposta per tutte le imprese che investono in attività di ricerca e sviluppo, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano e dal regime contabile adottato. È una misura introdotta dalla Legge di Stabilità 2015, attuata attraverso il D.M. 27 maggio 2015.

ATTIVAZIONE

Dal periodo d’imposta 2015.

BENEFICIARI

Possono beneficiare dell’agevolazione tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano nonché dal regime contabile adottato, che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo.

PERIODO DI APPLICAZIONE

Il credito d’imposta sarà applicato sugli investimenti realizzati a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 fino a quello in corso al 31 dicembre 2020.

DOTAZIONE FINANZIARIA

Sono previsti 255,5 milioni di euro per il 2015, 428,7 milioni di euro per il 2016, 519,7 milioni di euro per il 2017, 547 milioni di euro per gli anni 2018 e 2019 e 164 milioni di euro per l’anno 2020.

ATTIVITÀ AMMISSIBILI

Sono ammissibili al credito d’imposta le seguenti attività di ricerca e sviluppo:

  • lavori sperimentali o teorici svolti, per l’acquisizione di nuove conoscenze sui fondamenti di fenomeni e di fatti osservabili, senza che siano previste applicazioni o usi commerciali diretti;
  • ricerca pianificata o indagini critiche per acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per mettere a punto nuovi prodotti, processi o servizi o permettere un miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti ovvero la creazione di componenti di sistemi complessi, necessaria per la ricerca industriale, ad esclusione dei prototipi di cui alla lettera c);
  • acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica e commerciale allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati; definizione concettuale, pianificazione e documentazione concernenti nuovi prodotti, processi e servizi; elaborazione di progetti, disegni, piani e altra documentazione, inclusi gli studi di fattibilità, purché non siano destinati a uso commerciale; realizzazione di prototipi utilizzabili per scopi commerciali e di progetti pilota destinati a esperimenti tecnologici o commerciali, quando il prototipo è necessariamente il prodotto commerciale finale e il suo costo di fabbricazione è troppo elevato per poterlo usare soltanto a fini di dimostrazione e di convalida;
  • produzione e collaudo di prodotti, processi e servizi, a condizione che non siano impiegati o trasformati in vista di applicazioni industriali o per finalità commerciali.

SPESE AMMISSIBILI

Sono ammissibili i costi di competenza del periodo d’imposta di riferimento direttamente connessi allo svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo ammissibili, quali:

a) Spese per il personale altamente qualificato impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo, in possesso di un titolo di dottore di ricerca, iscritto ad un ciclo di dottorato presso un’università italiana o estera, o in possesso di laurea magistrale in discipline di ambito tecnico o scientifico secondo la classificazione UNESCO Isced o di cui all’Allegato 1 al DL 145/2013:
– dipendente dell’impresa
– in rapporto di collaborazione con l’impresa (in attività presso le strutture dell’impresa)
Misura del credito: 50%

b) Spese relative a contratti di ricerca stipulati con università, enti di ricerca ed organismi equiparati e con altre imprese, comprese le start-up innovative, non collegate al beneficiario del credito.
Misura del credito: 50%

c) Quote di ammortamento delle spese di acquisizione o utilizzo di strumenti e attrezzature di laboratorio, in relazione alla misura e al periodo di utilizzo per l’attività di ricerca e sviluppo e comunque con un costo unitario non inferiore a 2.000 euro (al netto dell’IVA);
Misura del credito: 25%

d) Competenze tecniche e privative industriali relative a un’invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale anche acquisite da fonti esterne.
Misura del credito: 25%

N.B. A decorrere dal 2017 la misura dell’agevolazione è elevata dal 25 al 50 per cento per tutte le voci di spesa e sono ammissibili le spese relative a personale impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo, non essendo più richiesta la qualifica di “personale altamente qualificato”.

RISOLUZIONI DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

L’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 19/E chiarisce che:

  • i brevetti per invenzione ed i brevetti per modelli di utilità possono essere ammissibili
  • i marchi d’impresa e i disegni non possono essere ammissibili
  • sono ammissibili i costi sostenuti per l’acquisto all’asta di “privative industriali

FORMA E PORTATA DELL’AGEVOLAZIONE

L’importo massimo annuale concedibile è di 5 milioni di euro per ciascun beneficiario, purché le spese annuali per attività di R&S non siano inferiori a 30.000 euro e rappresentino “spesa incrementale”, cioè spesa sostenuta per ogni singola voce da a) a d) in eccedenza rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei tre periodi d’imposta 2012-2013-2014.
Il credito d’imposta sarà pari al 25% o al 50% calcolato sulla spesa incrementale riferita ai costi a-b-c-d, nei limiti della spesa incrementale complessiva.
Per le imprese attive da meno di tre periodi di imposta, la media degli investimenti in R&S sarà calcolata sul periodo a decorrere dalla costituzione.

N. B. A decorrere dal 2017 la misura dell’agevolazione è elevata dal 25 al 50 per cento per tutte le voci di spesa e l’importo massimo annuale del credito d’imposta riconosciuto a ciascun beneficiario è elevato da 5 a 20 milioni di euro.

FRUIZIONE DEL CREDITO

Il credito d’imposta può essere utilizzato tramite modello F24 inserendo il codice tributo 6857, denominato ‘Credito d’imposta per attività di ricerca e sviluppo – art. 3, D.L. 23 dicembre 2013, n. 145’ (come da risoluzione n. 97/E del 25 novembre 2015 dell’Agenzia delle Entrate)non concorre alla formazione del reddito, né della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive.

Il codice deve essere inserito nella sezione ‘Erario’ del modello di versamento, in corrispondenza delle somme riportate nella colonna ‘importi a credito compensati’ o, laddove il contribuente debba procedere alla restituzione dell’agevolazione, nella colonna ‘importi a debito versati’. Nel campo di riferimento, invece, va inserito l’anno in cui è stata sostenuta la spesa.

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in cui i costi sono stati sostenuti.

DOCUMENTAZIONE

I costi devono essere schedati tramite documentazione contabile – da allegare al bilancio – certificata dal soggetto incaricato della revisione legale o dal collegio sindacale o da un professionista iscritto nel Registro dei revisori legali.
Per le imprese non soggette a revisione legale dei conti e prive di un collegio sindacale sono ammissibili, entro il limite massimo di euro 5.000, le spese sostenute per l’attività di certificazione contabile.

RIFERIMENTI NORMATIVI

Art. 1 co. 35-36 della Legge 23.12.2014 n. 190 (modifiche all’art. 3 del DL n. 145/2013)
D.M. MEF-MiSE 27 maggio 2015

Art. 1 co. 15 e 16 della Legge di bilancio 11 dicembre 2016, n. 232

Scade il 31-12-2020 alle 17:00